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Così il Maio prova a rialzare la testa

CASAMICCIOLA TERME. La riapertura del Bar Monti a Piazza Maio, che abbiamo documentato nell’edizione di ieri, è il primo segno tangibile di una normalità ancora lontanissima ma che resta tuttora lo scopo principale di tutta la popolazione della parte alta del Comune termale. L’inaugurazione della rinnovata struttura è stata celebrata praticamente a un anno esatto dal terremoto che ha sconvolto drammaticamente le vite di migliaia di persone. Persone che in gran numero hanno gioiosamente popolato il bar, ribadendo la propria voglia di mettersi alle spalle l’ultimo colpo che la natura ha inferto al fragile territorio casamicciolese, costantemente alle prese con una intrinseca vulnerabilità che talvolta dopo qualche decennio e tra una generazione e l’altra viene, se non dimenticata, almeno attenuata nella memoria degli abitanti. Potrebbe sembrare eccessivo esaltare quella che di fatto è la semplice riapertura di un esercizio commerciale, ma in sostanza non lo è affatto: nulla al Maio può essere considerato banale, se si pensa alle innumerevoli difficoltà, esistenziali e lavorative, che quotidianamente i cittadini sono costretti ad affrontare da quella maledetta sera di agosto, a partire dall’abbandono delle abitazioni e dalla chiusura delle attività. In pratica, il totale stravolgimento della propria vita. Ecco perché la tenacia e la volontà di chi ha il coraggio di ripartire e di scommettere su sé stessi è un segnale importantissimo per l’intera comunità, non soltanto del Maio ma di tutte le zone colpite. Naturalmente, c’è tantissimo da fare, come si evince dalle dichiarazioni del primo cittadino e ancora di più da quelle di Antonio Longobardi, uno degli imprenditori isolani colpiti dal sisma ma che a sua volta è già ripartito con nuove iniziative,  cercando contemporaneamente di mantenere alta l’attenzione sul tema della ricostruzione. Un tema “caldo”, soprattutto dopo la spedizione romana dei sindaci del cratere che hanno esposto alla Commissione del Senato le molteplici istanze locali, prima tra tutti la stesura in tempi brevi di regole certe, oltre che la nomina, finalmente di un Commissario con cui affrontare al più presto un’organica fase di ricostruzione.

 

 

 

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