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Cpl Concordia: «Nessuna pressione da Giosi per la metanizzazione»

Volge ormai al termine il processo per le presunte tangenti nella metanizzazione dell’isola d’Ischia. Ieri mattina sono stati ascoltati diversi testimoni indicati dalla difesa, tra i quali i sindaci isolani all’epoca in cui i lavori per l’installazione della rete metanifera era ancora in fase iniziale.

L’architetto Marco Raia è stato il primo ad essere ascoltato, come testimone indicato dalla difesa di Silvano Arcamone. All’epoca dei fatti Raia ricopriva il ruolo di responsabile dei lavori pubblici presso il Comune di Ischia, e le domande del pubblico ministero sono consistite principalmente su quali modalità e con quali tempistiche venivano pagati gli stati di avanzamento dei lavori (Sal). Come si ricorderà, l’accusa adombrava l’ipotesi secondo cui l’architetto Arcamone fungeva da longa manus di Giosi Ferrandino, e in tale veste avrebbe rallentato o fatto ostruzioni per assecondare manovre determinate o interessi. In realtà, come spiegato in aula, i relativi provvedimenti sugli stati di avanzamento venivano redatti dal teste e controfirmati da Arcamone. Altre domande hanno riguardato il ripristino delle pavimentazioni stradali, un’attività che veniva effettuata d’ufficio, ha spiegato Raia, non soltanto nel caso degli allacci alla rete metanifera, ma anche in caso di lavori di altre società, Telecom compresa. Nell’approssimarsi dei periodi di massimo afflusso turistico, Natale, Pasqua ma soprattutto il periodo estivo, l’amministrazione ispezionava il corretto ripristino dell’asfalto per evitare che rimanessero imperfezioni estetiche o che potessero danneggiare il passaggio di veicoli o pedoni.

Il secondo testimone della giornata è stato l’attuale presidente del consiglio comunale di Casamicciola, il dottor Vincenzo D’Ambrosio, fino al 2012 sindaco del Comune termale. L’esame ha inteso far luce su ipotetiche influenze politiche del sindaco di Ischia Giosi Ferrandino al fine di far aderire anche altri comuni isolani nel progetto da realizzarsi dalla cooperativa Cpl Concordia. D’Ambrosio ha spiegato che non c’è mai stata alcuna pressione. Il pubblico ministero ha voluto sapere se nel periodo in cui D’Ambrosio guidava il Comune di Casamicciola l’amministrazione avesse varato atti specifici in riferimento al progetto della Cpl. L’ex sindaco ha spiegato che l’unico atto venne emanato nel 2010 e consisteva nella manifestazione di pubblico interesse verso tale progetto. Gli altri provvedimenti del Comune di Casamicciola relativi alla metanizzazione  furono poi emanati dalla successiva amministrazione, guidata da Arnaldo Ferrandino.

È poi toccato all’avvocato Carmine Monti, ex sindaco di Lacco Ameno, rispondere alle domande del quartetto difensivo composto dagli avvocati Tortora, Vignola, Furgiuele e Guida. Anche Monti ha smentito di aver mai ricevuto pressioni da Giosi Ferrandino in merito al coinvolgimento del Comune del Fungo nel progetto di metanizzazione. L’ex primo cittadino ha quindi illustrato tale progetto per il periodo in cui ha ricoperto tale carica presso il Municipio di Santa Restituta, spiegando che in sostanza il Comune di Lacco Ameno seguiva i provvedimenti presi dal vicino Comune di Casamicciola, stazione appaltante, col quale era stato stipulato un accordo di programma sin dal 2005. Altre domande hanno riguardato i rapporti di conoscenza personale tra Monti e Giosi Ferrandino oltre che con il fratello di questi, l’avvocato Massimo Ferrandino, ribadendo di non essere mai stato influenzato da essi per qualsivoglia iniziativa relativa alla metanizzazione.

Sulla stessa falsariga delle precedenti, si è dipanata anche la deposizione di Francesco Del Deo: pure per il sindaco di Forio le domande sono state incentrate sui rapporti con l’allora sindaco di Ischia, e su eventuali pressioni per coinvolgere anche l’amministrazione di Forio nel progetto di metanizzazione. A Del Deo è stato pure chiesto quali tipi di iniziative fossero state intraprese dal Comune di Forio in merito alla stessa metanizzazione. Il sindaco ha spiegato di aver conosciuto il presidente della Cpl Casari intorno al 2010 in ambienti romani tramite Franco Simone, prima ancora di essere eletto primo cittadino.

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L’ultimo ad essere ascoltato è stato il dottore commercialista Giovan Giuseppe Iodice, interrogato principalmente sui rapporti interni alla società che gestisce l’hotel Le Querce, gestito dai familiari di Giosi Ferrandino, il quale da tempo ha venduto le quote per evitare conflitti d’interesse.  Rapporti che intorno al 2012 si raffreddarono in parte, anche per la volontà del fratello Massimo di candidarsi a Casamicciola, contro il parere di Giosi. Il geometra Emmanuel Castagna, presente, non è stato ascoltato: la difesa ha deciso infatti di rinunciare al teste.

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Di fatto, il dibattimento è terminato ieri. Tuttavia il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto un termine breve, che l’accordo tra le parti ha individuato nell’udienza del 26 ottobre, per dare un’ultima lettura agli atti istruttori  e, ai sensi dell’articolo 507 del codice di procedura penale,  ottenere l’eventuale ascolto di altri testimoni. Poi, sarà l’ora della discussione finale.

 

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