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Coronavirus, da Ischia a Procida le pagelle ai sei sindaci

Come si sono comportati i nostri primi cittadini e il presidente della Regione De Luca di fronte al Covid-19? Ecco i «voti» dei nostri collaboratori dei singoli comuni. Fateci sapere nei commenti come la pensate

di Rossella Lauro

Che siamo una grande isola, un grande popolo lo avevamo capito già in altre occasioni che ci avevano segnato: alluvioni, terremoto e ora l’emergenza sanitaria

E dobbiamo dire che Ischia e Procida hanno risposto sempre con grande senso di responsabilità. Da oltre cinquanta giorni è un’isola senza gente in strada dimostrando grande senso civico. Sulle due isole non abbiamo avuto bisogno di “sorveglianti speciali” che assumessero il ruolo di controllori, costretti a farlo per tutelare la salute di tutti dall’incoscienza di alcuni. No, qui i divieti sono stati sempre rispettati e nessuno esce di casa senza motivo o va a correre a piedi o in bici o va in pineta di nascosto o prende la sua barchetta di “stramacchio”.

I sei sindaci di Ischia e Procida (manca quello di Lacco Ameno perché sfiduciato dalla sua maggioranza) avevano già compreso la gravità della situazione a fine febbraio, cercando di creare una “cintura” protettiva attorno all’isola per evitare il diffondersi del Covid-19, nemico sconosciuto e invisibile.

Sicuramente Ischia avrà indelebile la data del 24 febbraio, che non abbiamo segnato sul calendario della storia ma in quella della memoria, dove i sei sindaci da quel giorno hanno dichiarato “guerra” al Covid-19 senza se e senza ma. Una cosa è certa: a loro non peserà mai che a Ischia sia avvenuto un disastro a causa della mancanza di posti di terapia intensiva, perché sono riusciti a proteggerci a difenderci. E comunque spetterà agli uomini, agli storici (quelli veri), ricostruire se è stato inadeguato, esagerato, inopportuno il comportamento e le azioni dei nostri sindaci o se si sono mostrati ottimi primi cittadini. Noi con questo articolo vogliamo ricordare ciò che è stato fatto perché, molto spesso, lo dimentichiamo. Fateci sapere con i vostri commenti, cosa ne pensate.

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Ora i sei sindaci devono affrontare e combattere, insieme agli imprenditori, la sfida più difficili sul piano politico: quella economica.

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Una cosa è certa. Se c’è qualcosa che le situazioni di crisi richiedono è la certezza politica. Quella certezza politica che sull’isola, i nostri sindaci, tutti nessuno escluso, hanno avuto con una linea chiara, precisa, decisa che non ha permesso così a nessun cittadino di andare in confusione e di creare disordini.

GIOVAN BATTISTA CASTAGNA, sindaco di Casamicciola

VOTO 8. AFFIDABILE

Potete amarlo o non apprezzarlo, ma una cosa è certa: Giovan Battista Castagna ha affrontato due forti crisi (terremoto e covid-19) e ha dato il meglio di sé.

Si è mosso con fermezza, anticipando sempre i tempi. E’ stato il più convinto sostenitore dell’ordinanza che voleva impedire lo sbarco dei turisti settentrionali, quella poi annullata dal prefetto: i fatti, a breve e medio termine gli hanno dato (purtroppo) ragione.   

Nella prima fase della gestione della crisi, quella di contenimento, ha cercato di individuare e circoscrivere il prima possibile le persone potenzialmente a rischio che rientravano sull’isola con due settimane di isolamento. Ognuno di loro con storie particolarissime e alcuni con situazioni familiari di salute molto serie.  Non solo, quando ha visto che la questione intercomunale legata all’acquisto dei test rapidi andava per le lunghe, ha deciso di non aspettare i colleghi primi cittadini e muoversi in autonomia, acquistandone un discreto quantitativo. Il risultato? Beh, Ischia, Barano, Forio e Serrara Fontana li stanno ancora aspettando. E intanto Giovan Battista, grazie al censimento, ha monitorato il suo territorio e permesso di identificare i contagi anche al di fuori dei gruppi a rischio.

Insomma il primo cittadino del comune di Casamicciola ha preso per mano il Paese, conducendolo con serietà e determinazione, attraverso il terremoto prima e la pandemia oggi. Castagna ha parlato chiaro sin dall’inizio e non ha mai sottovalutato il Covid-19. I casamicciolesi si sono fidati e hanno apprezzato la sua «forza tranquilla». Ora si deve organizzare e pianificare per la riapertura.

FRANCESCO DEL DEO, sindaco di Forio

VOTO 7. CONVINCENTE

L’esperienza nella vita e in politica servirà pure a qualcosa. Il sindaco di Forio è quello che ha passato i momenti peggiori, per quanto sostenuto dai suoi colleghi. Il “contagio uno” sull’isola, infatti, è stato quello del turista lombardo alloggiato presso l’albergo Punta del Sole: a Del Deo per primo, dunque, è toccato attivare una serie di protocolli che fino a quel momento dalle nostre parti erano sconosciuti. La situazione di angoscia, paura e in alcuni casi addirittura panico creatasi tra la cittadinanza è stata mitigata proprio dalle modalità in cui Francesco ha gestito la vicenda.  E’ riuscito, in poche ore, ad isolare la struttura alberghiera e ad organizzare il rientro dell’intera comitiva nelle città d’origine. Anche la conferenza stampa che ha tenuto subito dopo il rimpatrio dei turisti, ha dato sicurezza ai cittadini e ai giornalisti presenti. Il giudizio non può essere di plauso a piene mani.   Difficile pensare che potesse gestirla meglio…

ENZO FERRANDINO, sindaco di Ischia

VOTO 7.5. STAKANOVISTA 

Nel contrasto al Covid-19 e alla salute dei suoi concittadini, il sindaco di Ischia ha assunto fin dall’inizio una linea abbastanza chiara dal punto di vista sanitario. Nei prossimi giorni vedremo anche i passi che metterà in atto dal punto di vista economico.

Di una cosa bisogna dargli atto, è tra i sindaci quello che attualmente più continua a svolgere il proprio mandato nella modalità classica e senza ricorrere allo “smart working”. E’ in municipio tutti i giorni, quotidianamente lo si vede in giro in macchina lungo il territorio per verificare il lavoro della polizia municipale e soprattutto avere il termometro del comportamento tenuto dai cittadini rispetto alle limitazioni contenute in DPCM e ordinanze regionali.

Anche i casi di Covid-19 registrati sul territorio comunale sono sempre stati gestiti con efficacia e puntualità, soprattutto nell’ambito del raccordo con le autorità sanitarie (che in altri contesti hanno per la verità manifestato molte falle). Da apprezzare la breve ma toccante cerimonia all’esterno di Palazzo D’Ambra per l’ultimo saluto a Riccardo D’Ambra, forse un po’ meno l’atteggiamento tenuto nei confronti della Chiesa che si ostinò a voler celebrare tutte le funzioni religiose in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, quella poi da noi “battezzata” come “messa zero”. Certo, non eravamo al picco del contagio, ma nemmeno all’alba della diffusione del virus. Mezzo voto in più per l’assurdo, condannabile ed ingiustificabile attacco mediatico di cui è ormai vittima (a mo’ di vero stalking, come egli stesso ha voluto precisare) dal “fuoco nemico”.

ROSARIO CARUSO, sindaco di Serrara Fontana

VOTO 7. IN PRIMA LINEA

Gli è toccata forse una delle patate più bollenti della pandemia made in Ischia, se non la peggiore in assoluto. Anche perché il caso Villa Mercede è scoppiato proprio mentre la curva dei contagi sull’isola sembrava essere entrata in una fase decrescente. Un bubbone che si è tradotto in un vero e proprio focolaio, peraltro generato (presumibilmente) dal ricovero temporaneo di una degente presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, poi deceduta al Rizzoli dopo aver fatto temporaneamente ritorno nella RSA. Ebbene, Caruso non ha accusato il colpo come un puglie suonato, ma è rimasto “sul pezzo” concertando e seguendo in prima persona una serie di procedure con l’Asl Na 2 Nord e tutte le autorità interessate alla vicenda. E se si è quantomeno riusciti a limitare i danni, lo si deve anche al suo operato.

Non dimentichiamo che è stato l’unico ad acquistare e distribuire gratuitamente ai sui concittadini mascherine sanitarie.

DIONIGI GAUDIOSO, sindaco di Barano

VOTO 7. ATTENTO

Ha sempre tenuto un profilo piuttosto basso nella gestione della crisi.  Nel suo comune i casi di Covid-19 dichiarati sono 15. Le prime due vittime vengono proprio da Barano.  Ma Dionigi Gaudioso è riuscito sempre a mantenere la rotta, nonostante il “treno” abbia rischiato in alcune circostanze di deragliare. C’è una macchia che indubitabilmente resta e che – a emergenza conclusa – dovrà necessariamente trovare uno o più responsabili: la fuga di dati sensibili dall’ufficio anagrafe comunale relativa a dati e foto del primo contagiato isolano (il giovane baranese ritornato da una vacanza alle Filippine) resta un fatto clamoroso e che non può assolutamente rimanere impunito. Dionigi, ha spiegato di avere la memoria lunga e che quando ritornerà la calma si penserà anche a “saldare” questo conto. Ed è chiaro che il giudizio su di lui non potrà che prescindere anche da questo aspetto che riveste una fondamentale importanza in una comunità che voglia definirsi civile. Ma per il resto è riuscito a gestire una situazione che a un certo punto rischiava di diventare esplosiva, soprattutto quando nel Comune collinare pareva essersi sviluppato un piccolo focolaio. Infine, a voler trovare il pelo nell’uovo, forse qualche pressione in più sull’Asl ed i suoi vertici ci stava bene: il caso del supermercato Sebon, ed altri, hanno evidenziato ritardi cronici nel fare e processare i tamponi.

DINO AMBROSINO, sindaco di Procida

VOTO 7. PRESENTE

La presenza dei due marittimi procidani impiegati a bordo della Costa Diadema (poi fatta attraccare al porto di Piombino) e quella di altri disseminati in giro per il mondo e rientrati poi a scaglioni sull’isola di Arturo, ha imposto al primo cittadino ed alla macchina comunale un super lavoro per evitare che potessero crearsi occasioni di potenziale contagio. Ma anche quando si è trattato di gestire relazioni e rapporti con l’esterno, Ambrosino non è mai venuto meno ai suoi compiti istituzionali. L’ordinanza contro lo sbarco dei turisti sull’isola e l’allontanamento dalla stessa di due bergamaschi una mattina di marzo, hanno poi contributo ad alzare le sue quotazioni, visto quando accaduto poi in Lombardia. La quotidiana diretta facebook, infine, ha rappresentato una valida – e soprattutto costante – opportunità di interlocuzione con la cittadinanza.

VINCENZO DE LUCA, presidente Regione Campania

VOTO 8. EFFICIENTE

È un personaggio che divide. O lo si odia o lo si ama. Lui ha sempre ignorato gli equilibri.  Il presidente della Regione Campania ha preso decisioni coraggiose, risolutive e precoci: la chiusura dei parchi pubblici, il divieto di fare jogging, passeggiate, consegne a domicilio, la chiusura totale di alcune zone. Nessun presidente della Regione ha avuto il suo coraggio e, nonostante le vicine Regioni utilizzavano un metodo di tolleranza, De Luca ha scelto la strada opposta, quello dello stop totale. 

All’età di 71 anni, il presidente De Luca, sta dimostrando ai giovani che la vita è una sfida continua, che bisogna affrontare con capacità, forza, abnegazione e coraggio. Forse, è una dimostrazione che vuole dare anche a se stesso.

Vincenzo De Luca, dobbiamo dirlo, si è mostrato un ‘mercenario’ dell’efficienza, genio ingombrante che ha gestito l’emergenza con tenacia e fermezza tirando fuori dal ‘cilindro’ le decisione più efficaci. Anche quelli che si aspettavano la sfida a “Porta a Porta” tra i due  ‘presidentissimi’ Fontana e De Luca, tra Nord e Sud, tra settentrione e meridione beh, il nostro “scherizzo” li ha delusi mostrando ai telespettatori, non uno show televisivo, ma una grande saggezza e capacità politica.

Come scrivemmo nel precedente articolo, il buon Fiorello direbbe «c’è del deluchismo».

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2 Commenti

  1. Non conoscevo i sindaci sopra menzionati, ma dai racconti si evince serietà, capacità e senso pratico, doti che oggi scarseggiano tra i politici. Del presidente De Luca cosa dire? Due parole:” Lo ADORO “!!! E francamente è una parola che ho detto solo ai miei nipoti. È una persona che vorremmo alla guida dell’Italia: determinato, chiaro, senza paura! Sono una nonna di 71 anni e sono Toscana, di Firenze. Non mi spavento facilmente , però questo coronavirus mi fa vacillare. Solo quando ho sentito la voce del governatore De Luca dire:” metto le ganasce ai passeggini”, ho capito che a qualcuno importava degli italiani, sono commossa tanto e mi sono un po’ tranquillizzata. Dottor De Luca sta facendo un ottimo lavoro Grazie

  2. Il Presidente Deluca in questo periodo storico ha dimostrato di essere un vero politico
    In Campania oltre l’eccellenza della medicina ci possiamo vantare
    di avere, dell’eccellenza della Politica

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