LE OPINIONI

Retail Apocalypse: i negozi ischitani tra chiusure e crisi economica

Passeggiando lungo Via Roma e Corso Vittoria Colonna, le due principali arterie dello shopping di Ischia, si nota un fenomeno sempre più evidente: vetrine vuote, serrande abbassate e cartelli “fittasi”. In pochi isolati si possono contare decine di locali disponibili. In alcuni tratti, ogni tre o quattro attività aperte compare uno spazio commerciale vuoto.

Non si tratta solo di una sensazione: è il segnale locale di una trasformazione più ampia che sta interessando il commercio in tutta Italia.

Negli ultimi anni il commercio tradizionale ha subito un forte ridimensionamento. Migliaia di piccoli negozi hanno chiuso a causa di diversi fattori: l’aumento dei costi di gestione, il calo dei consumi, la crescita dell’e-commerce e la difficoltà di trovare nuovi imprenditori disposti a investire nel commercio di prossimità. Il risultato è che sempre più locali restano vuoti, soprattutto nei centri storici e nelle vie commerciali.

A Ischia, tuttavia, il problema assume caratteristiche particolari. L’economia dell’isola è fortemente legata alla stagionalità turistica. Molte attività lavorano soprattutto nei mesi estivi e chiudono durante l’inverno, quando la presenza di visitatori diminuisce drasticamente. Questo contribuisce a creare, nei mesi freddi, un’immagine di città “spenta”, con molte saracinesche abbassate.

Ma la stagionalità non basta a spiegare tutto. Una parte dei negozi che chiudono non riapre più. Alcuni locali restano sfitti per anni. I canoni di locazione in alcune zone dell’isola sono spesso molto elevati e non sempre compatibili con i ricavi reali delle attività commerciali, soprattutto se la stagione lavorativa si concentra in pochi mesi.

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A questa situazione si aggiungono i cambiamenti nelle abitudini di consumo: sempre più persone acquistano online oppure preferiscono i grandi centri commerciali sulla terraferma.

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In questo scenario il ruolo delle amministrazioni locali diventa fondamentale. I Comuni hanno la possibilità di intervenire con politiche urbane e commerciali mirate: progetti di riqualificazione delle aree commerciali, eventi e iniziative per animare il centro anche nei mesi invernali e soprattutto il controllo delle affittanze e dei prezzi applicati dagli hotel. Perché proprio la bassa qualità che arriva in queste strutture low cost non permette la sopravvivenza dei commercianti.

Quando il numero di locali vuoti aumenta, il rischio è quello della cosiddetta “desertificazione commerciale”: meno negozi aperti significano meno servizi, meno passaggio di persone e quindi ulteriori difficoltà per le attività rimaste.

Per un’isola che vive di turismo e accoglienza, mantenere vive le vie dello shopping non è soltanto una questione economica ma anche di immagine e qualità urbana. Le strade commerciali rappresentano infatti il volto quotidiano della città, sia per i residenti sia per i visitatori.

Contrastare la progressiva chiusura dei negozi richiede quindi un impegno condiviso: imprenditori, proprietari dei locali, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche devono lavorare insieme per trovare nuove soluzioni. Senza una strategia di lungo periodo, il rischio è che sempre più vetrine restino vuote e che il cuore commerciale dell’isola perda progressivamente vitalità.

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Un commento

  1. Vendite online! Si fa prima ad ordinare online con tutti ì corrieri che ci sono sul isola che scendere a Ischia trovare e pagare per un parcheggio. E la gente si stancata di pagare di più per tutto per aiutare i commercianti a pagare l’affitto al padrone

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