ARCHIVIOARCHIVIO 3ARCHIVIO 5POLITICA

«Credo in Ischia e nella sua bellezza, non mi aspettavo la giunta tecnica»

La sua nomina è ancora fresca, ma se dovesse tracciare un primo bilancio della sua esperienza da assessore, quale sarebbe il giudizio?

«Le dico la verità: a parte le prime settimane, piuttosto complicate per una serie di motivi, mi sono poi concentrata sulle cose che voglio fare e che costituiscono il motivo che mi ha spinto ad accettare questa nomina. Io sono profondamente innamorata di Ischia, e voglio dare un contributo concreto per portare l’isola sempre più in alto, anche sul palcoscenico del turismo mondiale. Un po’ come già era diversi anni fa. Ci sono stati piccoli momenti di sconforto, ma sono ormai acqua passata. L’organizzazione dell’evento “The Look of the Year” e quelli ad esso collegati sono stati un’esperienza unica, che mi ha portato a interagire non soltanto con persone di Ischia ma anche con coloro che hanno voluto credere nella nostra isola e nelle sue potenzialità. Una grande iniziativa, un grande sforzo organizzativo, fra l’altro a costo zero per l’amministrazione. Ho visto quella Ischia che ci crede, che vuole alzare l’asticella della qualità: un obiettivo che abbiamo dimostrato di poter raggiungere senza spreco di risorse pubbliche».

Lei è ormai ischitana d’adozione, ma ovviamente guarda a Ischia e all’isola con gli occhi di chi non la vive quotidianamente…

«Sì, è un vantaggio per certi aspetti. Ma uno svantaggio è costituito dal fatto che me la godo di meno».

Quali sono i problemi più radicati, e a suo avviso esiste una ricetta per risolverli o almeno attenuarli?

«Io credo che gli isolani debbano imparare ad amare di più il loro territorio. Solo così certi comportamenti possono essere smussati. Esempio banale: prendere l’automobile anche per fare poche centinaia di metri, in un momento difficile dove una maggiore popolazione scolastica incide sul sistema viario del nostro comune, è un atteggiamento che aggrava inutilmente il problema del traffico. Camminare per Ischia è meraviglioso, e piccoli accorgimenti di questo tipo basterebbero per mitigare i disagi».

Quindi basterebbe un po’ di buon senso.

«Da una parte sì, dall’altra bisogna acquisire la consapevolezza della bellezza di Ischia, che va preservata. In molti casi sarebbero sufficienti pochi semplici accorgimenti, a partire dall’arredo urbano all’esterno di certi locali. Ovviamente una tale autoconsapevolezza porterebbe a un miglioramento non soltanto in termini d’immagine, ma anche in tanti altri settori. Se una struttura ricettiva ha un problema agli scarichi, dovrebbe provvedere senza che sia necessario l’intervento delle autorità. Ecco, ognuno faccia la propria parte. D’altronde Ischia ha vissuto un’estate decisamente positiva, almeno fino al drammatico sisma, ma a costo di ripetermi ribadisco che bisogna alzare l’asticella: con maggiore qualità e con una migliore accoglienza Ischia potrà fare il salto decisivo, ponendo l’isola in primo piano su determinati mercati turistici. Abbiamo un porto tra i più sicuri del Mediterraneo, piattaforma ideale per sviluppare il diportismo nautico. Siamo detentori di giacimenti culturali esclusivi, non solo sul nostro territorio, ma anche sott’acqua, penso ad Aenaria e alle sue bellezze. Va dunque intercettato anche il turismo culturale, per non parlare del filone enogastronomico: abbiamo chef stellati che a livello internazionale sono veri e propri ambasciatori di Ischia».

Enzo Ferrandino dopo una lunga riflessione ha maturato la scelta di una giunta tecnica. Si aspettava l’investitura e posso chiederle di raccontarci come l’ha saputo e come ha reagito?

«Sinceramente non me l’aspettavo. Ho conosciuto il sindaco a Ischia Ponte, al bar dove vado a prendere il caffè. Ci siamo poi reincontrati in altre circostanze, fino a quando mi ha telefonato dicendomi che voleva scambiare qualche parola con me. Quando mi ha proposto la nomina, io ho chiesto un po’ di tempo per rifletterci. La mattina successiva l’ho raggiunto e gli ho detto che gli avevo inviato una e-mail con quelle che io considero alcune priorità, come quelle che le ho illustrato. In caso di condivisione di tali obiettivi, avrei accettato l’incarico. Ma sarei stata disponibile a dare una mano anche da “esterna”: non è certo la carica di assessore che mi muove nel tentativo di valorizzare Ischia».

Si è fatto un gran parlare del terremoto, tra le accuse di un’isola di abusivi ed anche quelle che avrebbero visto Ischia far finta di nulla anche in una fase iniziale e difendere il suo orticello a scapito dei casamicciolesi. Di tutte le polemiche scaturite, che idea si è fatta?

«Polemiche inutili, al netto delle quali restano i fatti. E il nostro Comune, insieme a tutti gli altri, è riuscito a far partire regolarmente l’anno scolastico, sia pure con tutti i disagi ben noti. Questo per me è un grande traguardo, perché rappresenta l’inizio del pur impegnativo ritorno alla normalità. In certe altre località d’Italia i bambini fanno lezione ancora nelle tende anche dopo vari anni dal sisma.   Il terremoto c’è stato, nessuno lo nega. Sono morte due donne, tra cui Lina Balestrieri, la cui vicenda umana è degna di un libro, e ci sono centinaia di persone senza casa. Bisogna rimboccarsi le maniche, allungare realmente la stagione turistica, cercando di recuperare le posizioni perdute, ed evitare soprattutto che chi si è trovato senza casa possa trovarsi un domani anche senza lavoro. L’isola deve quindi riavviarsi, tutti insieme, senza lasciare dietro nessuno. L’abusivismo esiste, ma non più di altre parti».

Quindi Lei crede ancora nella “Bella Ischia”, o è soltanto un’utopia?

«Io credo che la bellezza sia il fattore economico più importante della nostra isola. Il bello c’è in tutto. Ad esempio, durante la settimana della moda, si terrà un convegno su un prodotto agricolo ischitano, il fagiolo zampognaro di Campagnano, che potrebbe essere esportato sul mercato estero come prodotto tipico del nostro territorio. Un’università americana ne sta verificando le grandi proprietà nutritive. Con adeguati incentivi la sua produzione potrebbe decollare».

Lei è una giornalista: è vero che la nostra isola paga dazio sotto l’aspetto mediatico, è soltanto un luogo comune, o la verità sta nel mezzo?

«Il fatto è, in questo caso oserei dire purtroppo, che tutti i giornalisti extraisolani tengono in gran conto la stampa locale. E nelle prime ore sono arrivati certi messaggi che dicevano addirittura che l’isola era completamente distrutta. Inevitabile dunque che i direttori dei media nazionali abbiano lanciato un quadro enormemente più fosco e sicuramente distorto della situazione reale.  A quel punto il danno maggiore è stato fatto, e proprio a partire dall’informazione locale. Chi poi non conosce l’isola, è facilmente caduto in una lunga serie di equivoci. Ci tengo a sottolineare una cosa: pur essendo convinta della buonafede di tutti gli attori coinvolti, vorrei che noi, voi e tutti i media sorveglino costantemente il corretto uso dei fondi stanziati per il sisma».

Qual è il suo rapporto con il sindaco Enzo Ferrandino? Che idea si è fatto dell’uomo e del politico?

«Beh, mi ha scelto come assessore, come potrei parlare male.. Scherzi a parte, il sindaco è una persona perbene, che sa ascoltare: un pregio molto raro nei politici. Tiene molto alla famiglia, e per lui l’intera isola  una famiglia».

Gli eventi della stagione turistica come andrebbero pianificati per ottimizzare il ritorno di immagine al territorio?

«Non credo ci siano particolari problemi di pianificazione. Tutti gli eventi erano già adeguatamente finanziati, non c’era improvvisazione. L’importante, lo ripeto, è che siano di qualità, in grado di attirare un certo tipo di clientela e di mass media nazionali e internazionali. Non sono mai mancata alla festa di Sant’Anna, e sono convinta che tale evento debba tornare alla sua essenza: soprattutto, deve durare tutto l’anno. In tal modo si innescherebbe un meccanismo capace di portare anche nuova occupazione tra i giovani».

Ischia è una splendida località di vacanza, in cosa dovrebbe migliorare e in cosa invece andrebbe rivoltata come un calzino?

«Dovrebbe migliorare nella qualità dei servizi, soprattutto quelli di accoglienza turistica. Molti alberghi raggiungono l’eccellenza, ma c’è bisogno di una rivisitazione del rapporto qualità-prezzo, fino a verificare se quelle stelle hanno ancora un senso. Analogo discorso per i locali: ormai nelle abitazioni private si mangia mediamente bene, quindi per essere competitiva un’attività deve garantire qualità altissima, oppure cerca di risparmiare. Non vi sono alternative, perché si rischia di perdere ogni identità».

Sanità, tribunale, trasporti: l’impressione è che l’isola stia tornando indietro…

«Le dico subito che gli orari dei trasporti marittimi sono pesantemente penalizzanti. Isole più piccole sono servite da collegamenti con orari di gran lunga migliori. Per quanto riguarda la sanità, purtroppo sulle isole minori si ripresentano sempre gli stessi problemi.  Col presidio giudiziario si prova a resistere, ma mi chiedo se sia meglio una resistenza a oltranza, senza decenti prestazioni, senza personale, oppure riconoscere che non è possibile garantire in maniera adeguata questo servizio sull’isola. In queste tematiche “calde” non ho quasi mai visto un’iniziativa unitaria davvero forte. E questo al di là di ogni polemica sul colore politico».

Al termine della sua esperienza in giunta si riterrà soddisfatta se…?

«Mi riterrò soddisfatta se riuscirò a fare anche una sola delle cose che mi propongo e che le ho sinteticamente descritto. Sarò contenta di vedere Ischia anche solo un pizzico più bella: penso al lungomare aragonese, che in altre regioni diverrebbe un volano di ricchezza. Invece noi isolani spesso “svendiamo” le nostre bellezze, senza valorizzarle nemmeno esteticamente».

Francesco Ferrandino

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close