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Corso Vittoria Colonna, rimosso il segnale pericoloso

Ennio Anastasio

Segnalare  aiuta a vivere meglio, così come accade in Corso Vittoria Colonna ad Ischia dove il segnale di limite di velocità installato a meno di un metro e mezzo dal suolo e al di sotto di un cartello che segnalava una  inattiva fermata autobus, è stato finalmente rimosso. Era lì da tempo immemore e molti vi hanno battuto la faccia contro, nel suo lato sporgente, all’interno del marciapiede. Il palo è stato “svuotato” della segnaletica proprio meno di un giorno fa ed ora tante persone ed in particolare giovani studenti che risalgono la strada ogni giorno dall’Istituto nautico non rischieranno più la capocciata contro la lamiera fredda del segnale “storico”, posizionato veramente in modo anomalo. Segnalare aiuta a vivere meglio, lo sanno bene quelli che forse già domani evidenzieranno con forza  il cedimento profondo dei basoli in Via Iasolino, alle spalle del grande platano di Lamartine,  proprio all’uscita della Chiesa di Portosalvo. Un problema serio, dove bisogna intervenire d’urgenza evitando che un autobus a breve, vi rimanga conficcato con una ruota all’interno, con tanto di turisti a bordo. Un punto centralissimo e trafficatissimo in agonia da diverso tempo, che diventa sempre più dissestato,ogni giorno di più, rischiando di spaccare l’isola in due, magari in piena stagione turistica. Segnalare aiuta a vivere meglio, lo sanno bene quanti non si risparmieranno di certo sul dissesto stradale della grande stella disegnata con i cubetti di porfido bianchi in Piazza Antica Reggia all’ingresso del Palazzo Reale. Siamo ad Ischia, a due passi dal Municipio, l’insidioso infossamento si è creato da tempo, proprio al centro. E’ profondo, mai arrivarci con un tantino di velocità su di uno scooter, rischi di rimbalzare e di perdere il controllo. Non dubitiamo che vi saranno degli interventi di risanamento e speriamo anche a breve, non potrebbe essere altrimenti, ma quello su cui è lecito interrogarsi come cittadini ma soprattutto come persone obiettivamente pensanti di fronte a queste situazioni incresciose  è il perché si verifica questa enorme fragilità strutturale per le opere pubbliche consegnate alla libera fruibilità della cittadinanza ischitana, molte di esse  in tempi recentissimi.  Il caso di via Baldassare Cossa, strada chiusa per mesi a seguito di diversi crolli , poi riaperta, poi richiusa nuovamente e poi riaperta da poco; la pavimentazione con i basoli alla Chiesa di Portosalvo, opera di pochi anni addietro, ed ora completamente sconnessa ne sono esempi eclatanti  ed “incrociamo” le dita per i lavori di via Cartaromana durati circa otto mesi con enormi disagi per i residenti. Forse può sembrare una semplificazione ma appare evidente come tali lavori, opere pubbliche, soffrano di un  deficit in termini di “qualità” già pochi giorni dopo la consegna  e la problematica si estende da Ischia agli altri diversi Comuni isolani. Cosa non funziona? calcoli strutturali , scarso impiego di materiali di qualità, operai poco qualificati, poco controllo o soprattutto grande superficialità nella consegna dei lavori?

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