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Crolla fabbricato a La Rita, e adesso l’alveo fa paura

Pioggia e vento buttano giù una porzione dell’albergo Santa Rita, inagibile dopo le lesioni riportate a seguito del sisma del 2017. Le macerie fanno da “tappo”, sos a Genio Civile e Protezione Civile

La struttura era inagibile ormai dal lontano 21 agosto 2017, quando rimase seriamente lesionata dal sisma che sconvolse Casamicciola Terme. Ieri mattina, complice anche le piogge abbondanti degli ultimi giorni accompagnate da raffiche di vento, ha di fatto causato il crollo di un’altra porzione dell’hotel Santa Rita ubicato in località La Rita. Non si sono registrati danni a persone anche perché l’area interessata dal crollo era interdetta da tempo. In ogni caso sul posto si sono portati prontamente i tecnici comunali, la polizia municipale ed i vigili del fuoco per le verifiche del caso. La struttura in questione è un pezzo di storia della cittadina termale: fu costruita nell’800 e poi successivamente ai primi del ‘900 dopo essere rimasta danneggiata seriamente a seguito di un’alluvione. Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco Giovan Battista Castagna che ha spiegato: “Il fabbricato oggetto del crollo, è giusto precisarlo, è una struttura inagibile e già lesionato dal sisma del 21 agosto 2017. Le continue e incessanti piogge di questi giorni hanno cagionato il crollo di una parte dell’edificio. La zona era interdetta, ma in ogni caso monitoriamo con attenzione quanto sta succedendo: il crollo si è infatti verificato nei pressi di un alveo e c’è il timore che le macerie possano fungere da “tappo”. Ecco perché abbiamo chiesto l’immediato intervento della Protezione Civile e del Genio Civile”.

Relativamente all’alveo, proprio l’ingegnere Mimmo Baldino, nella sua qualità di responsabile dell’ufficio tecnico ha indirizzato una nota indirizzata non solo a Genio Civile e Protezione Civile ma anche al commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi nella quale in un passaggio ricorda che “La Rita insiste su un alveo tombato confluente nel Comune di Lacco Ameno, al confine con l’area dove si è verificato il crollo; il corso d’acqua proveniente da monte sembra deviare il proprio flusso scorrendo al di sotto del fabbricato crollato e dei fabbricati ad esso adiacenti destinate a strutture termali (compreso quello oggetto di controllo), i quali infatti ospitano nei piani inferiori pozzi di acqua termale a temperatura massima di 90 gradi. E’ evidente che il crollo del fabbricato abbia completamente interrotto il deflusso delle acque, creando un vero tappo, impedendo all’acqua di poter scorrere lungo l’alveo, creando una potenziale bomba. Tale situazione rappresenta un immediato pericolo, per cui occorre agire con la massima celerità e con ditta specializzata nel settore, non reperibile sul territorio isolano. Si chiede pertanto il vostro immediato intervento con uomini e mezzi ciascuno per la propria competenza al fine di mitigare il pericolo sopra descritto”.

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