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Cyberbullismo: la lezione degli agenti di Polizia ai bambini “attenti quando navigate in internet”

di Isabella Puca

Ischia – Bullismo e cyber bullismo. Sono stati questi i temi trattati ieri mattina dal vice questore Alberto Mannelli che, insieme ad alcuni colleghi poliziotti, ha incontrato 80 bambini delle quinte elementari dell’istituto Guglielmo Marconi.  Gli studenti, attentissimi, hanno ascoltato la lezione della Polizia e hanno rivolto loro tantissime domande dimostrando di essere preparatissimi circa i temi trattati. Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. «Ho scoperto che i bambini di 10 anni sono già iscritti su Facebook ed è incredibile. Ho detto loro di stare attenti perché non fino a 14 anni non sono imputabili e rischiano di  mettere in pericolo i loro genitori se non vigilano bene. Stessa cosa vale per la scuola, se gli insegnanti non vigilano bene la classe c’è la culpa in vigilando». È così che ci parla dell’incontro il vice questore Mannelli, sempre attento ai giovani dell’isola. Sono sempre di più gli studenti vittime di bullismo e cyber bullismo e Ischia non è immune al fenomeno; in tutta Italia si stanno organizzando delle vere e proprie lezioni per sensibilizzare i ragazzi, a cominciare dalle scuole elementari, a combattere il fenomeno. «Abbiamo raccontato loro – ha continuato Mannelli – che quando chattano non possono avere la certezza di chi c’è dall’altro lato. Se una volta si diceva che nel bosco c’era il lupo di cappuccetto rosso che voleva dare la caramella ora dobbiamo dire che Facebook può nascondere qualcuno di cui non conosciamo l’identità e che la cosa può costituire un pericolo». Nello spazio dedicato alle domande gli 80 bambini del Marconi si sono mostrati davvero sensibili alla tematica, conoscevano il nome di alcuni virus e videogames che, dietro al gioco, possono nascondere un pericolo. Gli agenti della Polizia hanno spiegato loro l’importanza di denunciare alla polizia postale per segnalare e sconfiggere così il fenomeno del cyber bullismo. «Farei un appello allo Stato italiano per far approfondire l’informatica nelle scuole – ha detto ancora Mannelli – metterei una materia in più a scuola per insegnare a usare la tecnologia in modo corretto, da istituire in tutte le classi a partire dalle prime. I bambini di quinta erano davvero preparatissimi e prima di quest’incontro non lo credevo».  In una società che va sempre più veloce fermarsi a riflettere su questi temi con i più giovani appare davvero fondamentale; gli incontri, infatti, continueranno. Prossimamente gli agenti della Polizia incontreranno gli studenti delle scuole superiori dell’isola; con loro si discuterà delle principali cause di incidenti stradali sull’isola come l’uso di droga, alcol o del cellulare alla guida.

 

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