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Consiglio a Ischia: passa la rottamazione delle cartelle, ma come punge la minoranza

La rottamazione delle cartelle esattoriali era il punto all’ordine del giorno che i consiglieri erano chiamati a discutere, peraltro in zona Cesarini visto che la data del 31 gennaio rappresentava l’ultimo giorno utile. La discussione, come era ampiamente prevedibile, è stata veloce ma non proprio lampo. A prendere per primo la parola è stato l’esponente della minoranza, Carmine Bernardo, che rivolgendosi agli amministratori ha posto un quesito: «Avete eliminato la possibilità di avvalersi di questo strumento per le multe, eppure avete copiato una bozza dove questa eventualità era prevista: posso chiedervi se c’è qualche motivo particolare?».

Come al solito l’onere della risposta è toccato ad Enzo Ferrandino, poi Salvatore Mazzella, dopo aver cercato inutilmente di capire con questa manovra quale introito sarebbe potuto entrare nelle casse comunali, ha voluto rimarcare il fatto che aver concesso ai cittadini diciotto mesi per poter saldare i loro debiti, quando la norma ne concedeva fino a settantadue, non è certo il massimo della vita e non costituisce un qualcosa di particolarmente invogliante.  Quando si è passati alle dichiarazioni di voto, Bernardo è stato l’unico ad argomentare il suo, che sarebbe stato contrario, spiegando che quello che si stava votando era un documento assolutamente inutile. Alla fine maggioranza compatta nel votare a favore, con Salvatore Mazzella, Gianluca Trani e Carmine Bernardo che hanno invece scandito un secco “no” (l’altro consigliere di minoranza, Ciro Ferrandino, ieri era assente).

Come già annunciato nell’edizione di ieri, il presidente Gianluca Trani ha presentato un emendamento con il quale mirava a correggere quella che riteneva un’anomalia, ossia il fatto che potesse beneficiare della cosiddetta rottamazione soltanto chi avesse pagato le rate di dicembre 2016 e gennaio 2017. Curiosamente, però, il predetto emendamento non è stato nemmeno messo ai voti ma stroncato prima ancora dal parere di responsabile finanziario e revisori dei conti. Ma non possiamo fare a meno di omettere la motivazione, che francamente lascia perplessi e non poco: “Le ingiunzioni di pagamento oggetto di provvedimenti di rateizzazione non sono espressamente richiamate dall’art. 6 ter, per cui nella proposta di deliberazione si è previsto una regolamentazione di tale fattispecie simile a quella prevista per i carichi inclusi nell’art. 6, che ne definisce anche i limiti: l’eliminazione di qualsivoglia regolamentazione non trova alcun differimento giuridico, nemmeno in via analogica”.

 

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