ARCHIVIO 5

Da Ischia a Milano, tutti pazzi per l’Expo’

di Isabella Puca

Milano – Neppure gli ischitani hanno resistito al richiamo mondiale dell’Expo, di scena a Milano, zona Rho, fino al 31 di ottobre. L’esposizione universale di Milano ha aperto i battenti il 1 maggio scorso e nessuno s’immaginava un successo simile, raggiunto, in particolar modo, negli ultimi mesi. Anche noi de “Il Golfo” siamo andati a curiosare la tanto declamata fiera universale,  per potervi riportare impressioni e considerazioni dal punto di vista nostrano. 781,4 km, da percorrere o in 7 ore di autostrada, o in 4 ore di treno oppure in 1ora e 25 minuti di volo, per vivere un indimenticabile esperienza. Martedì scorso il gruppo della scuola del Folklore ha fatto conoscere qualcosa in più della nostra isola, con due esibizioni della “Mascarata”, una alle 12:00 e una alle 15:00, dinanzi allo stand dedicato alla Regione Campania, e
e uno stuolo di turisti provenienti da tutto il mondo rimasti affascinati dal suono di castagnette e dall’intreccio dei bastoni. Qualcuno ha scattato un selfie con Pulcinella o ha ripreso l’intera esibizione che ha contribuito a fare dell’Expo qualcosa di unico. Il gruppo ha dato un tocco di colore e soprattutto di folklore a “Le strade del vino” rappresentata da Vito Iacono che è apparso pienamente soddisfatto di questa importante vetrina per l’isola d’Ischia che ha mostrato a Milano due dei suoi lati migliori: il buon vino e il folklore. La prossima settimana sarà una delegazione di 26 studenti dell’istituto Vincenzo Telese a partire alla volta di Milano per dire “Expo? Noi c’eravamo!” e, in questi giorni, sul Social Network è tutto un pullulare di foto scattate in quello che potremmo definire l’evento dell’anno in assoluto. Ciò che sorprende a primo acchito di questa enorme esposizione è senza ombra di dubbio l’entusiasmo. All’apertura dei cancelli, anticipata in questi ultimi giorni alle 9:00 anziché alle 10:00, buona parte degli avventori inizia a correre verso la zona dedicata ai padiglioni, oltrepassando una lunga galleria. Scarpe comode e cartina alla mano ed è tutto un sorprendersi dell’architettura, degli effetti speciali e delle tanto chiacchierate file che vengono a formarsi soprattutto per alcuni padiglioni come quello del Giappone e quello dell’Italia. Ore 9:30 di martedì mattina, quindi un giorno feriale, mezz’ora dopo l’apertura, il Giappone contava già 3 ore di fila, complice un video di 60 minuti che proiettano all’ingresso del padiglione più ambito da tutti. Un pizzico di delusione per alcuni padiglioni europei dove il tema del cibo veniva sì affrontato ma solo attraverso video e proiezioni. Spettacolare l’esperienza vissuta nel padiglione della Gran Bretagna dove tutto era incentrato sulla produzione di miele. Già dall’ingresso, la visuale offerta dal visitatore era quella delle api; dopo un viale ricco di verde, si entrava all’interno di una struttura in ferro che voleva ricreare un alveare. Continuo il ronzio di sottofondo, trasmesso in diretta da uno degli alveari più produttivi della Gran Bretagna. In un unico padiglione vi era natura, arte e tecnologia in un connubio perfetto che rappresenta l’essenza del futuro sostenibile. Sarà che gli ischitani sono amanti del bello ma non è un caso se il padiglione della Gran Bretagna ha vinto il premio “Le architetture dei padiglioni di Expo Milano 2015” promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti. Ricercatissimi i vari gadget tra spillette dei vari paesi, l’adesivo a forma di cuore “I fell Slovenia” e, soprattutto, il passaporto targato Expo per avere un timbrino colorato per ogni padiglione visitato. L’ ultima attesa era poi tutta per il crepuscolo per lo spettacolo di luci e getti d’acqua a suon di musica dinanzi all’albero della vita che sarà l’unico simbolo fisico che rimarrà di quest’esposizione che ha raccolto intorno a sé più di 264 mila visitatori.  Tra buon cibo, esaltazione del verde – il padiglione dell’Austria riproponeva un bosco vero e proprio e quello degli USA presentava dei giardini verticali spettacolari- sembrava di ritrovare, nel tema “nutrire il pianeta” vere e proprie caratteristiche isolane, esaltate già la scorsa primavera con il progetto promosso da Federalberghi che ha visto coinvolti i ragazzi del laboratorio di fotografia dell’Associazione Luca Brandi Onlus. Fu una bella campagna Social attraverso gli hashtag “#expoischia” e “#iloveischia” per dimostrare che Ischia può essere una località capace di “nutrire il pianeta” a tutti gli effetti. Ancora Ischia anche nella parte organizzativa grazie all’esperienza lavorativa di Nadia Puzzella, 24 anni, e una palestra unica al mondo in una vetrina internazionale come quella di Expo. Insomma, al centro del mondo, Ischia trova spazio per sé che sia attraverso il cibo o  un ballo, per mezzo del lavoro di un’ischitana nella macchina organizzativa o anche solo attraverso gli occhi dei tanti ischitani che hanno voluto dire, anche per un solo giorno e nonostante tutti quei km da percorrere, “Expo Milano 2015? Noi c’eravamo!”

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close