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Costo carburanti, Ischia si conferma “maglia nera”

Aumenta il costo della benzina, che costa sul territorio nazionale in media 1,451 euro: ma sull’isola, manco a dirlo, ci vogliono almeno 30 centesimi in più al litro

Benzina e diesel più cari in Italia ed anche sull’isola. Sono in salita i prezzi praticati dei carburanti sulla rete nazionale. In base all’elaborazione di Quotidiano Energia sui prezzi comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, si osserva che il prezzo medio praticato della benzina, in modalità self è di 1,451 euro al litro (1,445 il livello rilevato venerdì) con i diversi marchi compresi tra 1,439 e 1,474 euro/litro (no logo 1,427). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, è 1,327 euro/litro (1,321 venerdì), con le compagnie posizionate tra 1,320 e 1,352 euro/litro (no logo 1,304).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è 1,596 euro/litro (1,592 venerdì) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,539 e 1,667 euro/litro (no logo 1,482). La media del diesel è a 1,475 euro/litro (venerdì 1,471), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,425 e 1,545 euro/litro (no logo 1,359). Infine, il Gpl va da 0,613 a 0,640 (no logo 0,602). Si sono quindi fatti sentire gli effetti degli ultimi rialzi decisi dalle compagnie, con le quotazioni dei prodotti petroliferi ancora in salita sia per la benzina che per il diesel, in 2021 iniziato con una tendenza al rialzo dei prezzi. Dopo aver superato i 56 dollari alla chiusura di venerdì 8 gennaio, lunedì mattina il Brent è in calo a 55, il prezzo del petrolio è spinto al ribasso dal rafforzamento del dollaro e dai nuovi contagi da Coronavirus in Cina.  Ischia, com’è ormai noto, questi prezzi sono una chimera.

il prezzo minore è di 1,696 euro, il massimo arriva addirittura a 1,909. Stesso discorso per il diesel che costa tra 1,565 e 1,808 al litro. Insomma, ancora una volta il nostro “scoglio” si conferma il più tartassato con un aggravio per le tasche dei cittadini che pesa e davvero parecchio

Basta fare un giro per le strade dell’isola e dare un’occhiata al portale sull’Osservatorio dei prezzi sul carburante redatto dal Ministero per lo Sviluppo Economico, per capire che da noi, è tutta un’altra storia. Il prezzo minore della benzina è quello erogato dal distributore di via Luigi Mazzella a Fondo Bosso  dove un litro di benzina costa 1,696 euro. La variazione tra il prezzo maggiore e quello minore è di poco più di 20 centesimi a litro.  Alla Totalerg di via Giardini a Serrara Fontana, infatti, un litro di benzina costa 1,909. Stesso discorso per il diesel. Il prezzo minore, ancora una volta, è a Fondo Bosso dove un litro di gasolio costa 1,565. Quasi 30 centesimi di differenza con quello erogato dal distributore di via Iasolino localotà Pagoda a Ischia dove costa 1,808.  Basta prendere il traghetto, attraversare il mare ed il costo della benzina diminuisce. Il prezzo della benzina al litro in uno dei primi distributori incontrati sulla terraferma è di 1,4 circa. Una differenza di circa 40 centesimi al litro che su un pieno può raggiungere anche 20 euro.

Alla ricerca di una spiegazione valida sul costo così alto del carburante sull’isola, abbiamo anche interpellato l’Eni che in maniera inequivocabile ha confermato che il trasporto dalla terraferma all’isola facesse lievitare il costo del carburante. Questa affermazione alla luce del procedimento istruttorio dall’Antitrust chiuso nel corso del 2020 è più chiara. In passato è stata la stessa compagnia petrolifera a segnalare all’Antritrust un aumento “di oltre il 300% dall’estate 2018 al mese di aprile 2019” da quando “le due compagnie di navigazione che gestivano in regime di mercato il servizio di trasporto marittimo merci da e per l’isola (GML e Traspemar) hanno creato il Consorzio Trasporti Speciali Infiammabili e Rifiuti, il medesimo ha iniziato a gestire direttamente il servizio di trasporto marittimo degli infiammabili per tutte le isole del Golfo di Napoli e ha stabilito una tariffa comune per entrambe le imprese consorziate”. Adesso che il consorzio non c’è più il costo dei carburanti è rimasto comunque differente (e più alto) rispetto alla terraferma.  

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