CRONACA

Così si calpestano cittadini e imprese

I consiglieri ischitani Balestrieri e Mazzella attaccano l'amministrazione Ferrandino con una nota indirizzata al sindaco. Al centro della denuncia la mancata approvazione della definizione agevolata, i rincari tributari e le condizioni del territorio

Nuovo affondo politico dei consiglieri comunali di opposizione Pasquale Balestrieri e Antonio Mazzella, che hanno trasmesso una nota indirizzata al sindaco del Comune di Ischia, al segretario comunale e ai responsabili degli uffici comunali, contestando con toni durissimi l’operato dell’amministrazione guidata da Enzo Ferrandino. Nel documento i due esponenti dell’opposizione concentrano le proprie critiche soprattutto sulla mancata iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio comunale della proposta relativa alla definizione agevolata, ritenuta uno strumento fondamentale per consentire a cittadini e imprese di beneficiare della cosiddetta “Rottamazione Quinquies” prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Secondo Balestrieri e Mazzella la scelta dell’amministrazione avrebbe privato i contribuenti della possibilità di ottenere lo stralcio delle sanzioni e degli interessi di mora e di rateizzare i debiti, aggravando ulteriormente il peso fiscale a carico di famiglie e attività economiche. Nel documento trovano spazio anche le contestazioni sugli aumenti della TARI e della tassa di soggiorno, le accuse relative alla gestione delle risorse comunali, il giudizio sullo stato del decoro urbano e della sicurezza, fino al richiamo alla recente rissa verificatasi nel centro di Ischia. Di seguito il testo integrale della nota:

«Territorio svenduto e abbandonato: l’amministrazione Ferrandino calpesta cittadini e imprenditori mentre il paese piomba nel degrado. Siamo di fronte al punto di non ritorno. L’azione di questa amministrazione comunale ha ormai superato il limite della decenza politica, svelando un totale e viscerale disinteresse per i problemi reali dei cittadini e del tessuto imprenditoriale di Ischia. L’ultimo Consiglio Comunale ha consumato l’ennesimo tradimento sulla pelle dei contribuenti. È un fatto gravissimo che non sia stata inserita all’ordine del giorno la definizione agevolata: una misura di vitale importanza, un salvagente economico già deliberato dalla stessa giunta, ma vigliaccamente congelato nei cassetti del palazzo. Mentre gli altri comuni isolani si sono mossi tempestivamente per tutelare i propri contribuenti sfruttando la Rottamazione Quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026, l’amministrazione di Ischia ha scelto l’immobilismo. La decisione di congelare il provvedimento in Consiglio si traduce in una ingiustificabile punizione per famiglie e imprese, i cittadini sono costretti a pagare per intero sanzioni e interessi di mora, senza poter beneficiare dello stralcio e della rateizzazione previsti dalla norma nazionale. Questo schiaffo arriva dopo una sequenza inaccettabile di rincari selvaggi: prima l’aumento della TARI, poi l’impennata della tassa di soggiorno. Milioni di euro rastrellati dalle tasche di residenti e turisti senza spendere una sola parola sulla gestione delle somme incassate, senza un briciolo di trasparenza, nel silenzio più totale su come vengano dilapidati questi soldi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Imprenditori lasciati soli: gli sforzi sovrumani di chi investe, rischia e crea lavoro vengono sistematicamente vanificati da un’amministrazione incapace di garantire persino i servizi minimi; Turismo al collasso: in un territorio che dovrebbe vivere e prosperare grazie alla sua vocazione turistica, assistiamo a una totale assenza di cura, programmazione e tutela del proprio paesaggio; Isola allo sbando: l’immagine di Ischia viene degradata ogni giorno da una gestione inadeguata e improvvisata, che usa il territorio come un bancomat senza restituire nulla in termini di decoro, vivibilità e sviluppo. A scrivere l’ultima, triste pagina di questo fallimento totale è la cronaca di queste ore: la violenta rissa avvenuta all’altezza del bar La Dolce Sosta, in pieno centro, nel cuore pulsante di Ischia. Un episodio vergognoso che certifica visivamente lo stato di abbandono e la totale mancanza di controllo in cui versa il nostro territorio. Mentre l’amministrazione si arrocca nei palazzi a contare i proventi delle tasse aumentate, le nostre strade diventano teatro di insicurezza, danneggiando gravemente la serenità dei residenti e la reputazione internazionale di un’isola turistica. Questa maggioranza ha dimostrato di essere il vero nemico dell’economia e della sicurezza ischitana. Gridiamo con forza il nostro sdegno di fronte a questa arroganza e incapacità politica: Ischia non può più essere ostaggio di chi dimostra un simile disprezzo per i sacrifici e la sicurezza della sua gente».

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