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Covid, la proposta degli studenti: presenza al 50% anche dal 26 aprile

Ieri una delegazione di rappresentanti di istituto del Mattei ha incontrato il sindaco di Casamicciola esponendo le criticità che si profilano con il ritorno nelle aule. Problemi anche sul fronte dei trasporti

Ieri mattina una delegazione di studenti, rappresentanti dell’Istituto Enrico Mattei, ha incontrato il sindaco di Casamicciola. Sul tavolo le preoccupazioni e le criticità che pone il ritorno alla frequenza delle lezioni in presenza, problemi che si presentano su più fronti e che sono destinati a diventare più seri tra una settimana, quando sarà vigente il provvedimento governativo che statuisce il rientro degli studenti negli edifici scolastici al 100%, senza più alternanze con la didattica a distanza. I ragazzi del Mattei hanno anche tenuto conto del tema-trasporti, a partire da quelli terrestri, paventando un esiguo numero di corse dell’Eav, con un numero eccessivo di passeggeri, duranti gli orari scolastici.

Un problema rilevanti, ove si consideri che più del 40% degli studenti utilizza il servizio di trasporto pubblico. La soluzione proposta dai rappresentanti d’istituto passa inevitabilmente per un aumento delle corse in programma, chiedendo la collaborazione dell’Eav ma anche della regione. Considerate le attuali disposizioni della compagnia, e viste le attuali condizioni epidemiologiche dell’isola d’Ischia, gli studenti chiedono un aumento delle corse in orario scolastico con lo scopo di non creare assembramenti all’andata a scuola e al ritorno a casa. Tuttavia le criticità si estendono anche sul fronte dei trasporti marittimi, vista la drastica riduzione delle corse di aliscafi e traghetti, che mettono in oggettiva difficoltà numerosi docenti dell’istituto: due terzi di essi infatti sono provenienti dalla terraferma e utilizzano tali mezzi. Una circostanza che li costringerebbe a rimanere in terra ferma o sull’isola. Nel secondo caso il problema sarebbe acuito dal fatto che la gran parte delle strutture alberghiere sono chiuse e nessun docente ha provveduto, data la pandemia, a fittare un’abitazione provvisoria. Su questo punto gli studenti hanno chiesto un aumento delle corse sia di traghetti che di aliscafi, con il relativo sostegno economico della regione alle compagnie di trasporto.

Naturalmente le criticità maggiori sono costituite dall’edilizia scolastica e dai pericoli degli assembramenti che il ritorno alle lezioni in presenza porta inevitabilmente con sé. Come hanno spiegato i ragazzi, le strutture scolastiche isolane, nella fattispecie quelle del Mattei, non sono adatte per ospitare il 100% degli studenti considerando le misure anti contagio da covid-19 da dover rispettare. Le criticità non sono poche, a partire dall’attuale situazione epidemiologica, con l’aumento dei contagi che nell’ultima settimana sta colpendo l’intera isola d’Ischia, ma anche la diversa provenienza degli studenti dai vari comuni, in gran parte da quelli maggiormente colpiti, a cui si aggiunge l’elevato numero di studenti, circa 600, che ospita il Mattei in presenza di spazi comunque non estesi, con un gran numero di studenti per classe (circa 18) e per finire anche il limitato spazio esterno alla struttura scolastica, i rappresentanti d’istituto hanno dichiarato di ritenere inopportuno rientrare in presenza con il 100% delle classi. Dunque, secondo gli studenti del Mattei, la soluzione sarebbe quella di limitare la didattica al 50% in presenza, per diminuire gli elevati rischi di contagio da covid-19.

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I non più giovani ricordano forse, i famosi doppi turni a scuola negli anni ’70, però “stranamente” nessuno ne fa cenno, forse perché fa più comodo rimanere a casa!
Potrebbero aiutare invece, a ridurre gli assembramenti negli istituti, ed anche sui mezzi di trasporto, visto che proprio in concomitanza dell’apertura delle scuole in autunno, si è verificata la ripresa del contagio.
Mi sa che l’unica cosa con cui si stimola i ragazzi è la protesta: all’inizio perché la scuola veniva chiusa, poi perché la DAD era stressante, ed ora perché si riapre e c’è pericolo assembramento!
Allora doppi turni e prolungamento dell’anno scolastico di almeno un mese.
Il messaggio non è solo agli studenti ma anche ai docenti, che probabilmente nell’ombra stanno facendo da “capi popolo”…

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