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Corruzione in Sicilia sulle vie del mare: Morace, Montalto e i “legami” con Ischia

E’ una vicenda che, in fondo, da vicino ci riguarda eccome per tutta una serie di motivi. Il primo è che la location dei fatti in questione è la Sicilia, un’isola evidentemente ben più grande della nostra. Il secondo è che c’entrano le vie del mare, il terzo ed ultimo che c’è la presenza di un armatore che qualche tempo fa provò ad affacciarsi anche dalle nostre parti, salvo poi allontanarsene tra mille polemiche, qualche ombra ed in ogni caso da insalutato ospite. Siamo davanti all’ennesima inchiesta giudiziaria, quella che nella giornata di ieri ha coinvolto il deputato regionale dell’Assemblea siciliana Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani e ricandidato alla guida del Comune siciliano, l’armatore Ettore Morace e il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto che sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta per corruzione nel settore dei fondi per il trasporto marittimo. Fazio, 63 anni, avvocato cassazionista e imprenditore vinicolo, aveva già guidato il Comune di Trapani, con una giunta di centrodestra, dal 2001 al 2012. Si era ricandidato lo scorso mese con il sostegno di alcune liste civiche (Lista Fazio, Uniti per il Futuro, Progetto per Trapani, Trapani Tua, Io ci sono).

Nella giornata precedente un altro candidato, il senatore di Fi Antonio D’Alì, processato per concorso in associazione mafiosa, aveva annunciato la sospensione della campagna dopo aver saputo che la Dda aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato. Fazio è stato sindaco di Trapani fino al 2012. Ex alleato del senatore Antonio D’Alì, ora suo concorrente. L’inchiesta ruoterebbe attorno a tangenti su fondi per il trasporto marittimo: é stato arrestato anche Ettore Morace, figlio del patron del Trapani calcio Vittorio (poche ore prima retrocesso in serie C, insomma proprio, entrambi proprietari della compagnia di traghetti Liberty Lines. Anche una figura apparentemente marginale di questa inchiesta, come il funzionario Giuseppe Montalto, ha un incrocio decisamente curioso con la nostra isola. Fu lui, infatti, tra gli artefici dello stop alla scalata che l’armatore ischitano Salvatore Lauro stava effettuando per accaparrarsi la Siremar, operazione che sembrava praticamente fatta e che invece saltò proprio in extremis. La famiglia Morace, di rimando, aveva un debole decisamente noto per la nostra isola, peraltro ampiamente confermato in un recente passato.

Era proprio il 2014 quando Vittorio, armatore di Ustica Lines, costituì una nuova società, con sede a Napoli, denominata Ischia Lines, che aveva l’intento di inserirsi nel mercato dei collegamenti marittimi interni al Golfo. In molti videro in quell’iniziativa una sorta di risposta di Morace all’invasione in terra siciliana del collegata e rivale Salvatore Lauro, che in un primo momento si era accaparrato come detto la Siremar. All’epoca dei fatti si parlò anche dell’effettuazione di una serie di corse residuali e pure di essere pronti ad iniziare subito l’attività con tre aliscafi veloci (Adriana M, Vittoria M e Garagonay), sollecitata peraltro dalla comunità imprenditoriale e politica ischitana, resasi disponibile ad intercedere per far avere ad Ischia Lines l’ultimo necessario placet della Regione. Ma l’operazione, come è noto, non andò mai in porto ed anzi… naufragò miseramente. E scusate il gioco di parole.

Gaetano Ferrandino

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