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Cpl Concordia, nel processo modenese condannati Casari e Ferrandino

Per l’ex presidente di Cpl Roberto Casari quattro anni e due mesi, un anno e due mesi per l’ex dirigente Nicola Verrini e un anno e due mesi all’ex collega Maurizio Rinaldi, due anni per l’ex consulente Francesco Simone, per Massimo Ferrandino, fratello dell’ex sindaco di Ischia Giosi, un anno e quattro mesi: le accuse erano corruzione e emissioni di fatture false per la creazione di fondi neri. E’ questa la sentenza di primo grado emesso nel filone del processo per la metanizzazione che è stata emessa oggi a Modena dai giudici del Tribunale emiliano presieduto dal giudice Pier Luigi Di Bari.

Per tutti gli imputati, cade in ogni caso l’ipotesi di associazione a delinquere che era il reato più grave e che le evidenze processuali faticavano a dimostrare. Il dibattimento modenese sulle presunte tangenti per la metanizzazione di Ischia, con un troncone già spacchettato a Napoli, si conclude in primo grado oggi dopo ben 39 udienze complessive, nell’ambito del processo, celebrato a Modena per competenza territoriale, innescato della maxi inchiesta centrata sulle ipotesi di corruzione, associazione a delinquere e reati fiscali. Nella lunga requisitoria del 17 gennaio, la procura, con i sostituti Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, aveva chiesto cinque anni per Casari, tre anni per Verrini e per Simone, due anni per Rinaldi e per Ferrandino (per entrambi era stata chiesta l’assoluzione sul reato associativo), due anni e tre mesi per montali, 375.000 euro, infine, a carico della stessa cooperativa di Concordia. Tutti gli imputati hanno annunciato appello, nel quale faranno leva sulle parallele assoluzioni dei presunti corrotti nel processo che si è già celebrato in Campania.

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