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CULTURA & SOCIETA'

Culto a San Pasquale Baylon dalla dominazione spagnola e San Giovan Giuseppe

Domenica 17 ricorrenza del Compatrono di Napoli e Regno delle Due Sicilie

Percorrendo il chilometro del corso V. Emanuele a Casamicciola Terme si nota l’antica chiesetta di S. Pasquale (poi anche Congrega di S. Anna), cappella gentilizia dei Mancusi, come si può leggere su un marmo entrando. Vi è all’interno la statua di San Giovan Giuseppe della Croce (Ischia Ponte 15.08.1654 – Convento Santa Lucia al Monte 5.03.1734): un solo pezzo di legno, come quella di S. Pasquale Baylon. Infatti, siccome era la cappella dei Mancusi, ramo femminile cui apparteneva S. G. Giuseppe, quando venne costruita, fu dal Santo Patrono e Concittadino dell’isola d’Ischia voluta dedicata a S. Pasquale, anch’egli frate francescano alcantarino spagnolo: da San Pietro d’Alcàntara (1499 – 1562) Sacerdote spagnolo dell’Ordine dei Frati Minori (O.f.m.) francescani, Patrono del Brasile, che introdusse il ramo degli scalzi e appoggiò Santa Teresa d’Avila nella sua opera di riforma dell’Ordine Carmelitano.

Da un’umile coppia di pastori nacque a Torre Hermosa, regione d’Aragona in Spagna, il 16 maggio 1540, il giorno di Pentecoste, Festa mobile della effusione dello Spirito Santo sulla Madonna Sua Sposa Mistica e gli Apostoli nel Cenacolo di Sion -dono di Gesù Risorto e nascita della Chiesa Cattolica-, cioè nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua, Gioia Pasquale (da cui il nome spagnolo ‘Pascual’, poi a Napoli ‘Pascale’). Quindi ‘Pascual’ in onore della principale Festa Cristiana del Mistero e Gioia Pasquale. Fin da giovane mostrò vocazione francescana e divenuto frate portinaio (rifiutò per umiltà di essere ordinato Sacerdote) dotato di scienza infusa fu mandato in missione rischiosa tra i protestanti calvinisti a Parigi a difesa del Papa Successore di Pietro e dell’Eucaristia, per cui fu soprannominato “Serafino e teologo dell’Eucaristia”, componendo suoi pensieri e preghiere trascritti in un semplice scartafaccio. Morì nel Convento del Rosario a Villareal -65 km a nord di Valencia che sorvolammo nel mio viaggio di nozze dopo Palma de Maiorca verso Madrid- il 17 maggio 1592, sempre nella domenica di Pentecoste, nel giorno del suo 52° compleanno e durante la S. Messa esequiale affollatissima di fedeli, all’Eucaristia, si risvegliò miracolosamente per adorare il SS Sacramento. I suoi resti incorrotti, particolarmente venerati a Villareal (nota la squadra di calcio), furono profanati e dispersi dai comunisti durante la guerra civile spagnola, poi recuperati e restituiti alla città nel 1952 con la stupenda Basilica monumentale. E il 28 novembre 1897 il Papa Leone XIII lo proclamò Patrono dei Congressi e Opere Eucaristici, con emblema l’Ostensorio.

A Napoli, soggetta alla dominazione spagnola, fu particolarmente venerato come al Convento di Chiaia (che ho visitato) e del Granatello a Portici: nel 1845, durante il Regno di Ferdinando II di Borbone, venne proclamato compatrono della città di Napoli (con spese per busto in argento) e, con San Francesco di Paola, del Regno delle Due Sicilie (titolare Maria Ss Immacolata): per l’occasione il re donò allo Stato Pontificio la colonna dell’Immacolata Concezione che si trova in Piazza di Spagna a Roma, una sorta di gemella eretta da Carlo di Borbone più di un secolo prima tra il 1747 e il 1756, guglia che si trova in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli. Nel 1858 Maria SS apparirà a S. Bernardette, a Lourdes in Francia sui Pirenei, con le parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Comunque agli inizi del ‘700 i frati francescani predicatori spagnoli quaresimalisti -con due conventi sull’isola: alla Mandra S. Antonio e Forìo S. Francesco d’Assisi- esaltavano il Santo ‘Pascale’ e il 25 aprile 1734 (domenica di Pasqua) fu inaugurata a Serrara (spagnolo ‘sierra’) la Cappella a San Pasquale e sue statue in legno sono tre, non solo a Serrara, ma anche a S. Sebastiano di Barano d’Ischia e Chiesa di S. Francesco d’Assisi a Forìo. Una devozione particolare alimentata, altresì, dall’eremita Fra Giuseppe D’Argout (1704 – 17.08.1778), governatore militare fiammingo sul Castello, alle dipendenze di re Carlo di Borbone, che il 25 settembre 1752 entrò, dopo una crisi mistica, nell’eremo di S. Nicola di Bari sull’Epomeo. San Pasquale pure Patrono di cuochi, pasticcieri, e nella leggenda dello zabaione (da ‘Sambajon’, cioè San Baylòn) per le donne maritate e per quelle in cerca di marito. La sua solennità sul calendario cade nello stesso giorno di S. Restituta: entrambi accomunati dall’Amore per l’Eucaristia. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile promotore diocesano Cenacoli Mariani; docente ordinario Liceo; poeta (email: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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