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Da Gran Bazar a “edicola fai da te”, Denis Vuoso riapre dopo l’incendio

Di Isabella Puca

Ischia – Teloni di plastica, un paio di sedie, un mobiletto, uno scaffale in ferro e naturalmente i giornali. È da qui che ha ricominciato Denis Vuoso, 27 anni e una gran voglia di lavorare. La sua edicola, “Gran Bazar”, alle spalle del bar La Violetta, poco prima della convento di Sant’Antonio, andò distrutta in un incendio l’11 ottobre scorso; da allora Denis ha smesso forzatamente di lavorare e per lui sono stati mesi davvero difficili. L’esigenza di un’edicola fai da te nasce dal fatto che l’Enel non ha ancora allacciato la corrente elettrica; da questo problema ne sono subentrati degli altri come ad esempio l’annullamento del contratto con la società che avrebbe dovuto fornire la nuova struttura. Purtroppo, pur avendola già pagata in parte, prima di consegnarla c’era da fare un collaudo con la corrente elettrica che però, non si capisce perché, ancora non c’è. «È la burocrazia italiana  – ci dice Denis con un’alzata di spalle – ho aspettato il periodo di Pasqua per avere i permessi e il progetto della nuova struttura. A giugno abbiamo esposto denuncia all’Enel che ancora non mi ha dato una motivazione. Intanto, le tasse chiamano e le pago mese per mese». È dal 2013 che Denis ha in gestione un’edicola, è un lavoro che gli piace, ma era pronto a fare altro in attesa della gran riapertura, «purtroppo però – ci dice ancora –  non mi hanno dato opportunità di avere un altro lavoro, momentaneo; per legge chi ha un’attività non può fare un altro lavoro. Sono andato al Patronato, al Caf e all’Agenzia delle Entrate e mi hanno detto che se avessi voluto lavorare, dedicandomi ad altro, avrei dovuto cedere una licenza al comune di 70 mila euro. Allora ho aperto così!». È dal primo giugno che Denis è sceso in campo con un’edicola fai da te, acquistando la stima dei suoi clienti che, per tutto il lungo inverno, hanno dovuto rinunciare all’edicola di fiducia vicino casa, «certo esteticamente non è bellissima, ma ho fatto il possibile per renderla un po’ più carina. In questi giorni, – ci rivela Denis – tramite i verbali ho scoperto che l’incendio è stato doloso. Nessun corto circuito. I Vigili del fuoco hanno scritto più volte che si è trattato di dolo. I dubbi sono tanti, le indagini proseguono, saranno le forze dell’ Ordine a decidere». Oltre al danno, per Denis c’è anche la beffa: ogni mese è costretto a pagare altri 400 euro per la licenza dei terminali Sisal di cui, per ora, non dispone. «Quattro giorni dopo l’incendio sarei dovuto andare in ferie per ristrutturare l’edicola. E ora, dal primo giugno, sono qui sotto un tendone e vado avanti nonostante tutto. Se tutto va bene ci vorranno ancora 3 mesi per mettere le cose in ordine. Probabilmente farò l’inaugurazione della nuova edicola nel giorno in cui è stata ridotta in cenere». La voglia di lavorare di Denis è talmente tanta che il sacrificio di aprire e chiudere per 4 volte al giorno mettendo in sicurezza, ogni volta, la merce, sembra essere davvero poca cosa. Un esempio, il suo, che dovrebbero seguire tutti quelli che si arrendono alla prima difficoltà. «Quando ho saputo che si trattava di dolo ci sono rimasto male; alla fine – conclude – speravo fosse un corto circuito.  Purtroppo ora si è aggiunto anche il problema della pineta (atti osceni in pineta Mirtina ndr) e tante famiglie che passavano di qua evitano di frequentare questa zona, un danno per le attività. Vorrei che ci fosse più sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, forse così potremmo risolvere i problemi di questa zona».

 

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