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CRONACAPRIMO PIANO

Covid: tra pazienti, medici e infermieri, è focolaio al Rizzoli

Due persone che si trovavano ricoverate presso l’ospedale lacchese positive al coronavirus: è pressoché certo che l’ abbiano contratto nella struttura, dove erano entrati da negativi

Fino a questo punto tutto era filato per il verso giusto. Adesso però la “dea bendata” sembra aver voltato le spalle all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno che sarebbe alle prese con una situazione preoccupante e che presto potrebbe portare addirittura a provvedimenti clamorosi. Lungi da noi lanciare allarmismi, ma è chiaro che ci sono una serie di eventi che precipitano e che manifestano nel contempo la presenza di una situazione davvero difficile da riuscire a tenere a bada. Le ultime notizie che arrivano dal nosocomio lacchese parlano di due pazienti che sono risultati positivi al covid-19 dopo essere stati sottoposti a tampone. Pazienti che, si badi bene, sono entrati in ospedale da negativi visto che al momento dell’ingresso nella struttura sanitaria sono oggetto di tutti i test e gli esami del caso. Il risultato, a meno di clamorose congiunture cronologiche, non può che essere uno. Entrambi i soggetti (ed in un caso si tratterebbe di una persona con patologie abbastanza preoccupanti) si sono contagiati all’interno del Rizzoli, dove il virus è stato loro trasmesso da terzi.

Già, ma chi sono questi terzi? Di sicuro ci sono due medici del reparto di chirurgia che sono risultati positivi al coronavirus e che ovviamente sono stati immediatamente posti in isolamento. All’interno del Rizzoli però potrebbe essersi sviluppato un vero e proprio focolaio, perché – pazienti a parte – le voci che arrivano sono francamente allarmanti: complessivamente sarebbero sette i positivi tra il personale dell’ospedale e nello specifico i due medici appena citati, quattro infermieri ed un OSS. Se questi numeri dovessero essere confermati, e difficilmente potrebbe non essere così stante la fondatezza delle fonti in nostro possesso, è chiaro che le conseguenze potrebbero essere davvero pesanti. In primis per i due pazienti contagiati, che potrebbero ritenersi vittime della situazione venutasi a creare, ma anche per la stessa funzionalità a pieno regime del nosocomio lacchese, che abbiamo avuto modo di elogiare (e lo ha fatto pubblicamente ed in tempi recenti anche il comitato per il diritto unitario alla salute) anche perché è riuscito fin qui a non interrompere un’altra serie di servizi all’utenza decisamente fondamentali. Anche se adesso, a voler giudicare a posteriori (ma del senno di poi, ci piace sottolinearlo, son piene le tombe), viene facile pensare che forse certe attività sanitarie non indispensabili avrebbero anche potute essere differite in attesa di tempi migliori.

Il reparto di chirurgia sottoposto a sanificazione ma la situazione è decisamente da allarme rosso: sarebbero complessivamente nove i soggetti contagiati e questo potrebbe finanche mettere a rischio la funzionalità dello stesso reparto: ma la chiusura è una drammatica eventualità alla quale nessuno vuol pensare

Intanto, quel che è certo è che è in atto una sanificazione del reparto di chirurgia dell’ospedale Rizzoli e che a tampone saranno sottoposti non soltanto gli addetti – che come è noto già vengono sottoposti periodicamente ad accurati screening, per ovvi motivi – ma anche gli stessi pazienti. E c’è chi già configura scenari nefasti, come ad esempio proprio la chiusura del predetto reparto. Ipotesi che, naturalmente, nemmeno vogliamo prendere in considerazione. Purtroppo non certo perché inverosimile, quanto piuttosto perché si tratterebbe di una vera e propria iattura.

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