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Il consiglio sulle partecipate e Paolo Ferrandino, le nuove “mine” di Enzo

Sembra che sia tutto fermo. Sembra, appunto, perché le cose potrebbero non stare affatto così. Se da una parte la situazione amministrativa nel Comune di Ischia pare all’altezza della calma piatta, è indubbio che di fuoco che cova sotto la cenere potrebbe essercene parecchio il che metterebbe in condizione il buon sindaco Enzo Ferrandino di cominciare ad avere a che fare con i primi possibili “dolori di pancia” del suo mandato iniziato dopo la vittoria alle elezioni amministrative dello scorso 11 giugno. Partiamo da quello che è uno snodo cruciale: ci riferiamo alla prossima seduta di consiglio comunale, di quelle decisamente delicate. L’appuntamento, infatti, è nella sala consiliare del palazzo municipale di via Iasolino il 30 ottobre e il 6 novembre, rispettivamente in prima e seconda convocazione (queste sono le date ormai decise e per le quali sarà fissata la riunione): l’assise sarà chiamata a votare il cosiddetto bilancio consolidato, che tradotto in parole povere significa il documento contabile nel quale entrano anche le società partecipate a capitale interamente comunale. E nello specifico, sembra che alcuni consiglieri potrebbero non morire dalla voglia di alzare la “manina” e votare, in particolare con riferimento a Ischia Ambiente, che viene ritenuta un feudo e una fortezza inespugnabile di Abramo De Siano e del gruppo Sciarappa. E’ presto per dire se sull’argomento potrà nascere o meno il classico “casus belli”, ma certamente la situazione è di quelle che vanno monitorate con estrema attenzione.

A proposito di malumori e di qualche lamentela in seno alla maggioranza, i rumors danno anche Luca Montagna e Antonio Buono non proprio entusiasti dell’operato del primo cittadino, con il consigliere comunale della lista Movimento Cristiano Lavoratori che non vedrebbe di buon grado, al pari dell’amico “ideologo” la lentezza che caratterizza Enzo Ferrandino ogni qualvolta gli viene mossa qualche richieste. Il fatto che siano ferme sulla sua scrivania diverse determine che hanno a che fare con la liquidazione degli assegni di cura, non può certo far fare i salti di gioia agli sciarappini. Il sindaco, tra l’altro, aspetta a “sbracarsi” ed a concedere o concedersi perché resta in attesa del ricorso inoltrato da Maurizio De Luise: per la serie, nell’attesa meglio non far pendere la bilancia di qua o di là e tenersi buono pure Giosi Ferrandino. Insomma, la prudenza non è mai troppa, anche perché secondo alcuni l’ingegnere sia pure nascosto dietro le quinte resta sempre un’ombra “fastidiosa”.

Ma passiamo a quello che è il vero punto nodale. Fonti vicinissime a Forza Italia (e dunque di parte, anche se solitamente molto attendibili) riferiscono di un possibile riavvicinamento del consigliere comunale Paolo Ferrandino con il leader del partito azzurro, il senatore lacchese e coordinatore regionale Domenico De Siano. O meglio, del fatto che il geometra abbia cominciato a sondare il terreno per verificare la disponibilità del suo interlocutore a prendere un caffè. Conferme in tal senso, allo stato, non ne arrivano, nel senso che De Siano non si sarebbe nemmeno preso la briga di rispondere. I due, inutile negarselo, si sono lasciati male e allora un possibile ritorno di fiamma potrebbe avere soltanto finalità politiche, e dunque di mera “convenienza” anche da parte del senatore. E’ probabile che Paolo stia puntando i piedi e scalciando dopo la sorte riservata proprio dal sindaco all’ormai ex comandante della polizia municipale Giovan Giuseppe Pugliese, fedelissimo del professionista della Pagoda. C’è chi sostiene che Paolo Ferrandino uno smacco del genere non riuscirà a dimenticarlo e chi invece è dell’opinione che alla fine tutto tornerà nella normalità: in fondo qualche cattivello sottolinea come al consigliere interessi più di ogni altra cosa avere “libero accesso” all’ufficio tecnico, e quindi la situazione è ancora ricomponibile. Ma dopo frizzi, lazzi e fuochi d’artificio, forse siamo davvero davanti alle prime turbolenze. Anzi, TurbolEnzo.

Gaetano Ferrandino

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