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Da Salvatore ad Axel: «Vi racconto la mia ascesa nel porno»

Prima di arrivare ad Axel Ramirez, facciamo un passo indietro: quali erano gli interessi di Salvatore Di Costanzo quando era ragazzino? Ti è sempre piaciuto il cinema, che poi da grande sarebbe diventato il tuo lavoro?

«Sì, fin da piccolo ho avuto un grande interesse per il cinema e soprattutto per i telefilm: all’epoca guardavo Supercar, A-Team, Magnum P.I. e cose del genere. Poi mi piaceva scrivere storie, soprattutto relative ai dinosauri, perché li trovavo molto interessanti. Quando uscì “Jurassic Park” per me fu una gioia immensa, perché era come se vedessi una delle mie storie in un film. Mi dissi pertanto: “Porca miseria, perché non posso farla anche io una cosa del genere? Sarebbe bello che una delle mie storie prendesse vita”. È da lì che è nata pian piano questa passione per il cinema, che poi è sbocciata quando ho avuto la fortuna di vedere uno dei miei primi film thriller, ovvero “Psycho” di Alfred Hitchcock. La perfezione di quel film in tutto e i dettagli nelle inquadrature mi piacquero così tanto che pensai tra me e me: “Anche io voglio fare il regista. Voglio cercare di dare qualcosa alle immagini, voglio che le immagini non siano soltanto immagini standardizzate, voglio cercare di fare come ha fatto Hitchcock”. Ovviamente in quegli anni vidi anche tanti film di Stanley Kubrick e Orson Welles, i grandi maestri, e questo per capire che effettivamente il cinema non era come lo avevo visto fino ad allora nei telefilm, ma era qualcosa di più, era una sorta di magia».

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