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Covid al Rizzoli, paziente dimesso con la febbre: torna l’incubo

L’uomo si trova presso la sua abitazione in attesa dell’esito del tampone, ma non si esclude l’effetto domino ed il contagio. Intanto si resta in attesa dei risultati degli screening eseguiti sul personale sanitario. Finalmente negativo il senatore De Siano

In un momento in cui di buone notizie non è che ne arrivino molte (anche se la discesa netta della curva dei contagi anche sull’isola d’Ischia è assolutamente da prendere come una benedizione) vogliamo aprire il nostro bollettino quotidiano sulla situazione legata al coronavirus con novella legata alla guarigione del senatore Domenico De Siano. L’imprenditore lacchese si è infatti negativizzato come confermato dall’ultimo tampone e si è dunque rimesso da una malattia che certo non è stata una passeggiata di salute, considerato che l’esponente politico era sintomatico ed ha accusato non pochi problemi, per fortuna adesso tutti alle spalle. Ma in queste ore, ovviamente, a tenere banco è sempre la questione dei contagi registrati presso l’ospedale Rizzoli con un potenziale focolaio che allo stato dell’arte non può ancora essere escluso.

Il personale in servizio nel nosocomio lacchese, già sottoposto peraltro a puntuali screening settimanali, è stato costretto ad un altro giro di tamponi. I risultati, stando ad alcune indiscrezioni, dovrebbero essere noti nella giornata di oggi ed è chiaro che dall’esito potrebbe addirittura dipendere anche la piena funzionalità della struttura, che però per adesso nessuno si azzarda a mettere in dubbio. Anche perché alcuni risultati sono già arrivati nella serata di ieri e l’esito negativo è di quelli che fa tirare un sospiro di sollievo. Ma c’è un fatto, ossia che l’effetto domino legato al contagio ospedaliero potrebbe non essere terminato e in questo caso condizionale e prudenza sono assolutamente d’obbligo. Un paziente che era stato ricoverato al Rizzoli e che di recente è stato dimesso si trova presso la sua abitazione con uno stato febbrile che non significa ancora nulla ma che chiaramente ha fatto scattare il classico “allarme rosso” dopo quanto successo nei giorni scorsi. Anche in questo caso sarà il tampone a dire se probabilmente c’è relazione e anello di congiunzione o meno con gli altri casi fin qui registrati.

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