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Crisi giustizia, l’Assoforense proclama l’assemblea straordinaria

L’associazione forense del’isola d’Ischia ha indetto una nuova assemblea straordinaria. Lunedì 9 ottobre, alle ore 11 in prima convocazione e alle 12 in seconda, in via d’urgenza e dunque senza astensione dalle udienze, presso il Palazzo di Giustizia di via Michele Mazzella a Ischia si discuterà del gravissimo problema che ha caratterizzato questa tribolata ripresa dell’attività giudiziaria dopo la pausa estiva, cioè l’assenza di personale che di fatto impedisce l’apertura delle cancellerie da circa un mese. L’Assoforense non usa troppi giri di parole, descrivendo l’unico punto all’ordine del giorno da discutere come la “vergognosa situazione di interruzione di pubblico servizio” che la chiusura delle cancellerie comporta. Come si ricorderà, alla cronica carenza d’organico si sono aggiunte le assenze di dirigenti e funzionari, impegnati a utilizzare le ferie previste, mentre tutti i cancellieri applicati dal Tribunale per vari giorni hanno incredibilmente marcato visita collettiva, facendo di fatto saltare più d’una udienza, in una sorta di “allergia” all’isola d’Ischia scoppiata in forma epidemica.  Nonostante l’arrivo di alcuni cancellieri che a rotazione hanno garantito lo svolgimento dell’udienza penale, resta il fatto che l’inaccessibilità alle cancellerie rende impossibile il corretto esercizio del diritto alla difesa che spetta a ogni cittadino, in quanto gli avvocati sono impossibilitati a consultare i fascicoli e a preparare le adeguate strategie difensive. In un mese se ne sono viste di ogni tipo: dalla contemporanea malattia, in un solo giorno, di ben sei cancellieri, all’applicazione d’urgenza, del tutto irrituale a voler essere eufemistici, dell’assistente dell’Unep all’udienza penale. Non sono bastate le riunioni dei vertici dell’Assoforense con i Presidenti del Tribunale e della Corte d’Appello, i cui provvedimenti si sono anche scontrati con l’insofferenza dei sindacati. Intanto, la riapertura della storica sede  presso l’ex Pretura è ancora di là da venire, mentre il problema della stabilizzazione della sede distaccata resta il consueto “elefante nella stanza”: impossibile da ignorare, anche quando non se ne parla. E non sono pochi quegli avvocati, seppur ancora in chiara minoranza, che si sbilanciano: «Meglio una morte definitiva del presidio ischitano, piuttosto che questo indegno stillicidio». Intanto, ieri mattina gli avvocati hanno incrociato le braccia davanti al Tribunale, mentre le udienze si sono svolte soltanto formalmente: sono stati infatti depositati verbali di udienza prestampati.

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