CRONACA

Crisi economica, il dialogo con lo Stato attraverso la petizione

A cura di DOMENICO DE TULLIO

e ANDREA QUIINTILIANI

In una emergenza storica come quella che sta investendo l’Italia e in modo particolare i territori a vocazione turistica,come lo è quello dell’isola di Ischia, vorremmo lo Stato al nostro fianco assistendoci con norme di legge“straordinarie” protese il più possibile ad eliminare i dubbi, le incertezze sugli strumenti economici, individuando quelli più adatti, recependo il mutare delle regole, le difficoltà, le paure, abrogando la scarsa chiarezza dei provvedimenti governativi, affinché non divengano ulteriore fonte di svilimento dell’attività d’impresa e/o di altra attività economica. L’auspicio è quello che lo Stato “ammetta” e “governi” sostanzialmente secondo i dettati di“stato di emergenza economica”, così come accaduto per l’emergenza sanitaria. Un auspicio che parte dalla Regione Puglia e che si sta consolidando sull’intero territorio nazionale, laddove circa 900 cittadini hanno deciso di sottoscrivere una “Petizione” al Governo per emergenza economica da coronavirus.

Domenico De Tullio

La “Petizione”, quale passaggio propedeutico per il doveroso tentativo di dialogo con lo Stato, nasce dalla consapevolezza di sensibilizzare le Istituzioni affinché promuovano un sistema di interventi organico e strutturato. Non può lo Stato,continuando a far vigere le leggi ordinarie (mai sospese nella fase di emergenza) dimenticare che: (i) è fatto obbligo all’imprenditore non solo di gestire e curare l’impresa al fine di realizzare il miglior profitto ma anche di intervenire tempestivamente per porre rimedio alle possibili fasi di crisi che un azienda si trova ad affrontare; (ii) l’imprenditore ha il dovere di porre in essere tutte quelle misure atte ad impedire o a contenere le perdite patrimoniali della società stessa. Allo stesso modo in cui lo Stato italiano, attraverso le istituzioni e task force preposte, ha gestito l’emergenza sanitaria, lo stesso avrebbe già dovuto dichiarare, rectius ammettere,lo “stato di emergenza economica” in quanto, per i soggetti economici, a seguito dell’evento sanitario pandemico, si sono già originati: a) danni derivanti dall’impossibilità di aprire ed esercitare le loro attività, generando contrazione della domanda e dell’offerta; b) perdita del fatturato e quote di mercato (che coinvolge una proiezione a breve, medio e lungo termine); c) perdita di avviamento, di contratti, di redditività, elevata incidenza e onerosità dei costi fissi di struttura, al cospetto delle disposizioni di legge in materia sanitaria …e ogni conseguenza derivante dalla totale imponderabilità che ad oggi governa la forza di mercato della “domanda e dell’offerta”;d) crollo del cash flow e contestuali problematiche relative al rimborso dei debiti finanziari; e) riflessi negativi ovvero degenerativi per i rapporti con gli istituti di credito; f) rischi derivanti dagli inadempimenti contrattuali (non gestiti dal Governo) in quanto, ad oggi, privi di qualsiasi concreto intervento sospensivo;g) impossibilità di adempiere al pagamento delle imposte, tasse … dovuti per legge.Tutto questo è stato determinato da un evento di “forza maggiore”anche economica.

Andrea Quintiliani

Del resto,assistiamo a una palese contraddizione tra i DPCM emanati che incoraggiano l’indebitamento e le norme, anche quelle fallimentari, che ne scoraggiano l’adozione. Ciò sta portando al corto circuito di un sistema ambliope che da una parte incentiva l’indebitamento e dall’altra si riserva di sanzionarlo. Atteso che la reale crisi d’impresa, ovvero la sua insolvenza, si riverbera negativamente sull’intera economia, appare del tutto naturale, legittimo e soprattutto necessario sottoporre allo Stato i seguenti quesiti, affinché le imprese non versino nel pleonastico beneficio di rinvii e di norme, che nasconderebbero la triste realtà di una crisi non dipesa dalla libertà di organizzazione e di gestione dell’impresa:«Nell’attuale contesto, quali rapporti si instaureranno con il nuovo Codice anticrisi (Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza – Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), pur nella temporanea proroga concessa? A quali rischi si esporranno gli imprenditori, gli organi di governance delle aziende, gli organi di controllo e di revisione, gli stakeholder d’azienda?».La presente narrativa al solo scopo di significare “il perché” della Petizione, al quale il Lettore aggreghi il più alto senso di solidarietà dei diritti e doveri nel rapporto tra Stato e Cittadino.

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