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Covid, sisma, Cisi, Lacco, Ischia e Pio Monte: ecco il “Castagna” pensiero

Lunga e articolata Intervista al sindaco di Casamicciola, nella quale il primo cittadino fa il punto sui principali temi dell’attualità isolana. Ma anche sull’opera che potrebbe cambiare la storia di Casamicciola

Ha riaperto via D’Aloisio: è un segnale di speranza per la zona rossa?

«La riapertura di via D’Aloisio è un segnale di ripartenza. La ricostruzione deve essere meditata, non un semplice ripristino della situazione pre-esistente»
«La riapertura di via D’Aloisio è un segnale di ripartenza. La ricostruzione deve essere meditata, non un semplice ripristino della situazione pre-esistente»

«Più che segnale di speranza, era comunque una necessità. La riapertura per molti cittadini significa un nuovo inizio. Dunque non solo la possibilità di accesso ai propri beni in zona rossa, ma anche quella di far avanzare l’iter che tramite l’ottenimento dei finanziamenti consente di iniziare i lavori di ricostruzione. La messa in sicurezza ora consente il passaggio dei bus, permette ai privati di raggiungere i loro terreni, e in una certa misura significa veder rinascere la zona. Non è poco, anzi. Certo, si dirà che ci abbiamo messo tre anni, ma per arrivare alla riapertura abbiamo dovuto seguire un iter amministrativo, con la priorità costituita dalla sistemazione per i cittadini colpiti dal sisma. Nei prossimi giorni inizierà un’altra importante opera, quella del muro vicino alle “tre croci”, finora solo puntellato. In ogni operazione bisogna prima mettere precisamente a fuoco come intervenire. Comprendo che le persone guardano soprattutto alle tempistiche, ma la fretta in tali occasioni è da evitare. Via D’Aloisio è comunque un segnale positivo verso l’impegnativa rinascita, indice della volontà di ricominciare. Non dimentichiamo che in quella zona abbiamo eseguito l’importante microzonazione di terzo livello, fortemente voluta dall’amministrazione. Molti paesi dell’Italia centrale non l’hanno ancora eseguita, e sono ancora in una fase precedente. La microzonazione consente di individuare la metodologia più adeguata e sicura per la ricostruzione in quella zona, che comunque soffre di rilevante sismicità. La ricostruzione deve essere intelligente, non uno semplice ripristino del pre-esistente».

Dopo i tavoli tecnici, sono iniziati anche i lavori di rimozione dei detriti degli edifici termali dall’alveo La Rita.

«La Rita è uno dei luoghi dove c’è la storia e la ricchezza di Casamicciola. Dopo la messa in sicurezza dell’alveo, penseremo alla ricostruzione di edifici-simbolo di una risorsa che dovrà ridare al paese l’importanza internazionale che gli compete»

«Ci sono stati scontri anche un po’ duri a livello istituzionale, visto che si tratta di una questione di pubblica incolumità, ma anche perché in quella zona c’è la storia di Casamicciola, anzi, “l’oro” di Casamicciola: parlo delle fonti termali, insieme a quelle di piazza Bagni. Non è solo il valore storico, ma una vera e propria ricchezza del paese. Dunque, ora si pensa prioritariamente alla messa in sicurezza e al ripristino della funzionalità dell’alveo. Il secondo punto riguarda la ricostruzione delle strutture: c’è un tavolo aperto con la Regione sul famoso articolo 24 bis, insieme al commissario Schilardi. Si tratta di edifici legittimi ab origine, costruiti con tutte le licenze e i permessi necessari, per sfruttare la ricchezza termale, che tanto ha dato a Casamicciola e che anche per il futuro dovrà dare tanto, ridare cioè a Casamicciola l’importanza che le sorgenti le hanno conferito a livello internazionale».

Sindaco, l’impressione è che senza le 12 unità di personale straordinario l’attività amministrativa sia rallentata, quasi ingessata. Ma quali notizie arrivano da Roma, e quanto è fiducioso?

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«Sono convinto che riavremo il personale straordinario: la ricostruzione non si può affrontare senza un organico adeguato. Abbiamo dimostrato la mole e la correttezza del lavoro svolto con gli atti e con i fatti, a partire dal nodo-condoni, da noi sbloccato già prima del sisma»

«Di natura sono sempre ottimista, anche per questo mi sono dedicato alla politica, che secondo me costituisce la scienza per aiutare le persone, altrimenti non ha senso. Quindi sono fiducioso di ottenere il rinnovo del personale straordinario perché si tratta di qualcosa di necessario e imprescindibile per portare avanti la ricostruzione. Il mio non è un semplice lamento, ma voglio invitare tutti a riflettere sul fatto che portare avanti opere pubbliche per oltre 120 milioni di euro non è qualcosa che possa essere affrontato da poche persone: ci vuole un organico adeguato. La burocrazia, sebbene sia un elemento necessario, a volte porta a situazioni come questa, dove viene a mancare il personale indispensabile, finendo per frenare l’iter. Proprio dopo il 31 dicembre, cioè dopo la scadenza delle assunzioni straordinarie, abbiamo dimostrato al commissario, alla minoranza, ai cittadini quanto si stava e quanto si sta comunque lavorando, perché non ci siamo certo fermati, nonostante il personale venuto a mancare. Stiamo comunque portando avanti l’ordinaria amministrazione: la Soprintendenza ha dato l’assenso dal punto di vista paesaggistico a diverse nuove pratiche di sanatoria. L’operato si dimostra nei numeri, non nelle chiacchiere. Chi critica le tempistiche fa finta di non sapere che le problematiche evidenziate dal terremoto erano a dir poco annose, a partire da quelle edilizie. A parte qualche caso isolato, fino al sisma non venivano licenziate le pratiche di condono. Anzi, la mia amministrazione già prima del terremoto aveva predisposto la procedura agevolata delle istanze di condono, cioè di qualcosa che veniva inserito in ogni programma elettorale degli ultimi quarant’anni ma che poi rimaneva lettera morta. Noi invece lo stiamo facendo, e naturalmente vorremmo essere ancora più celeri: di qui la volontà di ottenere nuovamente il personale straordinario. Gli strumenti, legislativi in primis, ora li abbiamo, dopo numerose battaglie sostenute dal Comune di Casamicciola, che non si limitavano a semplici letterine. Proprio perché credo che sia una giusta causa, sono convinto che otterremo le misure che chiediamo, nell’interesse del popolo di Casamicciola che ci ha dato il mandato per risolvere questi problemi».

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«Il Pio Monte potrebbe essere la grande svolta per l’intera isola. Stiamo mettendo a posto i tasselli necessari, senza lanciarci in proclami prematuri»

L’operazione Pio Monte potrebbe cambiare la storia di Casamicciola, dell’isola ed anche della Sua amministrazione: posso chiederle a che punto siamo?

«Si tratta di una problematica che dura da quasi 50 anni, e che quindi non si può risolvere in poche semplici battute. È necessaria molta attenzione e studio, si tratta di problematiche complesse. Soprattutto, si tratta di dare un volto nuovo al paese, all’isola: di qui la necessità di essere prudenti prima di alzare la bandiera della vittoria e dare false aspettative. Per il momento stiamo lavorando costantemente, incontrando spesso i rappresentanti del Pio Monte a Napoli, fino a quando tutti gli aspetti della questione non saranno risolti. Sono convinto che i casamicciolesi siano molto scettici sulla rinascita del Pio Monte, visti i decenni e i proclami caduti nel vuoto. Quando avremo messo davvero tutti i tasselli al loro posto, solo allora potremo festeggiare».

«Guardo con favore all’allargamento della maggioranza a Ischia: ci sono difficoltà tali che è opportuno remare nella stessa direzione»

Dopo mesi di silenzio la politica isolana torna a muoversi, tra l’allargamento della maggioranza a Ischia e il Consiglio di Stato, chiamato a dire l’ultima parola sulle elezioni di Lacco Ameno. Che idea si è fatto di questi due episodi?

«Guardi, ho così tanto a cui pensare a Casamicciola, da non aver molto tempo per pensare a ciò che accade negli altri Comuni. Per quanto riguarda Lacco Ameno, è risaputa la mia vicinanza al senatore De Siano, vista la comune appartenenza politica, con una stima e un’amicizia personale che dura da quando Forza Italia fu fondata ormai 27 anni fa. Per quanto riguarda Ischia, è chiaro che quando la politica inizia a comprendere che di fronte alle difficoltà c’è necessità di “fare squadra” cercando in tutti i modi un punto di incontro, mettendo da parte ambizioni personali e motivi di divisione su alcune questioni, è sempre una vittoria per l’intera cittadinanza, dunque un buon punto di partenza per risolvere i problemi. Più persone remano nella stessa direzione, più il paese ne giova».

«La situazione a Lacco? Tutti conoscono il legame politico e umano che da decenni mi unisce al senatore De Siano»

Il Cisi secondo Lei è veramente pronto a occuparsi direttamente del trasporto dei rifiuti in terraferma?

«Potrebbe essere sicuramente una cosa molto positiva per l’isola. I vantaggi di questa operazione sarebbero estremamente rilevanti sia sotto il profilo dei costi che della gestione, quindi credo sia giusto prendere in considerazione questa ipotesi, come si sta facendo. Naturalmente va messa a punto una procedura che tenga conto di diversi elementi».

La situazione covid a livello generale è ancora preoccupante: secondo Lei si prospetta un’estate di sofferenza per l’isola?

«Il Covid? L’isola potrebbe godere di una corsia preferenziale per i vaccini, nella cui campagna confido molto per salvare la stagione turistica. Il Governo può e deve far ripartire l’economia in tempi brevi»

«Io confido molto nella campagna vaccinale, al netto di quanto accaduto negli ultimi giorni. L’isola potrebbe ottenere una corsia preferenziale per portare in tempi brevi alla vaccinazione di coloro che operano nel settore turistico, o comunque di quante più persone possibile. Ciò dipende dal governo, dall’Unione europea. Spero che il nuovo esecutivo riesca nell’intento, e che ci metta in condizione di salvare il salvabile nella stagione turistica. Abbiamo già un anno di sofferenza alle spalle, adesso il governo deve saper creare un “debito buono” per far ripartire realmente l’economia in tempi brevi».

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