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CRONACA

Crisi da Covid-19, l’appello dei commercianti casamicciolesi

Gli operatori del settore inviano una nota al sindaco Castagna chiedendo una serie di misure a loro favore per evitare il collasso: sono state esposte in sette punti

Una crisi infinita, riaperture che tardano ad arrivare e che laddove arrivassero potrebbero anche portare incassi decisamente diversi (in rosso, ovviamente) rispetto agli anni passati, e allora la volontà di formulare al Comune una serie di richieste nella speranza che le stesse possano essere accolte. Un gruppo nutritissimo di commercianti di Casamicciola Terme ha infatti protocollato una nota indirizzata al sindaco Giovan Battista Castagna avente ad oggetto “istanze commercianti e pubblici esercizi per l’emergenza Covid-19”. Nella parte iniziale della missiva c’è la canonica e rituale premessa nella quale si legge: “I Commercianti e titolari di Pubblici esercizi viste le seguenti normative vigenti: Dpcm 8 marzo 2020, Decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14, Dpcm 9 marzo 2020, Dpcm 11 marzo 2020, Circolare del Ministero dell’Interno 14 marzo 2020, Ordinanza del Ministro della Salute 20 marzo 2020, Dpcm 22 marzo 2020, Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 25 marzo 2020, Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, Dpcm 1 aprile 2020, Dpcm 10 aprile 2020, Dpcm 10 aprile 2020; visto il prorogarsi della data di apertura delle attività commerciali visto il danno da mancato incasso sia per il passato che per il prossimo futuro visto che le anticipazioni sui protocolli riguardanti le modalità di lavoro in sicurezza saranno gravose sia in termini di costi d’impianto, di sanificazione che di riduzione del fatturato premesso che nelle ns. riunioni telematiche molte attività con questi presupposti hanno lamentano il rischio sopravvivenza della propria attività commerciale; con la presente si pregiano formalizzare le seguenti istanze”.

E qui si passa al cuore della nota, vale a dire l’elenco delle richieste formulate dai commercianti che vengono riassunte nei sette punti che di seguito vi elenchiamo: “1) Richiesta di esonero dal pagamento della Tassa sullo smaltimento dei rifiuti 2) Richiesta di esonero dal pagamento del Suolo pubblico per i prossimi 2 anni. 3) Aumento della superfice del suolo pubblico a compensazione dei posti interni che si perdono con il protocollo di sicurezza. 4) Contributo da parte dell’Amministrazione sui costi di sanificazione facendo intervenire le ditte usate dal Comune. 5) Contributo sul costo del fitto dei locali delle attività commerciali ed esenzione dal pagamento dell’IMU per chi è proprietario del locale. 6) Chiediamo che venga richiesta una deroga sull’apertura anticipata come località turistica come stanno facendo in Spagna per le Canarie e le Baleari. 7) Chiediamo che parte dei circa 400mila euro all’anno incassate dalla Tassa di soggiorno vengano adesso utilizzare per il giusto scopo di promozione turistica”. Richieste che secondo gli operatori del settore potrebbero consentire agli stessi di riuscire a “tenere botta” in quella che si preannuncia una stagione nemmeno drammatica, ma addirittura allo stato dell’arte senza prospettiva alcuna. La palla adesso passa nelle mani di sindaco ed amministrazione, che dovranno valutare se e in che misura è possibile venire incontro alle richieste formulate dai commercianti.

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