IL COMMENTO La strisciante crisi del turismo

DI ANTIMO PUCA
L’ospitalità diffusa è in ginocchio. Si passa dall’overtourism all’isola vuote. Attività ricettive extralberghiere autorizzate chiudono. Non ci sono più turisti. Il turismo e uno dei settori trainanti della nostra economia. Si parla ad esempio di credito di imposta sugli affitti ai locali commerciali di negozi e botteghe. B&B, affittacamere ma anche alberghi, dove sono citati? Il turismo si sviluppa in immobili residenziali di categoria quasi esclusivamente A2 per l’extralberghiero e commerciale di categoria D2 per l’alberghiero. Inoltre, il credito di imposta prevede un versamento di affitto ai proprietari delle mura: ma per la maggior parte dei gestori non sarà possibile avere la liquidità, non lavorando a marzo e con la prospettiva di non lavorare nemmeno ad aprile e maggio. Il mercato delle prenotazioni è quasi esclusivamente gestito dai grandi portali di vendita online, su cui il governo italiano non ha alcun potere perché non ha mai concluso la regolamentazione del fenomeno di intermediazione. I gestori si trovano per questo impotenti di fronte alle scelte delle agenzie di cancellare gratuitamente le prenotazioni senza poter intervenire. Un voucher al posto della cancellazione potrebbe garantire una maggiore liquidità per fronteggiare le imminenti spese improrogabili dei gestori.
Servono subito provvedimenti per tutelare le significative opportunità di lavoro e di valorizzazione immobiliare che il settore offre a tutta l’economia. Altrimenti torneremo ad avere un problema sociale e di occupazione maggiore di quello che abbiamo conosciuto. Mi sorprende che solo ora ci si accorga di questo problema, e che nessuno, nemmeno chi avrebbe dovuto difendere la categoria, abbia avanzato proposte per evitare che la situazione degenerasse. C’era bisogno di una terapia, ma non è stata proposta una cura adeguata, bensì solo soluzioni tampone. È vero che i fondi pubblici della Regione possono essere un aiuto, ma non sono sufficienti, nemmeno se quintuplicati. È impensabile che, di fronte a una domanda bassa, soprattutto nel settore balneare, possiamo ancora presentarci al mercato con certe strutture. Stranamente, mancano le strutture adeguate al turismo invernale, come fiere ed eventi, dove il cliente ha un potere di spesa elevato e le aziende partecipanti alle fiere hanno bisogno di inviare i propri clienti in alberghi adeguati. Purtroppo, per alcune strutture alberghiere non c’è possibilità di un ritorno sul mercato. Sono antieconomiche e nessun privato si sognerebbe di investire se non si crea uno strumento urbanistico che consenta uno stravolgimento della caratteristica ormai obsoleta. Le strutture con 20/30/40 camere sono antieconomiche se non a conduzione familiare, ormai mosche bianche. I costi fissi di un piccolo albergo sono gli stessi di un albergo con 200 camere, cambia poco. Per attrarre investitori bisogna fargli capire che qualcosa sta cambiando. Per gli hotel proporre più soluzioni, accorpamenti, condhotel, applicare un principio di perequazione per liberare spazi. Lasciare spazi al Comune per poterci creare piscine e centri spa in comune con altri hotel adiacenti, piccole aree giochi e palestre tra gli hotel, servizi ristorativi ecc.
Diciamoci la verità la caratteristica delle strutture è che sono incastrati e incastonati uno attaccato all’altra in strade chiuse. È impensabile una ristrutturazione e la soluzione sarebbe acquisire o incentivare la proprietà a rilasciare il lotto. Per destagionalizzare oltre a fiere ed eventi è importante investire e destinare anche risorse pubbliche per nuove rotte, sicuramente più presenze vuol dire più tassa di soggiorno più gente che spende più attività che lavorano come anche valorizzare il polo Termale unico in Italia per le caratteristiche dell’acqua e dei fanghi ma soprattutto strategico posizionato su spiaggie a pochi minuti dai porti di Ischia, CasaMicciola e Forio.






Non sono buoni….la verità è quella. In trentino con 30 camere fanno i signori…
Non si può fare turismo senza programmazione. Non può aumentare il costo dei biglietti del trasporto marittimo e non prevedere delle conseguenze. Non puoi tenere le terme chiuse d’inverno e chiedersi perché non viene nessuno. Meno male che abbiamo vinto il referendum che l’acqua rimanesse publico.