CULTURA & SOCIETA'

Corso di laurea in ‘Hospitality Management’, il “C. Mennella” punta al futuro formativo e professionale

Gettate le basi per una collaborazione tra Università di Napoli e Indirizzo Turistico dell’Istituto

Il settore dell’ospitalità riflette un mondo ormai globale e sempre in continua evoluzione.  Secondo il World Travel & Tourism Council, fornisce 1 posto di lavoro su 10 all’intero pianeta. Con un tasso di crescita annua di quasi il 4%, l’industria deve affrontare una carenza di competenze che rappresenta un ostacolo per le imprese del settore e che entro il 2025 potrebbe minacciare milioni di posti di lavoro. Formazione e professionalità diventano perciò indispensabili.

Sono stati presentati nei giorni scorsi a docenti e studenti dell’Indirizzo Turistico dell’IISS “Cristofaro Mennella” programma e obiettivi della laurea triennale in Hospitality Management, corso sperimentale del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni (DEMI) dell’Università Federico II di Napoli per fornire ai giovani le conoscenze e le competenze necessarie per lavorare da leader nelle imprese dell’ospitalità, in particolare negli alberghi e nelle aziende che si occupano di ristorazione. Nel management dell’impresa dell’ospitalità è sempre più importante la presenza di profili post professionali in possesso di digital skills e, al contempo, capaci di comunicare e trasmettere un’esperienza di qualità, e in grado di valorizzare anche le specifiche identità territoriali. Un percorso estremamente fecondo per un sistema, come quello ischitano, che fatica un po’ a stare dietro alle continue sollecitazioni e sviluppi del settore. Il progetto, illustrato dalla Prof.ssa Valentina Della Corte (coordinatrice del Corso di Laurea) nella sede del Mennella di Via Lavitrano a Forio, è sviluppato mediante convenzioni con imprese, associazioni e ordini professionali che assicurino la realizzazione di almeno 50 CFU (e non più di 60 CFU) in attività di tirocinio curriculare. I corsi di studio prevedono la programmazione degli accessi, entro il limite massimo di 50 studenti, e la presenza di un adeguato numero di tutor provenienti dalle aziende  coinvolte. Al  termine  del primo ciclo della sperimentazione, l’indicatore di valutazione periodica relativo agli sbocchi occupazionali  entro  un  anno  dal conseguimento del titolo di studio deve essere almeno pari all’80%. Prospettive incoraggianti per tutti gli studenti e le studentesse del Turistico che vogliono proseguire il percorso formativo seguendo un corso professionalizzante. Del resto tutti gli studenti del DEMI hanno la possibilità di svolgere stage e tirocini, che li aiutano ad entrare in contatto con il mondo delle istituzioni e delle imprese, e possono partecipare a programmi di internazionalizzazione per studio, tirocinio e preparazione della tesi di laurea in Europa o in paesi extraeuropei (programmi Erasmus+ e Overseas), che li supportano nell’inserimento in contesti multiculturali.

«Il corso di laurea triennale in Hospitality Management» ci ha spiegato la Prof.ssa Valentina della Corte « è innovativo e completamente diverso dalla didattica tradizionale. L’ospitalità turistica è cambiata completamente: c’è bisogno di una professionalità incredibile a tutti livelli, proprio perché, a cominciare dalle le strutture ricettive, emergono esigenze di professionalità in tutte le loro aree. Oggi, rispetto al passato, c’è la generale convinzione che il turismo sia un’industria e anche più complicata rispetto ad altre. Le sfide sono diverse: se da un lato c’è una richiesta di competenze in digitalizzazione, dall’altro conta l’approccio di competenze esperienziali, quindi occorre uno sforzo, sia da parte di chi cura la formazione che da parte degli studenti nell’apprendimento, per cercare di avere dei profili che siano in linea con l’esigenza del mercato.»

«Oggi, all’Università Federico II» ha proseguito Della Corte  abbiamo una un gruppo di studiosi importanti a vari livelli, così come il Meridione vanta punte di eccellenza straordinarie nel settore dell’ospitalità. E infatti siamo orgogliosi di avere come partner le principali aziende campane. Vogliamo fare un’operazione che valorizzi il nostro territorio anche per le competenze aziendali. Certo ci sono catene nazionali, internazionali, il nostro respiro deve rimanere ampio, però tenevamo a coinvolgere le ottime imprese che ci sono sul territorio. E un aspetto importantissimo su cui noi lavoriamo tanto: è fondamentale che i talenti facciano le loro esperienze fuori, ma poi portino questo bagaglio sul territorio e contribuiscano alla valorizzazione dello stesso.»

Una rivoluzione che riguarda anche la didattica. «Chi decide di insegnare a questo corso deve possedere un forte background nel settore turistico, deve essere aperto a fare lezione in inglese e deve seguire un’impostazione didattica completamente diversa da quella tradizionale. Lezioni frontali, ovvio, ma soprattutto molto lavoro interattivo.»

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Un percorso che ha colpito positivamente anche la dirigente scolastica del “C. Mennella”, la Prof.ssa Giuseppina Di Guida. Tanto da gettare le basi per una futura collaborazione con la didattica dell’indirizzo turistico dell’Istituto. «Anzitutto questa è un’opportunità straordinaria per i nostri studenti» ha sottolineato la preside. «Il modello è quello proposto nelle accademie più prestigiose d’Europa, ma con dei costi proibitivi che nemmeno i figli di albergatori potrebbero permetterselo. Grazie alla Federico II, quest’offerta formativa diventa alla portata un po’ di tutti perché le rette sono quelle statali.» «Riteniamo che il percorso formativo al turismo sia un percorso impegnativo che deve avere un profilo anche di tipo universitario. Abbiamo deciso di presentare questo corso di laurea a studenti, ma anche ai docenti della scuola perché abbiamo intenzione di mettere mano al curricolo dell’indirizzo turistico-economico del “Cristofaro Mennella”, creando un percorso più qualificante ma soprattutto più orientato alle professionalità emergenti. Oltre che garantire agli studenti una continuità tra i vari segmenti dell’istruzione e formazione italiana, e il successo lavorativo.». Solo 50 posti, una selezione durissima. «Ai miei ragazzi dico: osate», ha concluso la dirigente, «le premesse per riuscirci ci sono tutte.»

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