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Crac Pegaso, ancora un rinvio per l’esame del teste chiave

NAPOLI. Continua a procrastinarsi nel tempo l’esame del teste chiave dell’accusa nel processo  per il crac Pegaso. La settima sezione penale, collegio c, del Tribunale di Napoli ha infatti rinviato a settembre la testimonianza del professor Bocchini, curatore fallimentare della Pegaso. Come si ricorderà, quest’ultimo fu uno dei principali accusatori degli ultimi amministratori della società, deputata a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Forio fino al fallimento, dichiarato nel 2011 dal Tribunale di Napoli. Bocchini puntò il dito soprattutto sull’insufficienza canone, a suo dire del tutto inadeguato a far fronte ai costi del servizio e alla già consistente massa debitoria, che rese vana anche l’estensione della quota di partecipazione pubblica. Gli imputati, Franco Monti e Salvatore Serpico sono  chiamati a difendersi dall’accusa, lanciata dalla Procura, di aver provocato in modo fraudolento la bancarotta della società. Una vicenda che chiama in causa le responsabilità della politica foriana nella ventennale storia della Pegaso, che sin dalla sua costituzione, nel 1991, evidenziò immediatamente gravi difficoltà economico-finanziarie, fino all’epilogo avvenuto cinque anni fa. Ieri mattina l’assenza del teste (e la necessità di comprendere se siano intervenuti problemi nella notifica della citazione a testimoniare) ha imposto il rinvio fin dopo la pausa estiva, quando saranno trascorsi quasi tre anni dall’udienza preliminare.

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