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CULTURA & SOCIETA'

Da stamane risveglio senza il suono della ciaramella e della zampogna. Gli zampognari saltano la novena dell’Immacolata e forse anche del Natale

STORIA & TRADIZIONE DEI “NOSTRI” ZAMPOGNARI: L’ANTICA CANZONE NAPOLETANA “ ‘O ZAMPUGNARO ‘NNAMURATO” DEL 1918 CON LE PAROLE ORIGINALI - ‘Nu bellu figliulillo zampugnaro, Ch'a Napule nun c'era stato ancora, Comme chiagneva, 'nnante a lu pagliaro, Quanno lassaje la 'nnammurata fora. E a mezanotte 'ncopp'a 'nu traìno Pe' Napule partette d'Avellino./ Ullero – ullero, Buono e sincero. Da lu paese a Napule arrevato, Nce cammenava comm'a 'nu stunato. / E succedette ca, 'na bella sera, Jette a sunà a la casa 'e 'na signora. Tappete luce, pavimente a ccera, Rricchezze maje nun viste anfin'allora. Ma se 'ncantaje, cchiù assaje de 'sti rricchezze, Pe' ll'uocchie d' 'a signora e pe' li ttrezze. / Ullero – ullero, Fuje 'nu mistero Quanno jette pe' vasà â signora 'e mmane Zitto, sentette 'e dì: "Viene dimane!" / Cielo, e comme fuje doce 'sta nuvena Ca ll'attaccaje cu 'n'ata passiona. E se scurdaje 'e ll'ammore 'e Filumena h'era fatecatora e bbona bbona. Ma ll'urdema jurnata ca turnaje Chella signora, â casa, 'un ce 'a truvaje. Ullero – ullero, Sturduto overo, Avette ciento lire e 'sta 'mmasciata: "Scurdatavella, chella è mmaretata!" /'Na casarella 'mmiez'a li mmuntagne, 'Nu fucularo cu 'nu cippo 'e pigne. 'A neve sciocca e 'na figliola chiagne. Chisà 'stu lietto 'e sposa si se 'ncigna. P' 'a strada sulitaria d'Avellino Nun sta passanno manco 'nu traìno. / Ullero – ullero, Cagna penziero: Sta sotto a 'nu barcone appuntunato Poveru zampugnaro 'nnammurato. La struggente canzone è del 1918 con musica e versi di Armando Gill è stata cantata dagli anni ’40 ad oggi dai cantanti della canzone napoletana più famosi del tempo quali Giacomo Rondinella, Sergio Bruni, Franco Ricci, Mario Abbate, Nunzio Gallo, Antonio Basurto. Oggi la interpretano con successo Antonello Rondi e Sal Da Vinci

Questa mattina, per altro anche festiva in quanto domenicale, non abbiamo sentito, come ogni anno, alle prime luci dell’alba, il dolce suono delle ciaramelle e della zampogne a significare che gli zampognari erano sulla nostra isola anche quest’anno, anomalo fino alla tragedia ed alla paura per il Coronavirus. Ma quel dolce suono conosciuto da una vita, non solo ci svegliava, ci trasmetteva altresì gioia e annunciava che il Natale era ormai prossimo. Quel dolce suon delle ciaramelle e della zampogne era il suono che si ripeteva puntuale il 29 di novembre, dopo un anno. Era il suono della Novena dell’Immacolata che faceva il paio con la Novena del Bambino che sarebbe arrivata la mattina del 16 dicembre, dopo 8 giorni.

COPPIA DI GIOVANI ZAMPOGNARI CON DONNA ZAMPOGNARA DI ULTIMA GENERAZIONE ABRUZZESI CHE ERANO ATTESI A ISCHIA

Questa mattina presto, il dolce suono della ciaramella e della zampogna non ci ha s vegliato come accadeva dagli anni della nostra infanzia. Gli zampognari non sono venuti, non sono partiti dal loro paesello San Biagio nel frusinate, sono rimasti a casa loro con le rituali cucchiaielle di legno portate in regalp, impediti a continuare una tradizione iniziata, per quello che ci riguarda, negli anni ’40 dagli storici Vincenzo il vecchio con la zampogna e Giuseppe il giovane con la ciaramella. Di loro si occupava Zia Nina del ristorante Di Massa a Ischi Ponte per vitto e alloggio per tutto il tempo della loro permanenza a Ischia (Novena dell’Immacolata e del Bambinello). Quindi questo terribile 2020 dominato dal Covid-19, si è portato via anche la vecchia tradizione degli zampognari con quel dolce suono che ci piaceva tanto e ci faceva sognare. Se le cose si aggiusteranno e la morsa delle delle regole ferree da rispettare per evitare il contagio rallenta il suo rigore, potremo sperare di rivedere gli amati zampagnari sull’sola per la Novena del Bambino dal 16 al 25 dicembre.

GRUPPO DI ZAMPOGNARI DEL MOLISE A ISCHIA PONTE DAVANTI AL CASTELLO ARAGONESE

Se tutto fosse stato normale con gli zampognari presenti già da stamattina come da tradizione per cantare e suonare la novena dell’Immacolata, avremmo trattsato l’argomento degli zampognari esattamente così. Sembrano provenire direttamente da un antico presepe napoletano, con i loro vestiti da montanari ed i loro visi ieratici. Già alle prime luci dell’alba sono in giro da questa mattina mattina 29 novembre per le vecche strade di Ischia Ponte. Per le altre strade del Comune capoluogo e degli altri comuni dell’isola davanti ad edicole votive del Cristo e dell’Immacolata, sotto le case a suonare vecchie melodie religiose con strumenti ancora più antichi. Sono gli zampognari attesi della nostra tradizione. Vengono dalle regioni del profondo sud come la Calabria, dal Molise e dalle montagne dell’Abruzzo, dal frusinate. A vederli sull’isola vuol dire che il Natale è ormai vicinissimo. Questo accadeva tanti anni fa, ed accade con la stessa atmosfera anche oggi. La musica di Natale ad Ischia viene da lontano.

I NOSTRI ZAMPOGNARI A CAMPAGNANO

Lo è per la gioia di una Ischia semplice e felice, quella che si sente ancora e sempre legata alle tradizioni, specie natalizie, una musica quella degli zampognari inconfondibile con la rituale zampogna e la dolce ciaramella che ti entra nell’anima e ti riporta con i ricordi ai tempi dell’infanzia spensierata e felice. Il fascino della loro presenza , il timbro della novena suonata o cantata restano tali e quali come da bambini li abbiamo sognati ed inseguiti. Anche quest’anno gli zampognari sono venuti , sparsi per l’isola, ed in modo particolare a Ischia Capoluogo, per la Novena dell’immacolata, lasciandoci il primo messaggio natalizio di quest’anno 2020 che sta volgendo a termine. Nove giorni di novena per le case e davanti all’ edicole votive,e via di nuovo verso il loro paesello di provenienza. Torneranno ancora per la Novena di Natale, carichi di una storia personale che solo loro sanno onorare, perché si tramandano da nonno in figlio e da figlio in nipote con il desiderio ambito di diventare dall’età giusta zampognaro vero.

LA STORICA EDICOLA DI ISCHIA PONTE IN CORSO LUIGI MAZZELLA

In tempi passati, uno zampognaro giù maturo per la pensione di nome Vincenzo, proveniente dal frusinate nel Lazio ove faceva il pastore, si portava a Ischia per eseguire le due novene, quella dell’immacolata e quella di Natale accompagnato dal suo nipote Giuseppe. Zio Vincenzo, così lo chiamavamo, Suonava la Zampogna, il giovane Giuseppe la Ciaramella. In due rappresentavo la tipica coppia di zampognari fedeli alla tradizione, nell’abbigliamento e nella maniera fascinosa di suonare i loro particolari strumenti, addirittura costruiti al paesello con le loro mani ed il proprio ingegno artigianale. Allietarono i nostri giorni che precedevano il Natale, e fecero la storia di quel tempo, Suo nipote Giuseppe suonatore di ciaramella,ha vissuto fino a qualche anno fa, mentre lo zio Vincenzo ha lasciato questo mondo molti anni addietro. Gli zampognari di oggi, quelli, gli stessi che torneranno per la novena di Natale 2020, rappresentano di diritto i degni eredi dei loro predecessori per continuità, passione e fedeltà ad Ischia ed alla tradizione. Insomma sono una garanzia, finchè avranno voglia di farlo, in modo che l’isola riceva per molti anni avvenire i “suoi” zampognari, tanto che la bella ed emozionante tradizione non possa finire mai.

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LA STORICA STATUA DELL’IMMACOLATA ED IL NOVENARIO IN SUO ONORE NELLA CONGREGA DI ISCHIA PONTE

La loro figura e le loro storie hanno ispirato poeti e cantanti napoletani, quali Ferdinando Russo ed Armando Gill, autore di ” ‘O Zampugnaro Nnammurato “, ispiratagli da una storia vera. Il cantautore narra la vicenda di uno zampognaro, giovane e povero, che abbandona la fidanzata, poichè follemente innamorato di una ricca signora, conosciuta durante una novena. Solo l’ultimo giorno della festa scoprirà che la signora ha già marito. Decisamente ‘O “Zampugnaro Innamoto” è il componimento più bello, quello che ti strappa addirittura una lacrima per il toccante significato del racconto. L’antica canzone composta nel 1918 è stata cantata dai più grandi cantanti napoletani del passato quali Sergio Bruni, Giacomo Rondinella, Mario Trevi, Roberto Murolo, Mario Abbate e Franco Ricci. Oggi è riproposta da Massimo Ranieri, da Antonello Rondi, Gloriana, Maria Nazionale e dalla voce giovane e moderna napoletana di Sal da Vinci. Ma vale la pena conoscere meglio le parole della storia per capire che lo Zampognaro oltre a suonare la novena di Natale con la sua zampogna, sa avere anche altre passioni come quella di innamorarsi.

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Queste le parole della canzone dedicate allo “Zampugnaro Innamorato”, tradotto in italiano per meglio intendere il senso della storia. Nel sommario in alto le riproponiamo in lingua originale, ossia nel dialetto napoletano del tempo Ecco le parole in italiano : “Un bel giovanotto Zampognaro, che non era mai stato a Napoli, come piangeva davanti al pagliaio, quando lasciò sola la fidanzata… E a mezzanotte, su un biroccino, per Napoli partì da Avellino…. Ullero – Ullero Buono e sincero. Arrivato a Napoli dal paese, vi ci camminava tutto frastornato…. E successe che, in una bella serata, andò a suonare nella casa di una signora: Tappeti, luce, pavimenti a cera…. ricchezze mai viste fino ad allora! Ma più di tutte le ricchezze, s’incantò degli occhi della Signora e delle trecce… Ullero – Ullero Fu certamente un mistero: Quando baciò della Signora la mano, sentì dire –“ Zitto, torna domani!” Cielo, come fu piacevole la novena che la suonò con tanta passione!….. E dimenticò l’amore per Filomena, gran lavoratrice, donna bella e formosa. Ma nell’ultimo giorno della novena, in casa non trovò più quella Signora. Ullero – Ullero…. Tutto frastornato, ebbe cento lire e questo messaggio: “Dimenticatevela, quella è sposata!” Un’umile casetta in mezzo ai monti, un focolaio con un ceppo di pino… La neve cade ed una fanciulla piange: Chissà se si userà questo letto nuziale. Per la strada solitaria per Avellino non passa ormai nemmeno un biroccino. Ullero – Ullero “Cambia pensiero!” Piazzato sotto a quel balcone… Povero Zampognaro innamorato!”.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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