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DA GIOSI AD ENZO FERRANDINO: LA “SINISTRA” A ISCHIA VUOL PRIVATIZZARE TUTTO

Il sindaco Enzo Ferrandino insieme ai suoi collaboratori di Giunta e di Maggioranza Consiliare, rifacendosi ad una volontà del 2013 non messa in atto del suo predecessore Giosi, oggi sulla questione ambientale irrompe tempestivo e taglia corto, avviando così  le pratiche amministrative  per affidare il verde pubblico del paese ed in particolare i parchi pubblici delle pinete  ad esperti privati che sappiano gestire e tenere in stato efficiente  il grande patrimonio boschivo ed arboreo sul territorio del Comune capoluogo. Queste le prime dichiarazioni-osservazioni in un documento deliberativo  del Sindaco  su di un tema il cui riguardo e considerazione piena sono fondamentali per proseguire sulla strada del progetto “La bella Ischia” costantemente nei pensieri del primo cittadino. Ecco parte del testo del documento: “Ipotesi di gestione e soluzioni progettuali riferite alla valorizzazione delle aree verdi pubbliche indicate da parte di soggetti in possesso dei requisiti di ordine generale per poter contrarre con la Pubblica Amministrazione, al fine di procedere alla concessione in uso delle aree verdi su specificate, dando atto che le ipotesi di gestione e le soluzioni progettuali eventualmente pervenute saranno esaminate e valutate da apposita Commissione composta da tre membri istituita con determinazione del responsabile del Servizio, tenuto conto delle capacità qualitative e migliorative che garantiscano al massimo la fruizione delle aree all’intera cittadinanza senza alcun aggravio di spesa alla Pubblica Amministrazione». Il documento deliberativo continua così: “La condizione delle pinete e delle aree verdi negli ultimi cinque anni si è ulteriormente compromessa a causa anche della scarsità di risorse umane ed economiche da destinare alla valorizzazione di aree così estese di verde pubblico che richiedono interventi continui di manutenzione e salvaguardia delle specie arboree anche di sottobosco e di nuove piantumazioni in grado di sostituire piante ed alberi oramai senza vita che rappresentano sovente pericolo per la incolumità dei fruitori degli spazi verdi. La tutela e la valorizzazione delle suddette aree e delle attrezzature in esse esistenti destinate ad uso pubblico, con la finalità di promuovere l’attività ricreativa e la diffusione della cultura del rispetto del verde e, più in generale, del rispetto dell’ambiente oltre che il soddisfacimento degli interessi generali della collettività, costituisce ancora priorità per l’amministrazione insediatasi a seguito delle elezioni del Maggio 2017”. Nel documento inoltre è specificato che i progetti presentati dovranno comunque tassativamente prevedere: «a) apertura, chiusura, custodia delle aree verdi da parte del gestore; b) libera e pubblica fruizione negli orari di apertura; c) possibilità di delimitare porzioni di aree per svolgimento delle attività di cui ai progetti presentati». In realtà, da quando  persiste l’incuria e  rimangono evidenti  i segni dannosi della marchalina ellenica, il primo storico  parassita in negativo  che ha generato la malattia determinando l’insecchimento  e quindi la morte e il conseguente abbattimento della maggior parte dei pini colpiti, Ischia da un po’ di anni  patisce seriamente  il problema delle sue pinete non più accoglienti come negli anni passati. Allo stato attuale, va detto che  le pinete, quelle almeno che gravitano sul territorio del Comune Capoluogo, oggi rappresentano il volto dimesso di un paese che è, per risollevarsi, alla ricerca di una sua nuova identità, avvalendosi, tra l’ altro,  del  programma ambizioso  della “Bella Ischia” che il sindaco Enzo Ferrandino  sta portando avanti, superando, quando vi riesce, tutti gli ostacoli  che gli si frappongono.  Se le pinete negli anni ‘80 sono state per un sindaco del passato, Enzo Mazzella, dopo il colpo di mano del clamoroso esproprio pubblico, il fiore all’occhiello della propria azione amministrativa, non lo è stato invece  per i sindaci di Ischia dell’ultimo decennio ed ancor meno non lo è per l’ultimo sindaco in carica. Ecco perché Enzo Ferrandino, lancia in resta, intende sperimentare nuove strade per il rilancio delle pinete e dei parchi pubblici nel vede di Ischia. Ben vengano i privati se il “cambio di rotta” politico ed amministrativo servirà a migliorare le cose.  Certo, privatizzare il patrimonio pubblico non è la politica della sinistra sia pur democratica a cui Giosi ed Enzo Ferrandino appartengono. In sostanza si tratta di ridare  alla pinete di Ischia, scampata per ora al pericolo d’estinzione, il decoro naturale ed ambientale perduto con interventi mirati nella continua manutenzione e sorveglianza del Parco Pubblico ove non molti anni fa eccelleva per cura, presenza di addestrati “pinetini” e attrattive ornitologiche oggi ridotte al minimo inefficiente.  E innegabile che le pinete ad Ischia rappresentano un patrimonio pubblico di grande rilevanza, ma la loro acquisizione alla comunità è costata e continua a costare un’ira di Dio;  c’ è un Villari che si batte ancora in via giudiziaria per incassare gli interessi su di una quota non pagatagli nei temi stabiliti. L’esproprio, voluto essenzialmente dall’amministrazione presieduta da Enzo Mazzella, avvenuto decine di anni fa, economicamente è da considerare ancora una pratica aperta. All’epoca si parlava di miliardi, ora si continua a parlare ma di milioni. Allora in lire oggi in euro. Il costo di quelle pietre laviche, certamente suggestive, invece di essere paragonate a terreno agricolo, magari edificabile, visto che all’epoca era ancora possibile, sono state paragonate ad una miniera d’oro. Il loro valore, è stato riconosciuto addirittura in quattrocentomila lire a metro quadro. Per i proprietari, la famiglia Villari, un vero Eldorado, visto che prima era solo un bene che produceva passività e dopo solo ricchezza. Nel tempo questa spesa incredibilmente alta, è stata assorbita prima da un dissesto comunale e quindi inglobata nella massa debitoria e poi, per altra parte pagata per accordo fra le parti. Nell’amministrazione Telese, quella di Luigi, si riuscì a trattare con quattro delle cinque parti aventi diritti. L’unico che non volle saperne, fu il dott. Enrico Villari, che ha portato avanti un’azione legale.

                                                                                                          antoniolubrano1941@gmail.com

 

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