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D.C.A.mo Basta, la voce di Artemisia approda a Napoli in una conferenza

di Isabella Puca

Ischia – L’Associazione “Artemisia una voce per l’anoressia” continua la sua partita contro i disturbi del comportamento alimentare e questa volta è scesa in campo a Napoli, nel complesso monumentale di Santa Chiara dove, sabato scorso, si è svolta la conferenza “D.C.A.mo basta”.  In tanti, tra gli esperti del settore  provenienti da tutta Italia hanno preso parte a questo importante appuntamento che vede protagonista l’associazione ischitana presieduta da Paolo Massa. «La conferenza è andata benissimo,- ha dichiarato quest’ultimo – è stata subito data l’impronta di quella che è la nostra associazione che si prefigge di lavorare con persone legate al settore pubblico, persone che hanno un’esperienza certificata e competenze accertate. Questo aspetto è importante per il supporto all’associazione dal punto di vista medico, non ci affidiamo a privati ed è importante farlo sapere a chi si rivolge a noi». A cominciare la mattinata di discussione i saluti di Fra Carlo Maria D’Amodio, Ministro della Provincia Napoletana del Santissimo Cuore di Gesù, che ha sottolineato l’importanza di insistere su questi argomenti e di cercare di trattarli in modo completo, avvalendosi della sinergia tra più professionisti. Tra questi ultimi essenziale la presenza del dott. Volpe, presente a Ischia durante la presentazione dell’Associazione, «i disturbi del comportamento alimentare – ha dichiarato quest’ultimo – rappresentano ad oggi una realtà clinica complessa, una sfida grande per la medicina. Si conoscono l’anoressia, la bulimia e i disturbi dell’alimentazione incontrollata, ma ce ne sono tanti altri che mostrano una psicopatologia alimentare specifica e che sono frequenti quanto i primi tre. Complessa è la sfida dell’individuazione e del trattamento che deve prevedere più figure a servizio del paziente, una equipe di professionisti per coprire tutte le esigenze». Presente anche la dott.ssa Antonella Gritti che ha aperto un quadro complesso legato ai disturbi della nutrizione che fanno la loro prima comparsa anche in età infantile e il dott. Walter Milano che ha discusso circa le vie del digiuno e dell’insaziabilità. Fondamentale per il successo del convegno l’apporto del professor Tommaso Ariemma con un intervento dal titolo “Educazione all’immagine”. «L’ immagine – ha dichiarato il prof Ariemma –  è decisiva e l’apporto che la filosofia può dare è parimenti importanti. A partire da Platone, la filosofia insegna a distinguere tra corpo e immagine. Oggi non riusciamo a farlo, viviamo nella società narcisistica non perché banalmente è incentrata sul soggetto ma perché Narcisio non riesce a capire che ciò che ha davanti è l’immagine. Non dobbiamo confonderci con l’immagine, ma abbiamo bisogno di un’educazione all’immagine». Fondamentale l’apporto del Professore Ariemma che, insieme con Paolo Massa, gira per le scuole d’Italia per portare oggi quest’ educazione all’immagine fondamentale ai giovani d’oggi non soltanto per la cura dei disturbi alimentare; abbagliati dai social network per molti di loro sembra contare più l’apparire che l’essere. A concludere la mattinata l’intervento accorato di Paolo Massa, papà di Artemisia, che ha raccontato la loro disavventura nella malattia che ha portato via Misia appena un anno fa. «Purtroppo il disturbo del comportamento alimentare non ha collegamenti tra i vari settori – ha dichiarato Massa alle telecamere di Tele A – e quindi di conseguenza non c’è un filo logico. La famiglia che subisce può dare grossi consigli alle istituzioni per far funzionare meglio il sistema sanitario. Nel caso mio il percorso è stato completo, a partire dal medico di base fino ad arrivare al ricovero ospedaliero. Voglio fare in modo che la morte di mia figlia non risulti vana e tutta questa mia esperienza voglio metterla a disposizione e fare informazione a tutte le persone. Organizziamo incontri con genitori, nelle scuole, bisogna informare per una prevenzione primaria che in Italia non c’è; si parla di prevenzione quando ormai è tardi. In questi casi la diagnosi precoce è la soluzione per salvare la situazione. Mia figlia poteva salvarsi già a 16 anni, quegli attacchi di panico, erano i primi segnali per un terreno fertile per l’anoressia». Fondamentale la presenza di Luigi Saetta membro direttivo associazione Consult@noi e quello della dott.ssa Sara Rossi del coordinamento nazionale disturbi alimentari, «ascoltare la loro esperienza è per noi importante, – ha detto Paolo Massa a “Il Golfo” – ci serve per amplificare la voce di Artemisia.  Credo che la conferenza sia stata davvero un successo, sono state fatte delle proposte concrete per migliorare l’efficienza dei centri per la cura dei disturbi del comportamento alimentare e si è creata una sintonia spontanea davvero importante. Questo significa che la voce di Artemisia, quando parla può costruire qualcosa di davvero buono». Presente alla conferenza anche il dott. Giovanni Di Matteo del gruppo genitori Soccavo che, insieme con mamma Cinzia (De Muro), ha portato avanti una battaglia per non far chiudere l’unico centro per la cura dei Dca della Campania. Solo a Ischia furono raccolte, questo appena un anno fa, più di sei mila firme contro la chiusura del centro e, in questi giorni, tramite una delibera prendiamo a conoscenza che si procederà alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato per gli specialisti ambulatoriali. Questo significa che i pazienti in cura saranno seguiti sempre dagli stessi medici, una condizione fondamentale per raggiungere la difficile, quanto lunga, guarigione.  E ora, in cantiere, c’è il corso per i medici di base, per far sì che si riescano a individuare i primi campanelli di allarme e un corso per i docenti che partirà a breve. In settimana Paolo Massa, presidente dell’associazione sarà poi a Varese per far arrivare anche lì la voce di Artemisia e combattere insieme contro l’anoressia.

 

 

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