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Consiglio comunale, nasce la commissione di controllo (con i voti della minoranza)

FORIO – Se la lettura del resoconto del consiglio comunale pubblicato ieri ha destato la vostra comprensibile perplessità, tenetevi forte perché è in arrivo il prosieguo del racconto della surreale puntata di quello che più che essere un civico consesso sembra una soap opera argentina. E di quelle mediocri, per giunta. La nostra narrazione, come di certo ricorderanno i lettori che hanno avuto modo di leggere l’articolo apparso ieri su queste colonne, si era interrotta allorquando – esauriti gli interventi dei consiglieri – nell’aula consiliare del vecchio municipio erano rimasti soltanto alcuni consiglieri di minoranza, il presidente Michele Regine, l’assessore Mario Savio e il segretario generale Noemi Martino. Una scena, quella che vi abbiamo appena descritto, che rappresenta un vero e proprio leitmotiv delle sedute di civico consesso che si svolgono nel Comune all’ombra del Torrione. E che si ripete in maniera incessante ad ogni riunione quando i membri della maggioranza – una volta approvati i propri punti all’ordine del giorno – si dileguano quasi alla chetichella facendo cadere il numero legale e decretando la fine dei lavori.

Lunedì, tuttavia, è accaduto qualcosa di atipico e che ha interrotto il tradizionale andamento del consiglio comunale foriano. Prima però di riferirvi i dettagli di questo colpo di scena, è opportuno premettere che a differenza delle puntate precedenti i lavori dell’assise sono proseguiti fino a tarda sera, e questo perché nella sala delle adunanze era presente un numero di consiglieri tale da consentire la discussione dei punti all’ordine del giorno (ma non la votazione degli stessi). Sembrava che la seduta-fiume, ad un certo punto, dovesse avere fine; ma, improvvisamente, c’è stata una svolta repentina, di quelle che nessuno (neppure il cronista) si sarebbe mai immaginato. Per una fantozziana svista della maggioranza, poco prima della mezzanotte l’opposizione ha inaspettatamente preso le redini del consiglio, cosa che a memoria di chi vi scrive non era mai accaduta in cinque anni di sindacatura targata Francesco Del Deo. Gli otto membri della minoranza, forti del vantaggio numerico garantito dal ritorno in aula del deus ex machina Stani Verde, hanno colto la palla al balzo, approvando il terzo punto posto all’ordine del giorno, ovvero la costituzione di una commissione consiliare di controllo e garanzia. La cui istituzione, per la cronaca, è stata bocciata dai sette della maggioranza tornati in aula.

VITO IACONO: «LA MAGGIORANZA DOVRÀ SPIEGARE IL PERCHÉ DI QUESTO NO». L’inaspettato successo conquistato in sede di consiglio (a nulla è servito il maldestro tentativo di Michele Regine di bloccare i lavori per richiamare la maggioranza) ha naturalmente galvanizzato tutti i membri dell’opposizione. Il più “eccitato” di tutti è stato il capogruppo de “Il Volo” Vito Iacono, che non ha nascosto tutta la propria incontenibile soddisfazione per un risultato tutt’altro che scontato alla vigilia del consiglio: «Altro che “vacanteria”, “guagliunata”, “golpe”, “fermateli”. Da questa sera (lunedì per chi legge, ndr), grazie a Chiara Conti, Graziella Orlacchio, Grazia Parpinel, Domenico Savio, Nicola Nicolella, Giuseppe Colella e Stani Verde, i cittadini di Forio potranno godere di uno strumento fondamentale nella governance della cosa pubblica: la commissione di controllo e garanzia. Baluardo dei principi di legalità e trasparenza nella gestione dell’Ente e delle aziende dallo stesso partecipate. Certo che i sette consiglieri di minoranza, arrivati alla spicciolata, dopo aver in un primo momento abbandonato l’aula, a qualcuno dovranno pur spiegare il perché di un voto contrario alla istituzione di un organismo previsto dalla norma statutaria a garanzia della legalità e dei diritti dei cittadini!».

LA VERSIONE DI GIGI LISTA: «DEL DEO E COMPANY? PERSONAGGETTI». Se la reazione di Vito Iacono è stata “sopra le righe” rispetto a quanto ci saremmo attesi dal leader de “Il Volo”, quella di Gigi Lista può essere tranquillamente definita “ben oltre le righe”. L’anima del movimento “Noi siamo Nessuno”, ai nostri microfoni, è un vero fiume in piena. «Questo ennesimo atteggiamento scorretto è la dimostrazione di cosa sono questi personaggetti della politica foriana. La maggioranza ha voluto fare un mini comizio elettorale su quello che dice di aver fatto per il paese, ma di cui il paese non se n’è accorto. Alla fine di questo mini comizio, cosa hanno fatto? Se ne sono scappati davanti alle decisioni che si dovevano prendere all’interno del consiglio perché c’erano da discutere dei punti, e si correva il rischio di deliberare. Al ché io mi sono alzato, sono andato dal sindaco e dai suoi “alzabraccia” e ho detto: “Sindaco, chiedo scusa, ma lei se ne sta andando via? Le rammento che lei è l’amministratore, è arrivato il momento di discutere dei punti, dei problemi del paese, e lei se ne sta andando? Ma com’è possibile che se ne va? Ti metti paura di parlare della questione dell’immondizia perché esci male sulle elezioni adesso, non ne vuoi parlare? Hai paura di parlare del porto e degli altri problemi del paese e te ne vuoi scappare?”. Mi hanno aggredito verbalmente e poi mi hanno detto: “Dici a noi? Noi siamo quelli che lavorano per la gente, non c’è più niente da discutere, ce ne dobbiamo andare a casa”. Il consigliere Maria Rosaria Manzo mi ha aggredito: “Cosa stai dicendo? Noi ce ne dobbiamo andare perché qui non c’è più niente da dire”. E io ho detto: “Ma non vi vergognate un poco? Voi state qua, vi prendete anche i soldi di tutti noi, li gestite malissimo, ci avete distrutto. Ora ve ne state scappando, perché il vostro sindaco si è alzato tipo il padrino, e voi siete corsi tutti quanti dietro”».

«Dopo avermi aggredito – ha proseguito Lista – se ne sono andati. Passata un’ora, quando è tornato Stani Verde, sono andati in tilt: il presidente del consiglio, in modo incredibile, a un certo punto si è alzato e ha detto: “Me ne devo andare, me ne devo andare” con la stessa fretta del Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ha quindi sospeso il consiglio comunale. Nicolella ha chiamato i carabinieri perché, per legge, questa sospensione non si poteva fare. Michele Regine, ormai messo ad un angolo, inizia a perdere tempo, e parlando al cellulare dice al sindaco: “Correte, fate presto prima che deliberino!”. Una pantomina vergognosa. L’assessore Mario Savio – che non so esattamente cosa faccia, forse il portaborse – a un certo punto si mette in mezzo per bloccare il consiglio, non vuole farlo andare avanti per favorire il ritorno dei consiglieri di maggioranza. A questo punto ho preso il mio telefono cellulare e ho iniziato a riprendere ad uno ad uno questi eunuchi della politica. I membri della maggioranza, infatti, non hanno gli attributi: sono dei docili cagnolini che sono tornati in consiglio per parare il sedere a Del Deo. Alla Manzo ho detto: “Signora, ma lei non era quella che se ne doveva andare perché non c’era più nulla da dire?”. E agli altri: “Signor Castaldi, tu avevi detto che dovevo vergognarmi, che sono un essere vergognoso. Di cosa dovrei vergognarmi? Piuttosto si vergogni lei, che sta venendo qui soltanto per non far mandare a casa Del Deo!”».

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«Questi signori – ha tuonato Gigi Lista – meritano di essere presi a calci in culo (sic!), altro che “golpe”. Lo ribadisco: l’opposizione si deve dimettere non perché non abbia assolto il proprio compito, ma perché questa è una pantomima. La maggioranza deve andare a casa, perché rappresenta il nulla più totale. La gente deve sapere che il sindaco tratta i propri consiglieri come delle marionette. Sono dei cani al fischio del padrone, che sono tornati dopo un’ora come delle pecore. Sono delle pecore, mi assumo tutta la responsabilità delle mie parole. Mi querelasse di nuovo, il signor sindaco: a differenza di Del Deo, io non mi pago l’avvocato con i soldi dei contribuenti. La sua querela qualifica l’uomo, se di uomo possiamo parlare; il querelato – che ha due attribuiti così (mima il gesto, ndr) – sta qua, pronto a qualsiasi tipo di confronto. Li invito pubblicamente a confrontarsi con me – che sono un neofita della politica – sempre che ne abbiano il coraggio».

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IL BAGGIO-PENSIERO: «A FORIO REGNA LA VERGOGNA E SIAMO SOMMERSI DALLA CACCA». All’indomani della “storica” seduta di consiglio comunale, non si è lasciata attendere l’analisi dell’avvocato Alfredo Baggio, caustico osservatore e commentatore delle vicende del frastagliato agone politico foriano. «Si sono smarrite la logica, il buon senso e l’equilibrio mentale» ha esordito Baggio. «Guardando la cronaca filmata di Gigi Lista, il contestatore rivoluzionario, viene spontaneo osservare quanto segue. Il popolo ha votato a favore della maggioranza, una parte ha votato la minoranza e, come si evince seguendo la cronaca di Lista, in Comune regna la vergogna. Chiedo a Lista: se il popolo li ha votati e se gli oppositori, richiamati in consiglio, ritornano senza, come affermi, dignità, a chi dirigi le tue lamentele? Chi analizza il filmino deduce che siamo sommersi dalla cacca collettiva. E sì, caro Lista, questa è logica matematica. È da stupidi sbraitare per dare solo aria ai polmoni. La contestazione, quella vera e saggia, si compie tra le strade portando a conoscenza tutti, indistintamente, delle storture consumate da tutti: popolo, maggioranza e minoranza. Solo così – ha concluso il professionista – può darsi che qualche coscienza si svegli sovvertendo il marcio sistema politico e sociale vigente». Con le parole di Alfredo Baggio cala, almeno per ora, il sipario sulla telenovela foriana. Che senza alcun dubbio, nei prossimi giorni, saprà riservarci nuove emozioni.

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