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Conte ad Ischia il 6 settembre, ma il premier non vuole fare passerella

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non vuole fare passerella ad Ischia. È per questo motivo che ha scelto di non venire il 21 agosto, ad un anno esatto dal sisma, sull’isola. In quei giorni, o a fine agosto, ad Ischia potrebbe esserci il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Non impegni istituzionali ma relax con la compagna Elisa Isoardi. Il leader leghista Salvini è un habitué di Ischia. Quando Conte verrà a Ischia – ci fanno sapere dal suo entourge – sarà perché non ha promesse da declamare ma obiettivi da presentare e un crono programma con i tempi per conseguirli. La questione Ischia non è solo la ricostruzione dell’area colpita duramente e nemmeno dove eventualmente ricostruire. Il dopo sisma è prima di tutto, fanno sapere sempre da Palazzo Chigi, sistemare in maniera definitiva gli sfollati, perché la casa è normalità, é dignità, non si possono continuare a tenere 2600 sfollati tra alberghi e altre sistemazioni provvisorie. Gli uffici del premier Conte lavorano ad una visita che si terrà giovedì 6 settembre. Questa la data scelta. Salvo urgenze o altri improcastinabili impegni istituzionali il Presidente Conte sarà a Ischia accompagnato dal prefetto Carlo Schilardi, appena nominato Commissario di Governo per la Ricostruzione, e dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli. I primi di settembre sono i giorni in cui il Parlamento riapre le sue porte e comincia la discussione della Legge di Stabilità. Per il 2018 ci sono già venti milioni di euro stanziati per Ischia. L’obiettivo è quello di rimpinguare questa cifra e postare anche sulla annualità successiva, quella del 2019, ulteriori fondi aggiuntivi rispetto ad altri venti milioni già stanziati. Il Governo potrebbe mettere sul piatto della Bilancia tra gli 80 e i cento milioni di euro complessivi solo per la ricostruzione. Soldi che ora si possono cominciare a spendere già che è partita la fase della ricostruzione. La cifra di circa 100 milioni sarà ulteriormente arricchita dal contributo della Regione Campania che si impegnerà nel settore del rilancio del turismo e degli aiuti alle imprese del settore colpite da un calo di presenze, indubbiamente in parte ascrivibile al sisma ma anche alle difficoltà a competere suoi mercati internazionali con altre mete di vacanza molto agguerrite nel Mediterraneo. 

In questi giorni, a partire da oggi e fino alla visita del premier, il lavoro del prefetto Schilardi sarà fondamentale per una visione d’insieme delle problematiche sollevate dal sisma. E non solo. La scelta di Schilardi da parte del premier è di quelle che sembrano giuste non solo per l’esperienza nel risolvere disastri naturali, ma anche per le grandi capacità giuridiche del prefetto che ha gestito la più delicata e difficile fase della ricostruzione post terremoto in Campania, quello del 1980. Tutti i contenziosi tra Stato e Consorzi sono stati risolti da questo prefetto che ha grandi doti di ascolto e mediazione. Il commissario per la ricostruzione, da quello che dicono nella struttura di missione di Palazzo Chigi che si occupa di disastri, è la persona giusta nel posto giusto per aiutare Ischia, l’intera isola, a risollevarsi da un momento assai difficile con il concorso determinante e qualificante non solo dei sindaci dei tre comuni colpiti (Casamicciola, Lacco Ameno e Forio) ma di tutti quanti gli isolani, compresi gli altri tre primi cittadini di Ischia, Barano e Serrara Fontana. In questo il prefetto Schilardi, intervistato da “il Golfo”, non fa mistero nel dire che il suo successo dipenderà molto dalla collaborazione leale di tutti per l’unico obiettivo a cui tutti tengono: far ripartire Ischia, l’intera isola, cara a tutti gli italiani.

Francesca Pagano

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