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Conto svizzero svuotato, un indagato si dichiara estraneo ai fatti

Nel corso di un lungo interrogatorio, una delle tre persone finite nel mirino degli inquirenti ha fornito una serie di elementi utili a provare la sua estraneità ai fatti contestati

È durato circa quattro ore l’interrogatorio di una delle persone finite nelle indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Ischia su impulso della Procura di Napoli. Quest’ultima ipotizza per tre persone il reato di “furto aggravato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica aggravata e riciclaggio”.

La donna, difesa dall’avvocato Maria Grazia Di Scala, avrebbe fornito agli inquirenti dell’Arma una serie di elementi utili a provare la sua estraneità ai fatti contestati, anzi, durante l’interrogatorio sarebbero emerse una serie di raggiri che l’avrebbero vista ripetutamente nel ruolo di vittima

Il mese prossimo saranno eseguiti alcuni accertamenti irripetibili sul materiale sequestrato: la Procura ha nominato un consulente

Come si ricorderà, parliamo delle indagini partite nel dicembre 2018, con la denuncia sporta da un 66enne ischitano, G.G.A., che dopo aver trascorso un lungo periodo di degenza in ospedale, si accorse della sottrazione dell’intera somma di denaro che era depositata sul proprio conto corrente svizzero. I successivi accertamenti bancari e patrimoniali, eseguiti anche in collaborazione con la polizia svizzera attraverso la rogatoria internazionale hanno consentito di riassumere le varie tappe della vicenda.

Uno degli indagati, P.V., è il principale sospettato di aver architettato l’operazione, cioè di aver sottratto le chiavette per l’accesso all’home banking di proprietà del denunciante (di cui il sospettato gestiva il conto), introducendosi abusivamente nel relativo sistema informatico e disponendo vari bonifici in favore di conti correnti italiani e svizzeri per € 162.000,00. Gli altri due indagati in concorso tra loro, dopo aver ricevuto un bonifico su un conto corrente italiano, hanno eseguito altre operazioni bancarie ed economiche al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza illecita delle somme. Nel corso dell’operazione, sono stati eseguiti tre decreti di perquisizione personale e domiciliare, estesi anche nei confronti di società riconducibili agli indagati.

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Gli interrogatori sono stati disposti perché gli investigatori sono convinti di poter ottenere da alcuni degli indagati elementi importanti nella ricostruzione della vicenda, vista anche l’evoluzione dei rapporti tra due di essi, prima compagni nella vita e poi separatisi. Una rottura che potrebbe indurre uno dei due ad accusare l’altro dell’ideazione del furto.

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Il mese prossimo, nella seconda settimana di dicembre, saranno eseguiti alcuni accertamenti irripetibili sul materiale sequestrato: la Procura ha infatti nominato un consulente che procederà ad esaminare le chiavette per mezzo delle quali è stata attuata la sottrazione del denaro all’ignaro cittadino ischitano.

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