CRONACA

Covid19 e spesa, l’isola “scopre” la consegna a domicilio

Tale modalità di vendita, seppure con volumi ancora ridotti, è tra quelle praticate dagli esercizi commerciali tradizionali, che mantengono il rapporto fiduciario con la clientela abituale

La spesa ai tempi della pandemia. Nell’edizione di ieri avevamo delineato i cambiamenti a livello generale delle abitudini dei consumatori isolani alle prese con le sempre più stringenti misure di sicurezza e di prevenzione contro il contagio da Covid-19: dalle grandi catene di supermercati ai piccoli esercizi tradizionali, tutti stanno cercando di ricalibrare e rimodulare l’offerta in base alle esigenze della propria clientela. Lasciando tuttavia perdere per il momento i supermarket, i cui volumi d’affari sono su tutt’altra scala, abbiamo cercato di capire come stanno reagendo i piccoli negozi al drastico cambiamento dei ritmi imposto dall’emergenza sanitaria, cosa che ha coinvolto anche coloro che offrono alla collettività i generi di prima necessità, come gli alimentari. Naturalmente si tratta di uno scorcio puramente esemplificativo, senza alcuna pretesa di completezza, ma indicativo sulle tendenze del momento che vivono le piccole attività commerciali al dettaglio.

«Per il momento, qualche cliente ha scelto la via della consegna a domicilio, ma la maggior parte dei clienti abituali continua a venire direttamente al negozio per acquistare i nostri prodotti», ci hanno dichiarato gli addetti del negozio ortofrutticolo Lucci, nel centro di Forio, dove si è mantenuto il rapporto fiduciario con gli abitanti della zona, rapporto che diventa un punto di forza di questi tempi, anche se alcuni preferiscono acquistare un po’ di frutta in più per evitare di recarvisi ogni giorno, ma questo è un fenomeno prevedibilmente generalizzato.

Nonostante la “stretta” sulle possibilità di spostamento dei cittadini, per il momento i piccoli negozi di alimentari riescono comunque a preservare il volume d’affari, anche se il futuro è incerto. Tra le attività considerate essenziali che restano aperte, le edicole sono quelle soffrono maggiormente il calo della domanda provocato dalle misure anti-contagio

Alla pescheria da Michele, a Casamicciola, è stato invece riscontrato un aumento abbastanza significativo delle consegne a domicilio. Allo stesso tempo, i clienti cercano di concentrare la maggior quantità possibile di acquisti e quindi di diradare i giorni dedicati alla spesa di prodotti ittici, conservandoli nel congelatore, oppure acquistando prodotti surgelati: un modo per fare scorte casalinghe, ed evitare troppe uscite. D’altronde lo stesso sindaco di Casamicciola ha diramato negli ultimi giorni un avviso dove viene praticamente intimato ai cittadini di non recarsi a fare la spesa per più di una o due volte a settimana, altrimenti sarebbero già pronti provvedimenti ancora più stringenti.

Stessa tendenza si registra anche nei minimarket e nelle botteghe di più lunga tradizione, dove la clientela affezionata resta fedele al rito della spesa nel negozio del quartiere. Alla salumeria Castagliuolo, ad esempio, anch’essa nella zona centrale di Forio, il flusso di acquirenti ha cambiato frequenza, aumentando la quantità di spesa effettuata volta per volta. Ed è stato avvertito un certo aumento nelle consegne a domicilio, specialmente per quei clienti più anziani, che per prudenza sono chiamati ad evitare il più possibile di uscire dalle proprie abitazioni anche per gli approvvigionamenti di prima necessità.

Tuttavia, in diversi altri esercizi si nota, tra una settimana e l’altra, una certa diminuzione del volume di affari complessivo, proprio in corrispondenza del progressivo inasprirsi delle misure anticontagio che limitano i movimenti delle persone, ma anche dell’atmosfera che si vive. Inoltre, molte famiglie che basano il loro sostentamento sul lavoro stagionale alberghiero cominciano ad avvertire, o comunque a presagire, le conseguenze della mancata ripresa delle attività lavorative. E il prossimo futuro è sempre più incerto.

Una delle categorie che indubbiamente hanno risentito in maniera maggiore dei contraccolpi della pandemia è quella degli edicolanti. Anche se i decreti anti-contagio del governo hanno inserito le edicole tra gli esercizi che potranno continuare a restare aperti, vista l’importanza della diffusione dell’informazione, è evidente che la concorrenza degli altri media, soprattutto digitali, ha continuato a provocare una gravissima diminuzione della domanda di stampa cartacea, che peraltro da decenni è in tendenza discendente. In questo contesto, qualche edicola isolana ha addirittura chiuso, tuttavia le altre resistono, pur nel panorama urbano quasi costantemente deserto. Nella centralissima piazza Marina di Casamicciola l’edicola del posto, solitamente molto frequentata vista la posizione, ha visto pesantemente ridursi il volume di affari. E non soltanto nella vendita di giornali e riviste (da due a cinque volte meno del normale), ma anche per altri articoli: ad esempio, la sostanziale stasi del trasporto pubblico ha giocoforza praticamente azzerato la vendita dei titoli di viaggio. Anche in questo caso, esistono clienti che chiedono la consegna a domicilio dei giornali, ma sono una minoranza.

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