CRONACAPRIMO PIANO

Covid a Villa Mercede, una raffica di denunce

Ieri mattina, per il tramite dell’avvocato Antonio De Girolamo, circa una decina di dipendenti della rsa di Serrara Fontana hanno sporto querela contro ignoti dopo aver contratto il virus. E’ un nuovo tassello di un’inchiesta già avviata da tempo dai carabinieri, che indagano anche sui decessi dei degenti

Mai dire mai, recita un antico adagio. Ma stavolta, a meno di clamorose sorprese, nell’indagine legata a decessi e contagi da Covid-19 verificatisi all’interno della residenza per anziani Villa Mercede, ubicata a Serrara Fontana, si può davvero apporre il cartello “completo”. Perché dinanzi ad un’attività investigativa già ben avviata nella mattinata di ieri si è aggiunto anche l’ultimo tassello.

Nella mattinata di ieri infatti l’avv. Antonio De Girolamo, per conto di circa una decina di dipendenti della struttura risultati contagiati dal virus (come i più attenti lettori sicuramente ricorderanno) ha depositato presso la Compagnia dei carabinieri di Ischia – guidata dal cap. Angelo Pio Mitrione – altrettante querele che fanno riferimento semplicemente a eventuali reati procedibili di parte e che sarebbero collegati alla possibile omissione o inosservanza della disciplina anti contagio da parte di soggetti evidentemente allo stato dell’arte ignoti. Difficile capire chi possano essere i potenziali destinatari delle denunce, ma appare evidente che non si possa escludere nessuno: la ditta presso la quale prestavano servizio ossia la cooperativa, così come potrebbe esserci stato qualche difetto di informazione da parte della struttura dell’Asl, così come qualche possibile responsabilità potrebbe essere ravvisato nell’aver consentito che la prima degente della residenza deceduta fosse riportata a Villa Mercede dopo essere transitata presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli risultando poi contagiata dal coronavirus.

Quella che vi abbiamo appena esposto, come detto, rappresenta un’iniziativa che è l’ultimo anello di una lunga catena. Il filone di indagine, va ricordato, è partito di iniziativa proprio dai carabinieri – ed è curato dal comandante Mitrione e dal luogotenente Sergio De Luca – ed ha avuto inizio all’indomani del primo decesso all’interno di Villa Mercede, avvenuto il 12 aprile (giorno di Pasqua). Poi sono arrivate, purtroppo, le altre morti che hanno allargato l’attività investigativa con la possibile ipotesi di omicidio colposo plurimo. Successivamente, alcuni giorni dopo i fatti appena esposti, ancora nel pieno dell’emergenza Covid-19 un gruppo di dipendente aveva segnalato le condizioni nelle quali erano stati chiamati ad operare attraverso una serie di esposti che venivano trasmessi telematicamente ai carabinieri. Siccome a breve sarebbero scaduti i tre mesi – termine entro il quale è possibile sporgere denuncia-querela – ecco che nella mattinata di ieri gli atti sono finite sulle scrivanie dei militari dell’Arma. Circa i reati che potrebbero essere ipotizzati per i danni riportati dai lavoratori, non c’è soltanto epidemia colposa ma anche lesioni personali o violazione delle norme contro gli infortuni sul lavoro e anche dei vari DPCM che ci sono succeduti nel corso dell’emergenza legata alla pandemia.

Insomma, il pianeta Villa Mercede con tutti gli annessi e connessi viene seguito e monitorato costantemente dal pubblico ministero incaricato già da qualche tempo, tra l’altro è il caso di segnalare anche un altro importante particolare. Uno dei dipendenti di Villa Mercede, con un’iniziativa evidentemente solitaria, si recò anche presso gli uffici del commissariato di polizia di Ischia ad esporre i fatti e fu sentito a sommarie informazioni. Il verbale che ne era scaturito venne trasmesso alla Procura della Repubblica di Napoli che inizialmente aveva aperto un fascicolo separato poi riunito all’altro ed affidato al medesimo pm titolare dell’indagine, per l’evidente connessione dei fatti. Da alcune indiscrezioni trapelate, in ogni caso, emerge la circostanza che non si cerchino solo profili di responsabili per i fatti commessi presso la rsa di Serrara Fontana ma che l’indagine guardi anche alla problematica dei contagi che si sono verificate presso l’ospedale puteolano La Schiana.

E prima di chiudere ecco all’immancabile ed anche scontato quesito: che cosa succederà adesso? E’ presumibile che ultimata la fase delle acquisizioni documentali (che è stata operata dai militari dell’Arma di Ischia) nonché dell’attività investigativa svolta dai carabinieri del Nucleo operativo – che si è concretizzata a quanto sembra particolarmente nella redazione di una serie di verbali di assunzioni di informazioni su persone informate dei fatti – il pubblico ministero possa disporre una consulenza tecnica collegiale al fine di individuare i singoli profili di responsabilità, anche con specifico riferimento al campo sanitario. Una “mossa” questa che, laddove dovesse realmente concretizzarsi, aprirebbe nuovi ed allo stato dell’arte non ipotizzabili scenari su un’inchiesta che in ogni caso promette di avere ancora tanto da raccontare.

Ads
Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex