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Cpl, processo al via a Modena tra polemiche e “veleni”

DALLA REDAZIONE

MODENA. E’ partita ieri mattina nell’aula di Corte d’Assise del Tribunale di Modena lUdienza di giudizio immediato su Cpl Concordia. Gli imputati sono l’ex presidente Cpl Roberto Casari, i consiglieri Nicola Verrini e Maurizio Rinaldi, il consulente Francesco Simone e il collega Giorgio Montali, l’ex sindaco di Ischia Massimo Ferrandino e la stessa Cpl Concordia, che figura anche come parte civile contro i suoi ex amministratori per iniziativa dei suoi attuali vertici. Roberto Casari è l’unico imputato presente in aula e, soltanto tramite i suoi legali, ha rilasciato qualche commento alla stampa. “Mi piacerebbe molto parlare, spiegare- ha fatto sapere Casari attraverso gli avvocati- come ho trasformato una locomotiva a vapore in un treno ad alta velocità. Tanti giovani in azienda, mai un’ora di cassa integrazione… Come sto? posso dire- continua l’ex presidente nei commenti mediati- che sono sereno e che sto bene. Fiducioso nella giustizia? sì”. Casari è tuttora agli arresti domiciliari a Concordia: “Mi dedico alla casa ora”, conclude l’ex numero uno tramite i legali. Nel giudizio immediato concesso dal gip si contestano reati che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione, dalle false fatturazioni alle dichiarazioni infedeli mirate a costituire fondi neri.

L’atto che ha chiuso le indagini e che parla di “evidenza schiacciante delle prove” è stato firmato dal procuratore facente funzioni Lucia Musti, assente in aula, e dai due sostituti Pasquale Mazzei e Marco Niccolini, che invece erano entrambi presenti. Nel filone dell’inchiesta modenese non Sono entrati i reati contestati attorno ai presunti accordi con la cupola dei casalesi, alla ribalta in questi mesi e oggetto delle indagini della DDA di Napoli. L’accusa a Modena contro Casari, Verrini, Rinaldi, Ferrandino, Montali e Simone, come riportato negli atti, è stata mossa perchè gli stessi “si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di delitti in materia di fatture false e di dichiarazione fraudolenta, mediante uso di fatture per operazioni inesistenti e altri delitti contro la pubblica amministrazione”. Spicca soprattutto “un numero indeterminato di delitti di corruzione inerenti alla aggiudicazione e gestione di appalti”. Per la cronaca, una prima Camera di consiglio è servita per non autorizzare riprese video e fotografiche in aula, come avevano richiesto i giornalisti, dopo un ‘niet’ in questo senso giunto dalle difese di Casari e Simone.

I difensori di Cpl, successivamente, hanno posto una loro eccezione sostenendo che il rito immediato non è ammissibile. Massimo vellani, legale di casari, ha opposto invece – citando la legge 231 – che “cpl deve rimanere in questo processo come imputata: i provvedimenti devono rimanere uniti, per questioni di economie processuali e di giustizia”. E ora i lavori proseguono. L’udienza è terminata intorno alle 14.30, dunque quattro ore e mezza caratterizzato però anche da alcune sospensioni. Il collegio ha convocato la prossima seduta  solo il 2 marzo prossimo. Ci sono già liste testimoniali corpose, al momento risultano oltre 200 i testimoni indicati dagli avvocati anche se verranno poi ridotti. Ma prima, appunto, bisogna aspettare che il Tribunale si pronunci su tutte le ipotesi di nullità sollevate. “Se verranno sciolte (rigettate, ndr), ma è tutto da vedere, sarà un processo molto lungo. Staremo a vedere. C’è una giurisprudenza che dice che se i pm sbagliano nel chiedere il giudizio immediato non ci sono sanzioni processuali, e questo è fortemente limitativo per la difesa”, dice appena terminati i lavori odierni Massimo Vellani, uno dei legali dell’ex presidente Cpl Roberto Casari.

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