
Le coste europee sono il punto di contatto più delicato tra sviluppo economico, tutela ambientale e cambiamento climatico. Non sono margini geografici, ma snodi vitali dell’economia europea. Lo ha ricordato con forza Costas Kadis, Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani. «Le coste europee, che ospitano 95 milioni di persone, sono il punto di incontro tra la nostra economia e gli oceani. Eppure, i cambiamenti climatici, dall’innalzamento dei mari alla perdita di biodiversità, li mettono a rischio. La nostra strategia costiera assicura il loro futuro: rafforzare l’economia blu, le infrastrutture a prova di clima e proteggere il patrimonio culturale. Dai parchi eolici del Baltico al pescaturismo portoghese, stiamo trasformando le minacce in opportunità.»
ha dichiarato Costas Kadis lo scorso 10 giugno 2026.
Il dato è politico prima ancora che demografico: 95 milioni di cittadini europei vivono lungo le coste. La nuova strategia europea per le comunità costiere si inserisce nel Green Deal e rafforza il concetto di economia blu sostenibile, capace di coniugare occupazione, innovazione e tutela degli ecosistemi marini.
Nel Mediterraneo, le isole del Golfo di Napoli rappresentano un banco di prova emblematico. Qui il rapporto tra terra e mare è identità, economia e cultura. Proteggere le coste significa proteggere comunità, lavoro e patrimonio storico.
Dalla resilienza climatica alle infrastrutture portuali sostenibili, dalla pesca responsabile al turismo costiero evoluto, l’Europa punta a trasformare una vulnerabilità storica in vantaggio competitivo globale.



