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Coronvirus, ordinanza De Luca: «Vietato lo sport all’aperto»

“L’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’Ordinanza n.15 del 13 marzo 2020”. Questa la notizia pubblicata oggi dall’ANSA alle ore 15.05 che annulla la notizia trasmessa sempre dalla stessa agenzia ieri alle ore 19.14. E’ quanto si legge in un ‘chiarimento’ all’ordinanza regionale emessa ieri e che prevede norme restrittive per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Un’altra precisazione è relativa ai locali: “Non è consentito in locali pubblici e/o aperti al pubblico svolgere eventi quali riunioni per fini ricreativi e/o sportivi e feste”.

“La situazione impone di adottare misure idonee ad evitare il più possibile episodi ed occasioni di contagio”, si legge nel chiarimento n.6 pubblicato sul sito della Regione Campania.

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Un commento

  1. Concordo con quanto attiene le ‘riunioni’ ma, per quanto mi sforzi, non riesco a capire l’accanimento verso chi fa attività sportiva in solitaria. Fare cyclette nel chiuso di una stanza o correre in solitaria in aperta campagna quante possibilità di contagio possono provocare? certo, se con la scusa della corsa, mi invento una rimpatriata al parco è lecito che venga sanzionato. Ma stiamo parlando di comportamenti decisamente diversi. Le ordinanze dovrebbero tenere conto che la salvaguardia della salute va fatta sollecitando la consapevolezza delle persone non creando clima di paura insensata. Sennò si passa dalla democrazia alla fobocrazia. Oltretutto, nel combattere un virus un sistema immunitario in buone condizioni è di sicuro aiuto. E correre, di sicuro, non fa male al sistema immunitario. Per cui, se tanto mi da tanto, non vedo logica in questo tuo di accanimento contro l’attività sportiva fatta in solitaria.

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