POLITICAPRIMO PIANO

Consiglio lampo a Ischia, Raffaele Trani presidente dei revisori dei conti

La pratica chiusa in appena venti minuti, complice anche l’assenza dei consiglieri di minoranza che contestano lo svolgimento della seduta vista l’emergenza Covid-19. Ma Enzo Ferrandino non ci sta e replica a muso duro

Non vedremo mai più un consiglio comunale così. Il nostro, capirete, può essere soltanto un auspicio vista l’aria che tira ma la seduta di civico consesso svoltasi ieri sera alle 19 ad Ischia – e andata in scena rigorosamente a porte chiuse, a parte qualche giornalista – si è vissuta in un’atmosfera e con delle modalità per ovvi motivi mai visti prima. E le foto lo documentano in maniera inequivocabile, iniziando proprio dallo spiegamento dei consiglieri, che nella sala sono stati disposti tutti in maniera tale da osservare la norma del metro di distanza tra loro. E lo stesso dicasi anche per il tavolo presidenziale, dove il sindaco Enzo Ferrandino, il presidente Ottorino Mattera e il vicesegretario generale Lello Montuori non erano così vicini come in un passato più e meno recente. C’erano quattro punti da discutere ed inseriti all’ordine del giorno, la nomina del collegio dei revisori dei conti e poi l’emergenza coronavirus con le misure da adottare a favore di cittadini e imprese, tematiche queste fortemente caldeggiate dalla minoranza del gruppo Per Ischia. Che però, ieri, in segno di protesta, non era presente in aula: si sono così registrate le defezioni di Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, Giustina Mattera e Maurizio De Luise. In tempi di coronavirus, a loro dire, era un qualcosa di impensabile riunirsi nella sala del palazzo municipale di via Iasolino ed ecco che hanno deciso di regolarsi di conseguenza disertando l’appuntamento. Il che ha fatto in modo, evidentemente, che la seduta durasse appena una ventina di minuti, preliminari e appelli compresi.

IL DOCUMENTO DEI CONSIGLIERI DEL GRUPPO “PER ISCHIA”

Ma i consiglieri di “Per Ischia” hanno portato all’attenzione del consiglio un documento che è stato letto dal presidente Ottorino Mattera in cui non hanno affatto nascosto il proprio disappunto. Trani e gli altri hanno esordito spiegando: “In un periodo in cui l’Italia intera si è fermata per una emergenza che sarà ricordata nei libri di storia, in cui è stato chiesto di sospendere tutte le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico di qualsiasi natura, riteniamo che questo consiglio comunale avrebbe potuto attendere qualche settimana, oppure svolgersi in modalità da remoto (come da noi richiesto fin dal principio). Si, è stato concesso di eseguirlo a porte chiuse, ma verrebbe meno il concetto della seduta pubblica.

Alle richieste del Presidente Conte, dinnanzi allo sforzo che tutti i cittadini italiani e della nostra isola stanno compiendo, un segnale ed esempio di uniformità e compattezza andava dato. E invece abbiamo dovuto giocare al braccio di ferro tra Sindaco e Presidente del Consiglio (a quest’ultimo va il nostro ringraziamento per la sensibilità umana e la correttezza istituzionale del suo operato). Consapevole che bisogna pensare all’attività della macchina amministrativa, ribadiamo che abbiamo difficoltà a riconoscere l’urgenza massima del punto all’ordine del giorno proposto dalla maggioranza”. I quattro consiglieri d’opposizione poi rincarano la dose e aggiungono: “Confessiamo che ci saremmo aspettati un coinvolgimento da parte di questa amministrazione per discutere e valutare iniziative da mettere in campo al fine di fronteggiare il momento difficile dai risvolti surreali e reperire le risorse ed i materiali che ammortizzino lo shot down che stiamo vivendo. Un’economia che improvvisamente si trova in ginocchio e che, senza voler essere pessimisti, nessuno oggi può prevedere per quanto durerà, con tutte le conseguenze che ciò rifletterà sui lavoratori e sulle famiglie. La politica in questo momento deve fare la sua parte importante liberando le menti da contrapposizioni ataviche di parte e sostenendo un nuovo processo di sviluppo pretendendo un forte impegno locale, nazionale, della Regione Campania, dell’ANCIM e dell’Europa”.

Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, Giustina Mattera e Maurizio De Luise scendono poi nel dettaglio formulando anche una serie di richieste e scrivono: “Nel rispetto della carica che rivestiamo, abbiamo deciso di non essere presenti, sia per il buon esempio e per gli inviti che tutti noi facciamo alla cittadinanza di restare a casa e sia per la tutela della salute di ognuno di noi e di chi ci circonda e con questo documento ribadiamo i concetti che sono a nostro avviso quelli realmente urgenti (e non crediamo che la nomina di un presidente di partecipata e il presidente dei revisori dei conti siano urgenti, se non per motivazioni politiche), per sottoporre all’attenzione dell’amministrazione alcune proposte che possano rappresentare delle prime misure di ammortizzazione delle conseguenze sociale dell’urgenza epidemiologica in corso: la richiesta al ministero del lavoro ed al Governo dell’ampliamento della Naspi in deroga alla Legge vigente; sospensione dei tributi locali PER 120 giorni dal 16 maggio (scadenza della prima rata TARI) e anche i relativi accertamenti e rateizzi in essere; sospendere l’applicazione delle sanzioni; di detassare per il periodo di sospensione dell’attività in ottemperanza ai Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, alle ordinanze della Regione e comunque di altri provvedimenti di natura precettiva le superfici ai fini TARI detenute dagli operatori economici interessati. Prendiamo infine atto, con rammarico, che tali misure non siano state inserite dal sindaco nella richiesta di convocazione iniziale e non sarebbero state trattate nè affrontate senza il nostro intervento. Ischia ce la farà, restiamo a casa”. Un appello che loro per primi hanno evidentemente raccolto alla lettera.

LA DURA REPLICA DI BALESTRIERI E DEL SINDACO FERRANDINO

Esaurita la lettura del documento, a prendere la parola è stato il consigliere di “Vivere Ischia”, Pasquale Balestrieri, che proprio non ha digerito le esternazioni messe su carta dagli avversari politici. Il medico ha replicato a muso duro, parlando senza mezzi termini di strumentalizzazione bella e buona e aggiungendo che “è assurdo che si voglia contestare la volontà di nominare i revisori dei conti, che fino a prova contraria servono per poter portare a compimento una serie di variazioni di bilancio che sono state a più riprese invocate dagli stessi consiglieri di minoranza. Questa è una strumentalizzazione bella e buona, vergogna”. Il primo cittadino, nel momento in cui ha preso la parola, ha contestato le esternazioni rese dal presidente Ottorino Mattera in un’intervista dallo stesso rilasciata nei giorni scorsi a Il Golfo: “In qualità di presidente avrebbe dovuto usare una terminologia diversa”, questo il senso del j’accuse del primo cittadino. Che però è stato rispedito al mittente dal geometra, che ha spiegato che in ogni caso lui è anche consigliere comunale e al di fuori della sala consiliare può esprimere valutazioni di carattere politico. Ma è chiaro che a fine serata i due contendenti di sicuro non sono andati a cena insieme e non soltanto perché i ristoranti di questi tempi sono tutti chiusi per cause di forza maggiore.

LA VOTAZIONE: RAFFAELE TRANI PRESIDENTE, UN VOTO PER MIGLIACCIO

A quel punto si è passati al voto per eleggere il nuovo presidente del collegio dei revisori dei conti, dopo che le procedure di sorteggio avevano già individuato i primi due componenti in Giuseppe Aulisio e Francesco Capone. Il voto è stato palese e undici consiglieri hanno votato a favore dell’investitura di Raffaele Trani (contrario il solo Ottorino Mattera). La minoranza ha proposto invece la candidatura di Pasqualino Migliaccio, che ha collezionato il voto favorevole del solo presidente e quelli contrari dell’intera coalizione di maggioranza. Poi, a quel punto, si sarebbero dovuto trattare gli argomenti proposti dalla stessa opposizione ma a quel punto Enzo Ferrandino ha chiuso consiglio ed ostilità: “In segno di distensione, ne parleremo un’altra volta, quando saranno presenti anche i proponenti”. E vissero tutti (più o meno) felici e contenti.

Foto Franco Trani

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