CRONACA

Cresce l’età media dei cittadini, continua il trend negativo delle nascite

Impietosi i dati ISTAT che fotografano un’isola in cui l’unica fascia d’età che cresce è quella degli over sessantacinque

Come porsi davanti ad un Mondo in continua evoluzione? Secondo la definizioni della Treccani la “demografia” è lo studio dei fenomeni che si riferiscono alla popolazione e in particolare alla sua determinazione statica e all’analisi della sua evoluzione.

Ebbene, dai dati disponibili forniti dall’ISTAT su scala nazionale risulta sempre più evidente un primo aspetto ed ovvero che le nascite sono ai minimi storici nel 2017, e gli italiani risultano essere sempre più vecchi tanto che, in molti, hanno parlato di una vera e propria emergenza demografica che, nel medio lungo periodo, potrebbe provocare effetti estremamente negativi.

Da questo punto di vista l’isola di Graziella sembra essere in perfetta linea con gli andamenti risultanti a livello macro-nazionale. Senza andare troppo indietro nel tempo e prendendo come riferimento i dati emersi dall’ultimo censimento effettuato nel 2011,infatti, i residenti sono passati da 10.596 a 10. 465 del 2018 (da sottolineare che, tra questi, 350 sono stranieri ovvero il 3,3% della popolazione), così comele nascite hanno continuato a seguire il trenddecrescente, già in atto da diversi anni, passando, ad esempio, dalle 104 unità del 2011 alle 63 del 2017 con un indice di natalità x 1.000 abitanti che passa da 10 a 6,1.

Altro aspetto da prendere in dovuta considerazione è il progressivo innalzamento dell’età media della popolazione residente che, dal 2011 al 2018, è passata da 43,1 a 45,1 anni. Non c’è quindi da meravigliarsi se, sempre nel periodo 2011 – 2018, la fascia di cittadini over 65 anni è l’unica ad essere cresciuta passando da 2.144 a 2.492 unità mentre cala la fascia tra 0-14 anni (da 1.429 a 1.357) così come in quella compresa tra i 15-65 (da 7.025 a 6.616).

Per rendere efficace l’idea di questo particolare aspetto ci viene in supporto l’indice di vecchia ovvero il grado di invecchiamento di una popolazione che è il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni che, a Procida, è passato da 150,2 (ogni 100 giovani) nel 2011 a 183,6 (ogni 100 giovani) del 2018.

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Un ulteriore dato estremamente sintomatico ci viene fornito dall’Indice di dipendenza strutturale.

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Questo rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). Ad esempio, teoricamente, a Procida nel 2018 ci sono 58,2 individui a carico, ogni 100 che lavorano (nel 2011 era 50,3).

Si potrebbe andare ancora avanti sciolinando ulteriori numeri forniti dall’ISTAT ma, appare più che chiaro,che la politica del terzo millennio,attenta e lungimirante alle evoluzione e ai cambiamenti del territorio, vuoi per la già descritta diminuzione delle nascite e l’allungamento della vita media, vuoiperché sempre più giovani, forti dell’alta scolarizzazione e formazione acquisita, trovano opportunità lavorative in altre regioni italiane e all’estero, vuoi, ancora, per il disperdersi dei nuclei familiari tradizionali dove erano direttamente i figli a prendersi cura dei genitori, dovrà le opportune contromisure e dare risposte, a partire già dalle prossime elezioni comunali del 2020, anche ad esigenze diverse da quelle che hanno caratterizzato l’essere dei nostri padri e le nostre madri.

Sistemi di mobilità sostenibili e trasporto pubblico; punti di socializzazione e di intrattenimento; assistenza sanitaria domiciliare; abbattimento delle barriere architettoniche, saranno argomenti sempre più sensibili per quell’ampia fascia di cittadini (elettori) che andranno ad infoltire la terza e quarta età.

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