CRONACA

Coronavirus, dai sindaci nota alle autorità: oggi il summit con De Luca

Ieri mattina, così come accaduto già lunedì, i cinque primi cittadini isolani si sono nuovamente incontrati presso il municipio di Forio per decidere le iniziative da adottare dopo l’incontro col Prefetto di Napoli

Quasi come un deja vu, e non c’è nessuno scherzo di Carnevale per lo mezzo. Il fatto è che il martedì dei sindaci isolani – ormai completamente con la testa alle tematiche legate a coronavirus e dintorni – è trascorso quasi come il giorno precedente. Summit al Comune di Forio in mattinata e annuncio di una nuova trasferta in terraferma che sarà celebrata questa mattinata. E allora diventa difficile capire da dove iniziare nel riannodare i fili di questa giornata, ma noi preferiamo partire dalla fine.

Nel pomeriggio ai primi cittadini arriva la notizia della convocazione di una riunione urgente con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al fine di condividere le misure organizzative volte al contenimento ed alla gestione dell’emergenza Covid-19. L’appuntamento, al quale sono stati invitati i 92 sindaci dell’area metropolitana di Napoli, si svolgerà alle ore 16 presso l’auditorium del Centro Direzionale di Napoli ed era stato annunciato agli amministratori di casa nostra già lunedì pomeriggio dal prefetto di Napoli Marco Valentini, nel corso dell’incontro-chiarimento successivo all’emanazione dell’ormai nota ordinanza poi revocata dallo stesso ufficio territoriale di governo. Per Enzo Ferrandino, Giovan Battista Castagna, Francesco Del Deo, Rosario Caruso e Dionigi Gaudioso sarà l’occasione per provare ad esporre al governatore una serie di problematiche che riguardano un territorio come il nostro che paga il limite dell’insularità, anche se con una platea così ampia l’impressione è che il dibattito e il confronto rimangano sul generico e difficilmente si riesca a scendere nei dettagli.

Un articolato documento è stato inoltrato a Marco Valentini, al premier Giuseppe Conte ed al responsabile della Protezione Civile Angelo Borrelli: all’interno le richieste da soddisfare per un territorio particolare in quanto vincolato dall’insularità. Nel pomeriggio presso il centro direzionale (ore 16) l’incontro tra il governatore e gli amministratori dell’area metropolitana

Ma dicevamo del deja vu. Ieri mattina, esattamente come il giorno precedente, nuovo appuntamento all’ombra del Torrione con Francesco Del Deo a fare gli onori di casa. Dopo il via libera del Prefetto, che la sera precedente aveva lasciato intendere di non avere nulla da eccepire in caso di emissione di ordinanza bis, purché confezionata con tutti i “crismi”, c’era da discutere proprio sulle eventuali iniziative da adottare. Alla fine l’attesa ordinanza bis non è arrivata, anche perché si resta in attesa di provvedimenti incisivi da parte di Palazzo Santa Lucia oltre che del governo centrale ed allora si è preferito ancora attendere di capire come si regoleranno le autorità ai “piani alti” ed in che maniera eventuali misure possano soddisfare pure le esigenze di Ischia e della sua comunità. Per questo motivo la strada seguita è stata quella di indirizzare al presidente regionale Vincenzo De Luca, al premier Giuseppe Conte, al prefetto Marco Valentini ed al capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, avente ad oggetto “Adozione misure urgenti e straordinarie funzionali a prevenire la diffusione della malattia infettiva COVID-19 (D.L. n. 6 del 23.02.2020 pubblicato in G.U. n. 45 del 23.02.2020, Edizione Straordinaria, Parte I e Ordinanza n.21 Ministero della salute G.U. Serie generale n.44 del 22.02.2020) nel territorio dell’Isola d’Ischia”.

Il succo del documento è nella parte finale, quella in cui i firmatari richiedono “alle Autorità in indirizzo di disporre, a salvaguardia dei residenti e dei turisti ospiti dell’isola e per le motivazioni sopra espresse, tutte le misure cautelari atte a prevenire la diffusione del virus in territori ad oggi non colpiti dall’epidemiologia, a titolo esemplificativo e non esaustivo, attraverso: a) l’installazione all’imbarco traghetti/aliscafi di idonei check point e/o presidi sanitari al fine di censire i turisti provenienti da territori nei quali già risulta accertata la positività al virus e di eseguire i dovuti controlli attraverso strumentazione idonea ad intercettare eventuali persone contagiati (termo scanner, tamponi etc); b) l’organizzazione di un presidio alternativo di emergenza funzionale ad evitare una eventuale promiscuità tra le persone contagiate e i degenti dell’unica struttura sanitaria presente sull’Isola d’Ischia (Ospedale A. Rizzoli), già di per sé insufficiente a gestire i ricoveri ordinari; c) potenziamento dei mezzi di trasporto di emergenza (eliambulanza/idroambulanza) dedicati a gestire il trasferimento di persone contagiate; d) somministrazione di questionario onde tracciare i flussi delle persone in ingresso sull’Isola d’Ischia al fine di conoscere l’eventuale soggiorno nelle Regioni già colpite dalla diffusione del virus”.

Nella nota i cinque sindaci isolani ricordano in premessa che “l’aumento esponenziale dei casi di contagio nell’ambito territoriale delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte in uno alla mancata attivazione dei poteri e delle misure straordinarie di cui agli artt. 1 e 2 del D.L. n. 6/2020 da parte delle Istituzioni e degli Organi Centrali e Territoriali immediatamente sovraordinati, impongono – prima del verificarsi del primo caso di contagio nel territorio regionale – in via temporanea l’adozione di misure idonee, sotto il profilo igienico sanitario, ad evitare la continua ed incontrollata diffusione del COVID – 19 anche in territori, ad oggi, dallo stesso non attinti ma fortemente esposti in ragione dei consistenti flussi turistici”.

Poi Ferrandino, Castagna, Del Deo, Caruso e Gaudioso ricordano ai destinatari che “l’isola di Ischia, infatti, in virtù della presenza – anche al di fuori della tradizionale stagione turistica che coincide annualmente con la settimana precedente la Pasqua e che termina convenzionalmente il 1 Novembre Ognissanti – di numerose strutture alberghiere, ricettive e termali in piena attività anche durante il periodo invernale, è meta di turisti sia stranieri che provenienti dalle regioni italiane ed in particolare dalle Regioni del Nord e soprattutto dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Piemonte in cui sono stati registrati e censiti dalle autorità sanitarie numerosi casi di contagio da malattia infettiva COVID-19 (in numero crescente di ora in ora) con conseguente applicazione di particolari misure di salvaguardia della salute pubblica”.

Per poi aggiungere a supporto del grido d’allarme il fatto che “la particolare natura della località turistica che comprende i Comuni di Barano d’Ischia, Forio, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Ischia, Casamicciola Terme, desta gravi preoccupazioni al fine della prevenzione di una eventuale diffusione della malattia in considerazione dei collegamenti con il continente, della continuità territoriale assicurata quotidianamente, della insularità, della presenza di un’unica struttura ospedaliera (non organizzata a recepire e gestire tali emergenze) che serve l’intera isola e che non potrebbe essere in alcun caso sostituita da altro presidio nemmeno temporaneo in caso di necessità”.

Non manca, nel cuore della lunga ed articolata nota, anche un riferimento all’ordinanza annullata perentoriamente con i fatti che vengono riassunti così: “Con provvedimento prefettizio n. 57073 del 23.02.2020, il Prefetto di Napoli, Dott. Marco Valentini, annullava in autotutela la predetta ordinanza alla luce dei seguenti presupposti: a) in primo luogo, il D.L. del 22.02.2020 – eletto a fondamento dell’esercizio del potere extra ordinem – alla data di adozione dell’ordinanza n. 25/2020 non avrebbe acquisito efficacia in quanto non ancora ‘pubblicato e quindi giuridicamente inesistente’ (cfr. primo Considerato dell’atto prefettizio); b) inoltre il provvedimento ex art. 54 comma 4 TUEL si riferirebbe ‘genericamente ai cittadini residenti nelle Regioni Lombardia e Veneto senza specificare la provenienza degli stessi dai Comuni nei quali sussiste il cluster di infezione di virus COVID – 19, come già specificamente individuati dall’Autorità sanitaria’; c) la predetta ordinanza non sarebbe stata, in violazione della normativa di settore, preventivamente comunicata al Prefetto; d) il provvedimento contingibile sarebbe ‘sproporzionato, ultroneo ed ingiustificatamente restrittivo nei confronti di una vasta fascia della popolazione nazionale’”.

E per ieri basta così, oggi il crocevia con De Luca potrà fornire qualche indicazione in più sul da farsi, anche se l’impressione è che più passano i giorni e più appare complesso assistere ad iniziative individuale nell’ambito del territorio regionale. Ma in questo psicotico romanzo, lo abbiamo ormai imparato, è davvero il caso di “mai dire mai”.

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