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Crimi: «L’emergenza è finita, non l’attenzione del Governo a Ischia»

Vito Crimi, già capogruppo MSS al Senato, è ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con le roventi deleghe all’editoria e alla ricostruzione post terremoto. Ha appena presentato la mappa dei rischi dei Comuni italiani. Entro un mese potrebbe essere sull’isola di Ischia e visitare con il commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi i luoghi colpiti dal sisma del 21 agosto 2017. “L’emergenza é stata dichiarata cessata, ma i cittadini continuano ad essere garantiti. Il Governo non abbandona i terremotati di Ischia”, conferma al quotidiano Il Golfo il sottosegretario del Movimento 5 Stelle.

Che situazione ha trovato a Ischia quando le è stata affidata la delega al terremoto?

«Ho conosciuto la situazione Ischia quando è stato varato il cosiddetto decreto emergenze che comprendeva il Ponte Morandi di Genova, il terremoto di Ischia e quello del Centro Italia. Ischia è stato un terremoto dimenticato. Di fatto per quasi un anno nessuno ha fatto nulla. Noi abbiamo preso il ‘toro per le corna’ e siamo intervenuti. Siamo partiti proprio dal decreto, poi convertito in legge e nel contempo abbiamo nominato un commissario straordinario per la ricostruzione nella persona del Prefetto Carlo Schilardi che sta lavorando tanto e bene».

Da pochi giorni è terminata la fase dell’emergenza. Che cosa dice a chi ha timore di tornare nel dimenticatoio?

«Non accadrà. Tutto prosegue nelle mani del commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi. È la legge che lo prevede. E prevede che il commissario erediti le risorse da parte del commissario delegato all’emergenza e continui con l’assistenza alla popolazione oltre che con la fase della ricostruzione. So che Schilardi ha già avviato la microzonazione che è un momento fondamentale per dare il via alla ricostruzione».

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La fine dell’emergenza è stata accolta con timore dalla popolazione. Che cosa cambia?

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«Non c’è nulla da temere. L’emergenza è un periodo nel quale vengono fatte alcune attività per mettere in sicurezza le persone, in primis, e le cose, poi. la fine dell’emergenza significa che tutti i cittadini hanno trovato una collocazione temporanea: chi in albergo, chi in una struttura abitativa, chi in affitto con il contributo dello Stato. E non solo. Significa anche mettere in sicurezza quei luoghi che avrebbero potuto causare un ulteriore danno. Avviate queste procedure, poi, possiamo dire che l’emergenza è finita. Ma senza nessun timore. Queste procedure proseguono anche con il commissario straordinario. L’assistenza alla popolazione è garantita dal commissario straordinario Schilardi che continuerà ad erogare il contributo regolarmente. Per ciò che riguarda gli interventi alle cose, anche in questo caso, il commissario straordinario ha facoltà di intervenire in tutte le emergenze che dovessero sopravvenire. In pratica se domani si scopre che un edificio ha bisogno di un intervento urgente che precedentemente non era stato segnalato, anche in quel caso il commissario straordinario ha facoltà di intervenire con carattere di urgenza e con tutti i poteri che gli sono stati attribuiti. Sia chiara una cosa: non ci sarà alcun problema per la popolazione anzi la fine dell’emergenza può essere un’occasione per avere tempi più brevi per la ricostruzione».

Quando è stato redatto il decreto Ischia, il nome dell’isola è stato associato al termine abusivismo. Anche questo scotto l’isola deve pagare?

«Questa è stata la narrazione delle opposizioni che hanno così contrastato il nostro operato ed hanno utilizzato queste argomentazioni per provare a demolire ciò che abbiamo fatto. Ischia è un patrimonio per il nostro Paese. Ma è chiaro che bisogna fare degli interventi di mitigazione laddove ci sono degli eccessi. Per altro le popolazioni colpite sono sotto condono, quello relativo al 1985. Con il nostro decreto abbiamo previsto che finalmente siano definite le procedure di condono».

Lei è siciliano di nascita, da uomo del Sud quanto crede che il terremoto faccia più male al Sud?

«Il terremoto, ovunque succede, fa male. Anche se al Sud fa più male. Lì dove c’è incuria da parte dei cittadini e delle Istituzioni locali, gli effetti di un terremoto vengono amplificati. Il danno subito da Ischia oltre quello del sisma è stato quello legato al turismo. Ma sono sicuro che l’isola si stia riprendendo».

Qual è il messaggio che vuole inviare a chi ha subito il terremoto?

«Su Ischia abbiamo introdotto delle grandi novità in termini di velocità nelle esecuzioni della ricostruzione. Sto cercando, infatti, di attivarmi affinché alcune norme introdotte ed adottate su Ischia possano anche essere adottate anche nel Centro Italia. Questo credo che possa far comprendere l’attenzione di questo Governo su Ischia e su tutte le aree terremotate. Il commissario straordinario Carlo Schilardi è al lavoro sin da subito. Adesso con la fine dell’emergenza sta procedendo ancora più celermente. Mi consente di inviare un messaggio alla popolazione ischitana?»

Prego

«Chiedo a tutti di essere collaborativi. Bisogna remare tutti nella stessa direzione affinché l’inerzia lasci il passo all’operosità. La ricostruzione è partita. Noi come Governo abbiamo messo in campo tutti gli strumenti a disposizione. Adesso con l’impegno di tutti possiamo fare presto e bene per ricostruire Ischia».

Senatore quando verrà a Ischia?

«Presto. Conosco Ischia attraverso i racconti dei suoi abitanti e di chi la ama. Non vedo l’ora di venire sull’isola. Incontrerò la cittadinanza, i terremotati, le Istituzioni, le forze dell’ordine, i professionisti, le associazioni di categoria. Voglio ascoltare tutti coloro che sono coinvolti nella ricostruzione: dobbiamo lavorare tutti insieme per l’isola e per superare questo momento di crisi».

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