POLITICAPRIMO PIANO

«Così ho conquistato la mia Lacco Ameno»

La straripante vittoria alle ultime elezioni amministrative, la voglia di pacificare un paese, le prime mosse che caratterizzeranno l’azione amministrative, l’inevitabile passaggio sul porto turistico e il suo futuro e tanto altro: Domenico De Siano racconta e si racconta in una inedita intervista al nostro giornale

Vado subito al punto: si aspettava una forbice così netta oppure anche per lui il risultato è stato più ampio di quanto si potesse immaginare?

«Noi abbiamo lavorato nel corso degli ultimi anni per costruire una proposta di paese completamente diversa rispetto a quella che i cittadini hanno conosciuto negli ultimi tempi. Il vero obiettivo non era tanto inseguire il risultato elettorale in sé, quanto riuscire a trasmettere ai nostri concittadini una visione chiara di quello che immaginiamo per Lacco Ameno nei prossimi cinque anni. Per questo motivo siamo partiti molto presto, lavorando sul territorio ben prima dell’apertura ufficiale della campagna elettorale. Abbiamo scelto di non presentare il classico programma elettorale pieno di promesse irrealizzabili o di interventi che rischiano di restare soltanto sulla carta. Non volevamo proporre quello che spesso viene definito il libro dei sogni. Abbiamo preferito costruire un programma essenziale ma concreto, con pochi punti ma ben definiti. Eravamo consapevoli del lavoro svolto negli anni, del rapporto costruito con la cittadinanza e della qualità della squadra che avevamo messo insieme. Per questo motivo ci aspettavamo certamente un buon risultato. Naturalmente una differenza così ampia rappresenta un segnale molto importante e ci rende ancora più consapevoli delle responsabilità che ci attendono».

In che cosa, visto che lei è un politico di lungo corso, gli elettori hanno premiato Domenico De Siano? E, inevitabilmente, in che cosa hanno bocciato la compagine avversaria?

«Io credo che gli elettori abbiano innanzitutto premiato un modo diverso di concepire la politica e il rapporto con la comunità. Una competizione elettorale deve restare una partita che si gioca con regole precise, nel rispetto reciproco e nella consapevolezza che, una volta concluso il voto, tutti continuano a vivere nella stessa comunità. Non esistono nemici da abbattere o da demonizzare. Esistono persone che hanno idee diverse e che legittimamente si confrontano entro i limiti della correttezza e del rispetto. Io credo che molte persone abbiano percepito questo messaggio. Abbiamo cercato di parlare non soltanto ai nostri sostenitori ma anche a coloro che non condividevano la nostra proposta politica. Il messaggio era semplice: Lacco Ameno è una sola comunità e deve tornare ad essere tale. Dobbiamo imparare nuovamente a convivere nel rispetto reciproco, con buonsenso, equilibrio e tranquillità. Per quanto riguarda gli avversari, non spetta a me giudicare il loro operato. Posso soltanto dire che, quando si crea una distanza così significativa nel risultato finale, evidentemente una parte consistente dell’elettorato ha ritenuto più convincente la nostra proposta»

Questo spirito di serenità, secondo lei, è mancato negli ultimi anni?

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«Io credo di sì. Negli ultimi anni si è venuto a creare un clima che spesso ha assunto i contorni di una contrapposizione permanente. Si è generata una situazione che ricordava quasi una divisione tra guelfi e ghibellini. Quando accade questo, la responsabilità principale non può essere attribuita a chi sta all’opposizione. Chi governa ha sempre il compito di creare le condizioni affinché il confronto rimanga civile e costruttivo. Oggi molte persone avvertono la necessità di voltare pagina. C’è la consapevolezza che Lacco Ameno abbia bisogno di ritrovare uno spirito comunitario più forte. Le differenze politiche continueranno ad esistere ed è giusto che sia così, ma non possono trasformarsi in conflitti permanenti. Dobbiamo tornare ad essere una comunità unita, capace di discutere, confrontarsi e anche scontrarsi politicamente quando necessario, senza però perdere il senso di appartenenza a un unico paese.»

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Torna a fare il sindaco dopo quasi vent’anni. Com’è cambiato Domenico De Siano? E come sono cambiati Lacco Ameno e la politica locale?

«Sono trascorsi quasi vent’anni dall’ultima esperienza amministrativa. Ho lasciato la carica di sindaco nel 2007 e da allora il mondo è cambiato profondamente. Ho avuto la fortuna di amministrare in un periodo che, pur non essendo caratterizzato da grandi disponibilità finanziarie, era certamente meno complesso di quello attuale. Non esistevano le difficoltà economiche che oggi gravano sugli enti locali, sulle imprese e sulle famiglie. In quei dieci anni riuscimmo comunque a realizzare numerosi interventi e a portare avanti un’importante azione amministrativa che contribuì a dare visibilità e prestigio a Lacco Ameno. Il nostro paese era considerato un punto di riferimento sull’isola e spesso anche al di fuori. Oggi il contesto è diverso. Nel frattempo si sono verificati eventi che hanno segnato l’isola: il terremoto, l’alluvione, la pandemia, la crisi economica e tutte le difficoltà che ne sono derivate. Allo stesso tempo esiste però oggi una grande opportunità, perché i Comuni possono accedere a finanziamenti molto più consistenti rispetto al passato. Se utilizzate bene, queste risorse possono realmente trasformare il volto di una comunità. La sfida sarà proprio questa: individuare le opportunità migliori, programmare gli interventi necessari e tradurre le risorse disponibili in opere, servizi e occasioni di sviluppo».

Quali saranno le prime questioni sulle quali intende intervenire?

«Noi dobbiamo partire immediatamente dall’ordinario. Può sembrare una cosa semplice, ma non lo è affatto. Dobbiamo riportare il nostro paese ad essere ordinato, pulito, decoroso e curato. Le strade, le aiuole, i giardini pubblici, l’arredo urbano, la manutenzione ordinaria: sono tutti aspetti che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine turistica. Dobbiamo fare in modo che Lacco Ameno torni ad essere percepito come un paese bello, accogliente e ben organizzato. Naturalmente non si può risolvere tutto dall’oggi al domani. Però bisogna partire subito e lavorare senza perdere tempo. La stagione turistica è ormai alle porte e abbiamo il dovere di farci trovare pronti. Parallelamente dovremo mettere in campo una programmazione più ampia, sia nel breve sia nel medio periodo. Proprio per questo abbiamo deciso di convocare immediatamente il Consiglio comunale. Vogliamo rendere pienamente operativi tutti gli organi amministrativi e iniziare subito a lavorare. Le questioni aperte sono tante e alcune particolarmente delicate. In questi primi giorni ho avuto diversi incontri con i funzionari comunali e ho preso atto di una serie di problematiche. Penso, ad esempio, alla questione degli abbattimenti. È un tema che seguo da anni e sul quale ho già maturato alcune riflessioni. Nelle prossime settimane intendiamo avviare un’iniziativa importante perché ritengo che si tratti di una delle emergenze più serie che il nostro territorio si trova ad affrontare. Il rischio è che un Comune come Lacco Ameno possa ritrovarsi segnato da demolizioni e macerie. È una prospettiva che considero inaccettabile».

Ha parlato del Consiglio comunale imminente. Possiamo anticipare qualcosa sulla composizione della Giunta?

«No, ritengo che la comunicazione ufficiale debba avvenire nella sede istituzionale appropriata. Mercoledì sera, durante il Consiglio comunale, presenteremo ufficialmente la Giunta e completeremo tutti gli adempimenti previsti. Sarebbe poco corretto nei confronti delle persone che hanno lavorato con me in questi mesi anticipare decisioni che stiamo ancora definendo negli ultimi dettagli. Stiamo ultimando alcune valutazioni e credo che sia giusto rispettare i tempi istituzionali».

In campagna elettorale si è parlato molto della questione porto. Dall’altra parte è stato un tema utilizzato quasi come un mantra. Qual è la sua idea sul futuro della portualità di Lacco Ameno?

«Proprio questa mattina, prima di incontrarci, ho effettuato un sopralluogo al porto insieme ad alcune persone che collaboreranno con me. Ho voluto vedere personalmente lo stato delle cose e devo dire che la situazione che abbiamo trovato non è certamente quella che una località come Lacco Ameno dovrebbe offrire. La prima emergenza riguarda il decoro. Ci sono aree che necessitano di essere ripulite immediatamente, materiali da rimuovere, spazi da recuperare e un generale lavoro di riordino che non può essere rinviato. Detto questo, la mia posizione sulla portualità non è mai cambiata. L’ho ribadita più volte sia in Consiglio comunale sia durante la campagna elettorale. La gestione del porto di Lacco Ameno continuerà ad essere pubblica e sarà integralmente pubblica. Credo sia utile ricordare un dato storico. La portualità di Lacco Ameno è nata durante un’amministrazione che avevo l’onore di guidare poi è diventata privata quando era sindaco colui che lo è stato fino a poco più di un mese fa. Noi siamo convinti che un’infrastruttura strategica come il porto debba rimanere patrimonio della collettività e debba essere gestita nell’interesse della comunità. Questo non significa limitarsi ad amministrare gli ormeggi o ad assegnare posti barca. Significa avere una visione più ampia. Ci sono 198 contratti residenti, non credo siano da attribuire tutti a nostri concittadini lacchesi, e spero di essere stato abbastanza chiaro, una volta per tutte. Il porto deve diventare un motore di sviluppo economico e turistico. Oggi non basta più offrire semplicemente un ormeggio. Chi arriva con la propria imbarcazione cerca servizi, accoglienza, qualità e organizzazione. Cerca un territorio capace di offrire esperienze e opportunità. Io immagino una portualità moderna, efficiente, capace di dialogare con il mondo dello yachting e della nautica da diporto. Immagino un porto che possa ospitare iniziative, servizi qualificati, attività legate alla promozione del territorio e che possa diventare un punto di riferimento per chi sceglie di trascorrere il proprio tempo a Lacco Ameno».

L’EVI è diventata negli ultimi mesi uno dei temi più discussi della politica isolana. Qual è la sua valutazione?

«Io ho avuto il privilegio e l’onore di essere presidente dell’EVI più di vent’anni fa, in una fase storica particolarmente delicata. All’epoca i sindaci dell’isola decisero di assumersi direttamente la responsabilità della gestione del servizio idrico proprio perché esistevano criticità che richiedevano una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Parliamo di un servizio essenziale. L’acqua rappresenta probabilmente il bene pubblico più importante che una comunità possa amministrare. Negli ultimi tempi si è parlato molto di EVI, delle vicende societarie, delle polemiche relative alle nomine, dei rapporti interni e delle questioni economiche che sono finite all’attenzione dell’opinione pubblica. Io credo che una società di questa importanza debba essere gestita secondo criteri manageriali rigorosi e non in maniera discutibile e improvvisata. Le amministrazioni comunali, attraverso il CISI, rappresentano gli azionisti pubblici di questa realtà e devono avere piena consapevolezza del ruolo che sono chiamate a svolgere. Bisogna lavorare affinché EVI continui a rappresentare un patrimonio dell’isola e una garanzia per i cittadini».

Come cambia la geopolitica isolana con il ritorno di Domenico De Siano alla guida di Lacco Ameno?

«Questa domanda mi è stata rivolta più volte negli ultimi giorni e la mia risposta è sempre la stessa. Quando amministravo Lacco Ameno, l’isola viveva una stagione caratterizzata da una forte collaborazione tra i Comuni. Naturalmente esistevano differenze politiche, appartenenze partitiche diverse e sensibilità amministrative differenti. Tuttavia c’era una convinzione condivisa: alcune battaglie potevano essere vinte soltanto facendo squadra. In quegli anni riuscimmo a costruire accordi di programma importanti, ottenemmo finanziamenti significativi e portammo avanti iniziative che coinvolgevano l’intera isola. C’era la consapevolezza che il successo di un Comune rappresentasse un vantaggio per tutti gli altri. Per quanto mi riguarda, non ho alcuna pretesa personale. Ho già svolto il mio percorso politico e istituzionale. Oggi il mio obiettivo è amministrare bene Lacco Ameno e contribuire, per quanto possibile, a rafforzare la capacità dell’isola di presentarsi unita quando si tratta di difendere interessi comuni».

Molti giovani hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale. Esiste una nuova generazione pronta a raccogliere il testimone?

«Io credo di sì e devo dire che questo è uno degli aspetti che più mi ha colpito positivamente durante questi mesi. Attorno alla nostra lista si è creata una partecipazione straordinaria. Molti giovani hanno deciso di impegnarsi direttamente, altri hanno collaborato dietro le quinte, altri ancora hanno seguito con interesse il dibattito politico e amministrativo. Questo rappresenta un segnale molto importante. Uno dei miei compiti principali sarà proprio quello di creare le condizioni affinché questo entusiasmo non si disperda. Dobbiamo costruire percorsi che consentano loro di acquisire esperienza amministrativa, competenze e conoscenza delle istituzioni. Non basta chiedere ai giovani di partecipare. Bisogna metterli nelle condizioni di crescere e di assumere responsabilità. Io mi auguro che al termine di questo mandato possa emergere una nuova classe dirigente capace di guidare il paese con entusiasmo ma anche con la necessaria preparazione. Credo che il compito della mia generazione sia proprio questo: accompagnare il ricambio, favorire il passaggio di testimone e consegnare alle nuove generazioni una comunità più forte e più consapevole delle proprie potenzialità».

Un ultimo messaggio ai suoi elettori e anche a chi non l’ha votata.

«Non voglio fare retorica e non voglio utilizzare formule di circostanza. La prima parola che sento di dover pronunciare è grazie. Un grazie rivolto a tutti i cittadini di Lacco Ameno che hanno partecipato al voto, indipendentemente dalla scelta che hanno compiuto. Ringrazio naturalmente coloro che hanno sostenuto la nostra lista e che ci hanno accordato una fiducia così importante. Ma ringrazio anche chi ha fatto una scelta diversa. In una democrazia matura il pluralismo delle idee rappresenta sempre una ricchezza e mai un problema. L’obiettivo che mi pongo, insieme alla mia squadra, è quello di amministrare guardando all’intera comunità. Esiste una comunità che ha bisogno di ritrovare fiducia, serenità e senso di appartenenza. Esiste un paese che deve recuperare la propria identità e la propria capacità di guardare al futuro con ottimismo. Lavoreremo per questo. Lavoreremo affinché Lacco Ameno torni ad essere una comunità unita, dinamica, accogliente e capace di valorizzare le proprie differenze senza trasformarle in motivo di divisione».

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