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Da ameno ruscello a fiume della vergogna, la parabola del Rio Corbore

Da ameno ruscello a fiume della vergogna, la parabola del Rio Corbore

Rio Corbore, da ruscello ameno, eccezionale protagonista di quadri, adatto per essere immortalato dai pennelli dei pittori naturalisti, a fiumiciattolo nauseabondo, ricettacolo di insetti e propagatore di zaffate maleodoranti. Nel ruscello che parte da Barano e sfocia in prossimità del lido di Ischia c’è di tutto: acque reflue, acque nere, sostanze che sembrano saponi e ratti morti, un coacervo di degrado, una vergogna tutta ischitana che ricorda in che modo sull’isola si gestiscano le acque reflue.

Ma come ha potuto un ruscelletto eccezionalmente integrato nel paesaggio divenire un’accozzaglia di nefandezze? Tutto ha origine negli anni 80 quando l’alveo fu coperto. Occhio non vede, abuso dilaga. Ed ecco nascere e crescere un reticolo di scarichi abusivi provenienti da decine di case. La comodità fa l’uomo furbo e ci non ha pozzo nero scarica nel corso d’acqua, al resto ci penserà la natura, avrà pensato l’ischitano medio degli anni 80, incoraggiato da una natura che all’epoca era ancora rigogliosa, preponderante, padrona.

Ma l’azione dell’uomo ha avuto la meglio, sgretolando il capolavoro della natura. Oggi resiste, ma il Rio Corbore è la dimostrazione evidente di come il bello possa tramutarsi in degrado se non c’è cura.

Da oltre trent’anni, Rio Corbore è la più grande vergogna dell’isola d’Ischia: immagini su immagini hanno fatto il giro del mondo, servizi televisivi di reti locali, regionali e nazionali. articoli e foto hanno denunciato quanto accade nell’alveo e su ciò che si riversa, soprattutto in occasione di qualche pioggia, a mare ed in particolare sulla spiaggia antistante l’Hotel Parco Aurora, accanto allo stabilimento balneare “Paradiso”, che si trasforma puntualmente, in un vero e proprio inferno ambientale.

La condotta di Rio Corbore – come ricorda Gianni Vuoso del PMLI ha inizio a Piedimonte, poco distante dal locale cimitero. Lungo il percorso, il Rio si arricchisce di tutto e di più. Fino a venti anni fa, sulla spiaggia giungevano suppellettili di ogni tipo come frigoriferi, cucine, lavabi, vasi, bidet, e materiali vari di risulta; poi fu sistemata una rete metallica per bloccare almeno il percorso di questi oggetti che fecero scrivere ad un giornale locale dell’epoca “Supermarket a cielo aperto alla foce di Rio Corbore”. Qualche giorno fa, la stampa locale ha pubblicato le immagini non di questi materiali ma anche di topi morti! Uno spettacolo indegno che altrove avrebbe costretto le autorità a chiudere gli stabilimenti balneari ed a vietare la balneazione.

L’Organizzazione isola d’Ischia del PMLI, in collaborazione con rappresentanti di varie associazioni ambientali, alcuni concessionari balneari e l’avv. Mauro Buono, ha promosso un incontro per affrontare l’annoso problema degli scarichi fognari che invadono da decenni, Rio Corbore, un alveo ultrasecolare a cielo aperto, che per anni, ha raccolto le acque piovane e tanto altro ancora, provenienti dal limitrofo comune di Barano, per sfociare sulle spiagge di Ischia ed a mare.

L’incontro, che con estrema tenacia, è giunto dopo trent’anni di denunce, di pubblicazioni, di comitati popolari, è servito a studiare le iniziative più opportune, non esclusa quella di tipo legale, per sensibilizzare i concessionari dell’intera costa ischitana, la popolazione, i lavoratori d’albergo e della ristorazione, per accendere i riflettori sulle responsabilità dei sindaci, dell’EVI, ente isolano preposto al sistema idrico e fognario, della Capitaneria, dei sindacati balneari; perché si comprenda che video e foto degli scarichi hanno fatto già il giro del mondo, deturpano gravemente l’immagine dell’isola e costituiscono un grave danno per chi opera nel settore turistico.

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Un commento

  1. Manca un piano fognario,mancano i depuratori
    .mancano le volontà di procedere e attivarsi.
    Che dire invece ,dell incalanamento di una parte delle fogne del testaccio: una parte sono incanalate in un pozzo artesiano nella pianura del PIANO -via piano. Una parte incanalate in alcune fratture del sottosuolo nel piazzale dei maronti .
    Invece la merda dei baranesi e buonopanesi dove va incanalata?
    E’ un Magni e fotti,a incominciare da quel coglione del ristorante dai tu del LiDo,che fa il piagnone ai microfoni di Savio.

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