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Corruzione a Procida, ennesimo rinvio per il patteggiamento

ISCHIA. Sono mesi che si attende la decisione circa la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa dell’ex colonnello dei vigili urbani di Procida, Giuseppe Trotta. Invece tutto è rinviato a dicembre. L’ennesimo slittamento, l’ultimo di una serie iniziata quasi un anno fa, nell’ambito di un processo nel quale l’ex ufficiale, principale imputato dell’inchiesta “Final Berth” deflagrata sull’isola due anni e mezzo fa, aveva visto stralciata la propria posizione sin dalle prime battute, rispetto agli altri venti imputati. Nel frattempo era stata inoltrata istanza di riunione, ma la difesa dell’ex responsabile della polizia municipale aveva avanzato la richiesta di patteggiamento. La scorsa primavera il collegio presieduto dal giudice Pellecchia aveva rilevato alcune anomalie: alcuni dei capi d’accusa risultavano prescritti, ma i relativi atti non erano stati trasmessi dal pubblico ministero che gestiva il fascicolo relativo a Trotta. Il collegio b della prima sezione non era quindi a conoscenza di quali fossero le imputazioni già prescritte. Venne predisposto un altro rinvio breve, e dopo una settimana la documentazione del fascicolo del pubblico ministero era stata consegnata, comprensiva dell’intervenuta sentenza di dichiarazione della prescrizione per alcuni capi d’accusa nei confronti di Trotta, ma ciò non bastò a impedire un ulteriore aggiornamento all’udienza di ieri mattina. Udienza che, come accennato in apertura, è servita solo a comunicare l’ennesimo rinvio, di un mese.  Il processo, o meglio i due processi, come alcuni ricorderanno traggono origine delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, sezione reati contro la Pubblica Amministrazione. Secondo la ricostruzione operata dalla Procura, il colonnello Trotta, avvalendosi soprattutto della collaborazione della Costagliola di Polidoro  avrebbe posto in essere una serie di condotte illecite nella gestione personalistica del delicato settore della Polizia Municipale; circostanza che creò di fatto una spaccatura nel Comando dei Vigili urbani, fra favoritismi e attività di dossieraggio. Al colonnello Trotta e alla Costagliola di Polidoro vennero contestati plurimi episodi di falso in atto pubblico, oltre che di calunnia, peculato e corruzione; al Coppola invece i reati di corruzione e falso in atto pubblico. Gli altri imputati sono Antonio Lucio Ambrosino, Assunta Ambrosino, Gaetano Buonanno, Luigi Buonanno, Leonardo Cordova, Pasquale Cozzella,  Luigi D’Orio, Margherita De Vellis, Giorgio Formisano, Rosa Gallo, Mario Laddanza, Salvatore Lubrano Lavadera, Domenico Mazzella, Gianluigi Porta, Vincenzo Ruggiero, Salvatore Ruocco, Vincenzo Ruocco, Pasquale Sano, Aldo Scotto di Perta e Domenico Scotto di Tella, tutti coinvolti a vario titolo nella lunga indagine effettuata con il coordinamento della Procura di Napoli ed effettuata mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti e acquisizione di documentazione amministrativa.

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