CRONACA

Crolla rudere a San Pancrazio, interrotta la strada verso la cappella

Il maltempo non ha risparmiato nemmeno le zone rurali tra Ischia e Barano, cumuli di macerie hanno interrotto l’antico sentiero

Le conseguenze del maltempo non hanno risparmiato nemmeno le zone più rurali e antiche dell’isola. La strada che conduce verso punta san Pancrazio, costellata da vigneti e uliveti, risulta interrotta da un enorme cumulo di macerie. I vecchi mattoni, le pietre e i rimasugli della malta che teneva tutto assieme si è dissolto sotto i colpi sferzanti del forte vento che ha imperversato per tutta la settimana appena passata sull’isola d’Ischia. Nelle foto realizzate da Raffaella Foscardi si nota bene l’entità del danno. Fortunatamente la zona non è molto frequentata, se non dai contadini e dagli abitanti della zona che si sono guardati bene dal inoltrarsi nella strade colpite dal cattivo tempo. Vento fortissimo che non ha risparmiato alberi e cespugli e che ha distrutto definitivamente gli equilibri statici di una delle vecchie case che si trova sul cammino che conduce alla chiesetta di San Pancrazio, meta di pellegrinaggio per i patiti del trekking. Ma non solo. A metà maggio, nella prima domenica che segue il 12 maggio, la zona si popola dai canti e le preghiere delle numerose persone che si recano ad ascoltare la messa che rende omaggio al santo bambino, martirizzato ad appena 14 anni sotto l’impero di Diocleziano.

Il pellegrinaggio riunisce a Piano Liguori decine di persone che assieme al parroco e ai fedeli provenienti da tutta l’isola si avventurano per le strade strette e scivolose fino ad arrivare alla chiesetta eretta in onore del santo. Ciò avviene in primavera, quando le calde giornate preannunciano l’arrivo dell’estate. La domanda sorge quindi lecita: e se il vento di questi giorni avesse irrimediabilmente compromesso la tenuta delle altre case abbandonate che si trovano lungo il cammino? Cosa potrebbe succedere alla processione di maggio o anche semplicemente ai numerosi trekker che ogni giorni, anche e soprattutto in questi giorni d’autunno, si avventurano sulle orme del sentieri dell’anima per andare alla ricerca delle antiche testimonianze del passato contadino di Ischia che ancora ben pochi custodi portano avanti con spirito di abnegazione e dedizione? I crolli, la devastazione e le varie conseguenze che il maltempo ha portato con sé confermano che l’isola è fragile e che ha bisogno di un profondo-

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