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Cpl concordia, assente il teste dell’accusa

ISCHIA. Nuovo rinvio nell’ambito del processo per le presunti tangenti della metanizzazione a Ischia. Dinanzi al collegio B della prima sezione del Tribunale di Napoli,  ieri mattina sarebbe dovuto continuare l’esame del testimone principale dell’accusa, il capitano dei Carabinieri Gianpaolo Scafarto, del Nucleo Operativo Ecologico di Roma, colui che coordinò e diresse le indagini da cui nacque il procedimento giudiziario a carico degli imputati Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone, in concorso con Francesco Simone, Roberto Casari, Nicola Verrini e Massimo Ferrandino. Proprio l’assenza del capitano Scafarto ha indotto il collegio presieduto dal giudice Pellecchia ad aggiornare l’udienza al prossimo 24 gennaio, quando il teste chiave della pubblica accusa dovrà rispondere alle domande del collegio difensivo, composto dagli avvocati Gennaro Tortora, Alfonso Furgiuele, Giovan Battista Vignola e Roberto Guida. Il controesame, ricordiamo, saltò già lo scorso 20 dicembre, quando il collegio giudicante era impegnato nella definizione del processo all’ex parlamentare berlusconiano Alfonso Papa. Le domande della difesa completeranno il quadro testimoniale reso dal capitano Scafarto, che lo scorso 22 novembre aveva risposto alle domande del pubblico ministero allo scopo di delineare il contesto in cui nacque e si sviluppò la metanizzazione dell’isola.

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