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Cpl Concordia, continua oggi l’esame del testimone chiave dell’accusa

Dalla Redazione

ISCHIA.  Riprende stamane il processo Cpl Concordia. Dinanzi al collegio B della prima sezione del Tribunale di Napoli, continuerà l’esame del testimone chiave dell’accusa, il capitano dei Carabinieri Gianpaolo Scafarto, del Nucleo Operativo Ecologico di Roma, colui che coordinò e diresse le indagini da cui nacque il procedimento giudiziario a carico degli imputati Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone, in concorso con Francesco Simone, Roberto Casari, Nicola Verrini e Massimo Ferrandino, per le presunte tangenti legate alle operazioni di metanizzazione della nostra isola eseguite dalla cooperativa emiliana.

Stavolta il teste dovrà rispondere alle domande del collegio difensivo, composto dagli avvocati Gennaro Tortora, Alfonso Furgiuele, Giovan Battista Vignola e Roberto Guida. Il controesame saltò lo scorso 20 dicembre, perché i magistrati erano impegnati nella definizione del processo ad Alfonso Papa, che aveva chiesto di essere sentito dai giudici prima della pronuncia della sentenza (che, per inciso, ha emanato una condanna a 4 anni e sei mesi nei confronti dell’ex deputato del Popolo della Libertà). La concomitanza ha imposto il rinvio all’udienza di oggi. Lo scorso 22 novembre, nell’esame del capitano Scafarto, la pubblica accusa  concentrò l’attenzione sul rapporto tra il sindaco d’Ischia e i suoi colleghi isolani, allo scopo di delineare il contesto in cui nacque e si sviluppò la metanizzazione dell’isola. In aula furono lette e sintetizzate numerose conversazioni. In una di queste, svoltasi negli uffici romani della cooperativa emiliana tra l’avvocato Massimo Ferrandino e Nicola Verrini, componente di primo piano della società, emergeva l’interesse della cooperativa emiliana ad estendere la metanizzazione a tutti i comuni facenti parte del consorzio, istituito nel 2004. Un consorzio dal quale il Comune di Forio, all’epoca guidato da Franco Regine, si tirò fuori nel 2006. In un passaggio, Massimo suggeriva di contattare direttamente Giosi per fare pressione sugli altri sindaci: a Lacco Ameno, ad esempio, l’adesione al progetto tardava ad arrivare: venne anche citata un’intercettazione dell’agosto 2013 tra Verrini e Polizio (referente Cpl per la zona di Salerno), in cui ci si lamentava di tale ritardo, dovuto anche a un dirigente comunale lungamente assente per malattia. Dalla conversazione emergeva anche la “fretta” della società, che aveva necessità di completare l’opera nel minor tempo possibile. Ecco perché, quando alla guida di Forio subentrò l’attuale sindaco Del Deo, che espresse il desiderio di “rientrare” nell’accordo di programma tra i comuni, secondo l’accusa la Cpl aumentò la pressione sul sindaco di Ischia per l’estensione del progetto.

Qualcuno ricorderà che il capitano dei Carabinieri era già stato ascoltato esattamente un anno fa, a gennaio 2016, quando illustrò la genesi dell’indagine sull’attività della società CPL Concordia, iniziate con l’intercettazione dell’utenza cellulare di Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali per la Cooperativa.

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