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Continua la mattanza delle specie protette, a Ischia si spara anche durante il silenzio venatorio

DI Isabella Puca

Ischia  – Parlano da sole le immagini pubblicate dall’Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali,  sezione dell’isola d’Ischia – che testimoniano che qui sull’isola la mattanza delle specie protette continua senza sosta. Nonostante il silenzio venatorio, per legge il Martedì e il venerdì sono giorni di assoluto silenzio venatorio anche se festivi, sono stati ritrovati senza vita, proprio martedì scorso, alcuni esemplari di fringuello e di falco sparviere, due specie a rischio estinzione e quindi assolutamente non cacciabili. Il fringuello delle isole Galapagos, quel piccolo volatile grazie al quale Darwin, il padre della biologia moderna, elaborò la sua teoria dell’evoluzione, secondo gli scienziati, tra cinquant’anni, potrebbe aggiungersi alla lunga lista degli uccelli scomparsi per sempre. È preoccupante la diffusione di episodi di bracconaggio criminale, da nord a sud della penisola, ma soprattutto qui sull’isola d’Ischia, un piccolo centro dove proprio non riescono a essere rispettate le regole e dove il bracconaggio sembra essere una piaga davvero antica.   «É un fenomeno che ha registrato picchi elevati soprattutto negli anni ’90, in molti casi anche violento. Radicato nella cultura isolana perché, per natura e posizione, Ischia è un’isola importante per le rotte migratorie, tantissimi esemplari vi fanno sosta e l’ischitano lavora durante la stagione estiva, mentre nel resto dell’anno ama godersi la natura, talvolta imbracciare un fucile e sparare». Questo quanto dichiarato lo scorso mese di marzo l’avv.Fabio Procaccini, delegato provinciale della Lipu Napoli e attivista da decenni sui territori delle isole del Golfo. Non è infatti la prima volta che vengono ritrovate specie rare impallinate senza scrupolo alcuno; lo scorso ottobre fu ritrovato un giovane esemplare di sparviere e un maschio di gheppio con l’ala sinistra insanguinati. Entrambi recuperati dalle guardie isolane dell’Enpa furono sottoposti ai vari esami radiografici che confermarono che ad impallinarli erano stati dei bracconieri. Le due specie ritrovate ferite, così come queste purtroppo ormai senza vita, hanno in comune l’essere assolutamente non cacciabili. Lina Paolella, delegata dell’Enpa nei mesi scorsi sottolineò  come il bracconaggio sull’isola d’Ischia abbia raggiunto una portata davvero preoccupante e i recenti ritrovamenti confermano la sua apprensione. Nonostante gli appelli, la legge e il presidio del territorio si continua a sparare. I residenti di alcune zone continuano ferocemente a lamentarsi degli spari che, ogni mattina, si odono al risveglio; tra le foto scattate dai delegati Enpa di Ischia anche un cartello stradale impallinato. Per legge la caccia sarebbe vietata per una distanza di 100 metri da case e da 50 metri dalle strade. E ancora, l’articolo 659 del codice penale punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone e chi, nei pressi delle abitazioni spara con armi da fuoco. Eppure, ciononostante, nei pressi delle abitazioni vengono ritrovate spesso cartucce che testimoniano, quando il rumore degli spari non è sufficiente, che qui sull’isola la legge non sembra essere affatto rispettata. L’Enpa ha chiesto al Ministero degli Interni di predisporre il divieto assoluto di caccia nelle piccole isole, territori spesso attraversati, come nel caso di Ischia, da specie migratorie. Una richiesta che dinanzi a quest’ultimi gravi episodi potrebbe essere presto ascoltata.

 

 

 

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